Morire perché si gioca a pallone? Non dovrebbe nemmeno esistere questa affermazione. Non dovrebbe neppure essere considerata un pensiero, un'ipotesi, un pericolo. Si tratta di un gioco che richiama all'allegria, alla spensieratezza, alla libertà di pensiero e del proprio corpo; ad occupare un'ora e mezza di felicità, un pomeriggio dedicato al sorriso. Cosa c'è di più emotivamente coinvolgente se non una partita di calcio sia che tu la giochi o che la vedi allo stadio. Eppure la realtà ha rotto questo incantesimo. La morte del calciatore spagnolo Jesus De Miguel del Tenerife durante la partita di serie B iberica contro l'Andorra, causata da un incidente di gioco per un'uscita spericolata del portiere avversario, rivelatasi fatale, ha certificato che si può morire anche per uno scontro violento di gioco.
Era il caso di uscire con quella veemenza come dimostrano le drammatiche immagini del video che girano sulla rete? Non aveva l'estremo difensore dell'Andorra altri sistemi meno violenti, ma altrettanto efficaci per bloccare Jesus De Miguel avviato alla realizzazione del gol? Certo che li aveva, ma non li ha usati,
Si dice che sia l'adrenalina che provoca scompensi, faccia brutti scherzi, annebbi la mente e sia la causa principale di questi incidenti ed anche di contrasti duri al limite del penale. Stavolta è stato mortale e con conseguenze anche penali per il portiere dell'Andorra.
Purtroppo la letteratura calcistica non è nuova a questi avvenimenti anche se stavolta si è oltrepassato la famosa linea rossa. Il 21 novembre 1981, durante Fiorentina-Genoa, Giancarlo Antognoni venne travolto dal portiere genoano Silvano Martina in uscita colpendolo con una ginocchiata alla tempia. Il cuore del fuoriclasse viola si fermò per una trentina di secondi e solo il coraggio e la forza d'animo del massaggiatore salvò il giocatore spostandogli la lingua che lo stava soffocando ed applicandogli la respirazione bocca a bocca.
Ai mondiali del 1982, il giorno 8 luglio in Spagna, il portiere della Germania Harald Schumacher uscì a valanga su Patrick Battiston della Francia durante la semifinale, lasciando tutti senza fiato per la sorte del giocatore transalpino inerme sul terreno di gioco. Sia nel caso di Antognoni che di Battiston il destino ha voluto che salvassero la ghirba anche se quei drammatici momenti segnarono la vita sportiva ed anche civile dei due giocatori.
Nel caso di Jesus de Miguel invece si osserva il minuto di silenzio in tutti gli stadi d'Europa prima di ogni partita. Un momento di forte commozione perché ci ha lasciato un giovane appassionato della pelota e della vita. Un momento che deve però far riflettere tutti, a cominciare da quelli che vanno in campo, avendo in testa che di fronte hanno un avversario da superare e non un nemico da abbattere.














