È perso nella notte dei tempi il mio primo incontro con Audio Porfidio: l'idea di entrare in politica a Busto neanche lo sfiorava o almeno non affiorava nei discorsi. Come rare volte nel mio percorso professionale, non riesco a scrivere un ricordo giornalistico e lascio cadere ogni regola impersonale.
Perché con te, Audio, non si poteva e non si può. Adesso non è cambiato nulla, se non che torni nella tua Busto, tua più di tanti noi, per come la vivevi e la vedevi (lo splendido ricordo di Riccardo Canetta racconta bene questo e molto altro, LEGGI QUI).
Prima di incontrarti, ti ho conosciuto attraverso le parole di un mio collega della Prealpina, Luca Rossi: un grande amico di entrambi. Scomparso troppo presto, Luca, ben 31 anni fa. Mi mise allegramente in guardia: Audio è troppo generoso, non dirgli mai che qualcosa che indossa o ha nel suo studio è bello.
Perché? gli chiesi.
Luca mi raccontò: «Pensa che l'altro giorno a tavola ho lodato la sua cravatta, lui se l'è tolta e voleva a tutti i costi regalarmela». Quest'immagine, semplice e fulminea, ti descriveva pienamente.
Quando Luca morì, la sofferenza è stata pesante anche per te, che la sofferenza l'avevi e l'hai conosciuta a fondo. A me mancava un fratello e per te non era diverso. Sei andato a trovarlo e hai sempre onorato la sua memoria con gli occhi velati di lacrime.
Perché tu non eri solo generoso, eri profondamente leale. E non hai mai dimenticato, né abbandonato, chi ti ha dato la sua amicizia e il suo cuore.
Mi mancheranno le tue invettive, le tue sfuriate (quante volte a dirti, ma Audio, no, così non si può), gli scherzi telefonici e anche le tue risate: perché sapevi divertire e divertirti. Forse, sempre con un'ombra di malinconia che mi sembrava di cogliere nei tuoi occhi.
Non ho mai creduto che tu potessi andare via da Busto Arsizio; invece, mi hai spiazzata e l'hai fatto, almeno fisicamente. Il tuo grande cuore, però, non ne voleva sapere ed è rimasto qui. E adesso torna a casa, torna anche perché ci manchi in un'era politica di dibattiti spesso astratti e in cui sembra che ciò che conta è il selfie o la menzione all'evento sul giornale.
Ti aspettiamo nella nostra basilica di San Giovanni (si parla di giovedì, ma ancora va confermata la data del tuo funerale), per abbracciarti un'ultima volta.














