La mia, è una parola nel vento. Volevo scrivere "una voce che grida nel deserto", ma, la frase, l'hanno usata persone molto, ma molto più degne di me. E, mi riferisco al nostro Dialetto; quel Dialetto Bustocco da strada che è stato abbandonato da chi invece dovrebbe difenderlo.
Si tratta di Tradizione, di rispetto per un idioma che ha fatto la fortuna di Busto Arsizio e dei suoi abitanti... a partire da quanto Busto (ideato dai Liguri) era "sotto" la Pieve di Dairago, poi sotto quella di Olgiate Olona, sino a diventare Città nel 1864 - la città che per prima al mondo è insorta contro il Nazi-Fascismo, la sera del 24 aprile 1945 - che è diventata per importanza, la Quarta città della Lombardia e la Prima città non-Provincia, italiana.
Che deve fare, Busto Arsizio, per superare l'imbecillità di chi la ignora? - adesso poi, si vuole dire e ridire che sarebbe comodo avere una Provincia chiamata Busto-Varese, come se Varese merita di essere collocata al fianco di Busto Arsizio! e, per quale motivo? - per la nomea di città-Giardino, che per carità, Varese merita considerazione. Ma, per tutto il resto, dove, Varese "fa le scarpe" a Busto Arsizio? - basta osservare i Bilanci di UNIVA (l'Associazione degli Industriali della Provincia) per comprendere che su 126 Comuni della nostra Provincia, ben l'85% del Pil provinciale (la ricchezza, in sostanza) è prodotto da 9 Comuni - NOVE, signori e non di più - li vogliamo elencare? eccoli: Busto Arsizio, Cairate, Castellanza, Fagnano Olona, Gorla Maggiore, Gorla Minore, Marnate, Olgiate Olona, Solbiate Olona - nove "perle" di industriali operosi che "danno la stura" a ogni dubbio. Senza dimenticare che (permettetemi il "nazionalismo") Busto Arsizio vanta il primato, non solo il Cittadini Residenti (85.000 e oltre), mentre Varese, l'attuale città-Provincia è "sotto" 79.000, ma a Busto c'è il primato dei "fondi in banca" del "mercato globale", delle strutture operative, comprese quelle in itinere, come il Nuovo Ospedale, ad esempio.
Busto Arsizio ha creato l'Aeroporto "Città di Busto Arsizio" recentemente intitolato a Berlusconi Silvio (ho già espresso il mio diniego, all'iniziativa), oggi e sempre "Malpensa" con tanto di insediamenti operativi che permettono il...mantenimento dell'intera Provincia.
E siamo al Dialetto Bustocco da strada - per l'intero 900 c'è stato un effluvio di Autori e di Opere Letterarie di scritti dialettali, tenendo presente che , l'autentico Dialetto Bustocco lo si tramanda verbalmente. Ed è questo l'idioma corretto che a volte, scrivendolo, induce in errore. Succede, quando gli Autori hanno imparato prima la Lingua Italiana e DOPO (lo scrivo in maiuscolo), DOPO si sono cimentati col Dialetto-scritto. Qui, si è consumato l'errore con l'erroneo, ma si è ugualmente tramandato il Dialetto Bustocco. Per renderlo "da strada" è giusto ricorrere a chi ha parlato subito il Dialetto e l'ha imparato mentre "succhiava il latte da mamma"... poi ha faticato a imparare l'idioma nostro nazionale.
A Giusepèn viene il "magone" mentre legge queste note... "candu nogn s'a usàn pu, anca'l Bustoccu al vò a mui" (quando noi non saremo più di moda, anche il Dialetto Bustocco da strada, andrà nel dimenticatoio) - a cui segue una delicata-drammatica constatazione: "sun cuntentu da es vegiu" (sono contento di essere antico), "inscì a idàeu pu ul dialettu mortu" (così non vedrò il Dialetto morire) - onestamente, ho deglutito amaro e mi sovviene un detto ancestrale "a ui mùi, bon om?" (volete morire bravuomo?" - "par forza, ga egn su pu'l fiò" (giocoforza, non ho più fiato). e succede per ignoranza, per inerzia, per mancata volontà!
E, tutto ciò, "per colpa di chi?" basta guardarsi in giro a CHI è in mano la Cultura a Busto Arsizio!














