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Cronaca | 23 ottobre 2026, 16:50

Donna uccisa, i vicini: «Non era la prima volta che discutevano». L’ultima lite si è portata via il sorriso di Noralba

Marco Panichi, originario dell’Abruzzo, si era trasferito nella casa di Cuirone a Vergiate da inizio luglio: lavorava come termoidraulico in zona. I residenti di via De Amicis sotto choc: «Li vedevamo poco, ma ieri mattina sono stati sentiti litigare. Poi il silenzio». Nella serata la scoperta del corpo senza vita della donna di 36 anni

A sinistra: due immagini dell'abitazione di Cuirone. A destra: Marco Panichi e Grey Noralba Sanmartin Villalba

A sinistra: due immagini dell'abitazione di Cuirone. A destra: Marco Panichi e Grey Noralba Sanmartin Villalba

Nel silenzio di Cuirone i carabinieri sigillano la porta del piccolo appartamento al piano terra di questa casa di corte all’angolo tra via De Amicis e vicolo Ronchetto. A terra ancora il vetro infranto dai vigili del fuoco per entrare nell’abitazione e trovare, riverso sul pavimento della camera da letto, il corpo senza vita di Grey Noralba Sanmartin Villalba, 36 anni originaria della Colombia, uccisa a coltellate dal compagno Marco Panichi, abruzzese di 53 anni, al culmine di una lite (leggi QUI). 

Fuori i vicini, ancora scossi e sotto choc, hanno poca voglia di parlare. Qualcuno passa, getta un’occhiata alle auto dei carabinieri ancora sul posto: chi non sa nulla, chi ha appena saputo la notizia dal telegiornale, chi è incredulo e chi prova rabbia. 

«Giovedì mattina qualcuno che abita qui ha sentito che litigavano, che urlavano, qualche rumore - racconta un vicina - Qualcuno stava per chiamare i carabinieri, ma poi la situazione sembrava essersi tranquillizzata».

Fino alla tarda serata di ieri, quando il silenzio di questa frazione di Vergiate è stato rotto dalle sirene delle auto dei carabinieri e dei vigili del fuoco: «Siamo stati svegliati dall’arrivo dei mezzi dei vigili del fuoco - racconta un’altra donna che abita a pochi passi - e dalle macchine dei carabinieri. Ma non avevamo idea di quanto fosse accaduto. Questa è una zona tranquilla, mai un problema». «La vittima? Non l’ho mai vista - aggiunge un ragazzo - non sapevo neanche che abitasse qui».

Del resto Panichi era arrivato da poco a Cuirone, dove aveva preso in affitto il piccolo appartamento a due passi dalla piazzetta di questa frazione di Vergiate immersa nel verde: «Era arrivato ai primi di luglio - racconta sempre la vicina - ma non lo si vedeva spesso. L’avrò incrociato un paio di volte: sembrava una persona tranquilla. La compagna invece io non l’ho mai vista, qui veniva davvero di rado».

Panichi, originario di Avezzano, in Abruzzo, lavorava come termoidraulico in una ditta della zona e proprio per lavoro si era trasferito nella nostra provincia. Nel fine settimana, però, tornava spesso nel Centro Italia: a volte la compagna era con lui e scendevano insieme. 

E proprio in Abruzzo ieri, secondo la ricostruzione dei carabinieri, dopo l’uccisione delle 36enne l'uomo ha fatto ritorno, costituendosi in caserma. Ai militari, come riferito dal suo avvocato, ha detto di aver ucciso la fidanzata perché sentitosi minacciato durante un acceso diverbio nato per la gelosia della donna (qui le dichiarazioni), che avrebbe impugnato un coltello: nella colluttazione l’uomo avrebbe anche riportato ferite da difesa. Si tratta tutti di elementi che verranno verificati dagli investigatori dei carabinieri, che stanno passando al vaglio la sua versione dei fatti.

Una cosa però sembra certa. Da un po' di tempo l’armonia della coppia, raccontata dalle foto del profilo Facebook dell’uomo, sembrava essersi incrinata, almeno secondo quanto racconta chi abita qui: «Mi hanno detto che non era la prima volta che discutevano animatamente, che si sentivano delle liti anche mentre erano al telefono». Fino all’ultima, fatale, che si è portata via per sempre il sorriso di Noralba.

Bruno Melazzini

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