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Storie | 24 ottobre 2026, 20:22

IL RICORDO. Caro Audio non si poteva neanche lodare una tua cravatta, perché la toglievi e la regalavi. Ci mancheranno le tue risate e le sfuriate, ma prima di tutto la tua lealtà

Il primo incontro grazie a un grande amico di entrambi. Non potevi stare veramente lontano da Busto e ti saluteremo per l'ultima volta nella nostra basilica: ci manchi in un'era politica di dibattiti spesso astratti e in cui sembra che ciò che conta sia il selfie o la menzione all'evento nell'articolo

IL RICORDO. Caro Audio non si poteva neanche lodare una tua cravatta, perché la toglievi e la regalavi. Ci mancheranno le tue risate e le sfuriate, ma prima di tutto la tua lealtà

È perso nella notte dei tempi il mio primo incontro con Audio Porfidio: l'idea di entrare in politica a Busto neanche lo sfiorava o almeno non affiorava nei discorsi. Come rare volte nel mio percorso professionale, non riesco a scrivere un ricordo giornalistico e lascio cadere ogni regola impersonale.

Perché con te, Audio, non si poteva e non si può. Adesso non è cambiato nulla, se non che torni nella tua Busto, tua più di tanti noi, per come la vivevi e la vedevi (lo splendido ricordo di Riccardo Canetta racconta bene questo e molto altro, LEGGI QUI). 

Prima di incontrarti, ti ho conosciuto attraverso le parole di un mio collega della Prealpina, Luca Rossi: un grande amico di entrambi. Scomparso troppo presto, Luca, ben 31 anni fa. Mi mise allegramente in guardia: Audio è troppo generoso, non dirgli mai che qualcosa che indossa o ha nel suo studio è bello. 

Perché? gli chiesi.

Luca mi raccontò: «Pensa che l'altro giorno a tavola ho lodato la sua cravatta, lui se l'è tolta e voleva a tutti i costi regalarmela». Quest'immagine, semplice e fulminea, ti descriveva pienamente.

Quando Luca morì, la sofferenza è stata pesante anche per te, che la sofferenza l'avevi e l'hai conosciuta a fondo. A me mancava un fratello e per te non era diverso. Sei andato a trovarlo e hai sempre onorato la sua memoria con gli occhi velati di lacrime.

Perché tu non eri solo generoso, eri profondamente leale. E non hai mai dimenticato, né abbandonato, chi ti ha dato la sua amicizia e il suo cuore.

Mi mancheranno le tue invettive, le tue sfuriate (quante volte a dirti, ma Audio, no, così non si può), gli scherzi telefonici e anche le tue risate: perché sapevi divertire e divertirti. Forse, sempre con un'ombra di malinconia che mi sembrava di cogliere nei tuoi occhi.

Non ho mai creduto che tu potessi andare via da Busto Arsizio; invece, mi hai spiazzata e l'hai fatto, almeno fisicamente. Il tuo grande cuore, però, non ne voleva sapere ed è rimasto qui. E adesso torna a casa, torna anche perché ci manchi in un'era politica di dibattiti spesso astratti e in cui sembra che ciò che conta è il selfie o la menzione all'evento sul giornale. 

Ti aspettiamo nella nostra basilica di San Giovanni (si parla di giovedì, ma ancora va confermata la data del tuo funerale), per abbracciarti un'ultima volta.

Marilena Lualdi

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