Dopo quasi cinquant’anni, Stefano Tacconi torna allo stadio Speroni. Giovedì 10 settembre, il grande ex portiere sarà ospite alla concessionaria Paglini di Castellanza della seconda serata di Sportivamente, il Festival dei Libri Sportivi organizzato dall’Associazione Culturale Territori in collaborazione con il Gruppo More News, editore de ilBustese.it
Nell’occasione, prima della presentazione del proprio libro “L’arte di parare”, Tacconi firmerà il muro del Pro Patria Museum, alle 18.30. Il portiere, diventato poi una bandiera della Juventus, ha infatti difeso i pali della porta biancoblù nella stagione ’77-’78. Un’esperienza condizionata da un brutto infortunio che lo ha tenuto a lungo dal campo, ma di cui Tacconi ha un bel ricordo: «È stata importante, nonostante l’infortunio». In quegli anni in cui faceva il militare a Varese, era un habitué del palazzetto del basket e aveva anche stretto amicizia con alcune delle stelle della Ignis, come Dino Meneghin e Bob Morse. «È stata una bella esperienza», ricorda.
In serata, Tacconi si sposterà a poche centinaia di metri dallo stadio di Busto, alla concessionaria Paglini di Castellanza, dove presenterà l’autobiografia “L’arte di parare”, edita da Rizzoli, nell’ambito del festival Sportivamente.
Sarà l’occasione per ripercorrere le “due vite” di Stefano. La prima, quella dei trionfi indimenticabili in maglia bianconera. E poi quella iniziata il 23 aprile 2022, il giorno dell’aneurisma celebrare che lo ha ridotto in fin di vita, costringendolo a una dura ripresa in cui sono servite tutta la forza e la grinta messa sui campi di calcio.
Ed è servito anche l’amore della famiglia, che non lo ha lasciato solo nemmeno un istante. La famiglia è stata fondamentale nell’arco di tutta la sua vita, risultando decisiva anche per la sua carriera. Da bambino, infatti, i fratelli più grandi lo costringevano a giocare in porta e Stefano, per evitare di sentire il rumore della palla che sbatteva sulla saracinesca alle sue spalle, volava a respingere anche i tiri più insidiosi. E anche la mamma ci ha messo del suo in positivo, sempre pronta a tendere “agguati” agli osservatori sugli spalti, risultando molto convincente.
Come detto, la famiglia è stata fondamentale anche nel momento della malattia e della lunga e difficile riabilitazione: «È stata la medicina migliore», dice.
L’appuntamento di Sportivamente permetterà di rivivere i momenti più esaltanti della sua carriera: «Il più bello è stata la vittoria della Coppa Intercontinentale nel 1985 contro l’Argentinos Juniors. Parare due rigori in una finale non è da tutti». Sul più doloroso, nessun dubbio: «Sicuramente l’Heysel. È la partita che vorrei rigiocare».
Parleremo anche del calcio di oggi: «È cambiato in peggio, sotto più punti di vista. È brutto che non ci siano più contatti con i tifosi che fanno ore e ore in pullman e ai quali basterebbe una pacca sulle spalle per essere felici. Ma da questo punto di vista, scrive Tacconi nel libro, i giocatori di oggi «non sanno cosa si perdono».
Sportivamente è organizzato dall’Associazione Culturale Territori, in collaborazione con il Gruppo Editoriale More News, con il contributo di Regione Lombardia, Comune di Busto Arsizio e Camera di Commercio di Varese, con il patrocinio del Panathlon Club La Malpensa e con il sostengo di partner locali e nazionali, tra cui Concessionaria Paglini e Società Ciclistica Alfredo Binda. Il festival si apre questa sera ai Molini Marzoli di Busto. Qui il programma completo.














