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Busto Arsizio | 12 ottobre 2026, 14:00

Bar al Museo del Tessile: ecco come il Comune cerca di riaprirlo

Dopo la decisione della giunta di Busto parte la procedura a evidenza pubblica: tra criteri come esperienza analoga per garantire la continuità e vincoli. Bisogna anche essere disponibili ad aperture straordinarie (e non creare disturbo)

Bar al Museo del Tessile: ecco come il Comune cerca di riaprirlo

Il bar del Museo del Tessile a Busto deve essere un'opportunità per i visitatori, ma anche per i frequentatori del parco. E vivere in sintonia con gli eventi.

Dopo la decisione della giunta lo scorso settembre su proposta del vicesindaco Luca Folegani, che aveva espresso la volontà di affidare in concessione d’uso gli spazi uso bar al piano terra (la concessione era scaduta un anno fa), si entra dunque nel vivo della procedura a evidenza pubblica. Tra criteri e vincoli espressi in una determina.

La sala principale di somministrazione di superficie netta è pari a circa 130 metri quadrati all'interno, ci sono poi uno spazio di preparazione di superficie netta pari a circa 19 metri quadrati, uno con uguale superficie per i bagni, un disimpegno di 17 metri quadrati. Senza scordare l'area esterna di 188 metri quadrati da utilizzare per il posizionamento di tavoli esterni.

La procedura ad evidenza pubblica per l’affidamento in concessione d’uso viene indetta con un avviso pubblico: l'aggiudicazione avverrà con il criterio dell'offerta  economicamente più vantaggiosa, con canone annuo di € 14.366,28, più Iva posto a base d’asta. Si prevede una durata di otto anni per il contratto.

Ma incideranno anche altri criteri. Il primo,  è il prezzo della concessione d’uso, valutato assegnando proporzionalmente il punteggio massimo di 40/100 rispetto all’importo a base d’asta. Quindi, un secondo criterio con più dettagli: si considera  l’affidabilità del concessionario, con l’esperienza maturata in attività analoghe per avere garanzie sulla continuità della concessione (punteggio massimo 30/100). Conta inoltre la modalità di utilizzo dei locali, in particolare con riferimento agli arredi e alle attrezzature (punteggio massimo 20/100). Non ultimo, la disponibilità ad effettuare aperture straordinarie in occasione di eventi promossi dal Comune al Museo, in aggiunta alle 5 giornate che dovranno essere già previste nel contratto (punteggio massimo 10/100).

L'allestimento dei locali sarà a cura del concessionario, che potrà contare su una riduzione del canone di concessione del 50% per la prima annualità. Spetterà a lui la manutenzione ordinaria. Ancora, l’attività commerciale «dovrà allineare i propri giorni ed orari di apertura a quelli delle attività del Museo, garantendo l’apertura in giorni e fasce orarie il più possibile uniformi a quelle del Museo nonché garantire almeno cinque aperture straordinarie all’anno in occasione di eventi di particolare interesse organizzati presso l’immobile o all’interno del parco pubblico adiacente», viene ribadito.

Elemento al centro dell'attenzione, anche una gestione che limiti  «elementi di disturbo e interferenza con le attività principali a cui l’immobile è destinato, senza arrecare disturbo alle attività del museo».

Redazione

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