Nuovo capitolo nell'intricata vicenda del futuribile Centro Federale per la pallamano da insediare a Cassano Magnago. Sogno inciampato in difficoltà progettuali e burocratiche, tempi ridotti all'osso per le necessarie pubblicazioni, un bando andato deserto o quasi, scadenza non rispettata per rendere operativi fondi Pnrr. Dopo il punto di vista diramato da Cassano Magnago Handball Club e Pallamano femminile Cassano Magnago (vedi QUI), si fa sentire Umberto Sgambati, presidente di Proger Spa, main sponsor della società che si è recentemente laureata campionessa d'Italia. Nel lungo comunicato, la ricostruzione di un impegno e di un progetto sportivo, i rapporti con le altre realtà cittadine, le difficoltà burocratiche affrontate per ottenere il centro. E qualche bacchettata, alla quale segue l'appello finale a ritrovare unità d'intenti. Di seguito, il suo intervento.
Comunicato Ufficiale Proger Cassano Magnago
Dichiarazione del Presidente di Proger spa Umberto Sgambati: “In Italia non esiste la verità. La linea più breve tra due punti è l’arabesco. Viviamo in una rete di arabeschi”.
Prendo in prestito queste parole da Ennio Flaiano, mio illustre concittadino, per aprire questa nota, che scrivo in qualità di Presidente del consiglio di amministrazione di Proger spa, oltre che di Socio fondatore della Handball Cassano Magnago ( la “ nuova” società, nata poco più di un anno fa da uno “spin off” della vecchia società, sponsorizzata da Proger e di recente vincitrice del primo scudetto maschile della pallamano di Cassano Magnago). Scrivo perché ritengo opportuno, e anzi doveroso, replicare ad alcuni dei concetti - esplicitamente espressi o arabescamente formulati - nella nota recentemente pubblicata sui social dalla Pallamano Cassano Magnago (la “ vecchia” società, per intendersi) concetti che ritengo oggettivamente falsi, oltre che offensivi e lesivi della reputazione dell’Azienda in cui lavoro da 45 anni. Parole, e pensieri, davvero inaccettabili.
Il post incriminato (del quale non è difficile riconoscere l’autore, croce e delizia della pallamano a Cassano da più di cinquant’anni) afferma in sostanza che la responsabilità della perdita del finanziamento PNRR per il nuovo Centro Federale è della Proger, che ha lavorato evidentemente male e accumulato ritardi fatali; e non certo dell’Amministrazione Comunale, alla quale invece le società della Pallamano locale (ndr: ancora una volta, la “vecchia”, non certamente quella che gestisce oggi gli atleti della serie A, Gold e Silver!) intendono manifestare solidarietà e vicinanza. Non è questa la sede per disquisire di questioni tecniche, amministrative e legali , e tantomeno attribuire colpe e/o responsabilità su quanto accaduto : se ne tratterà eventualmente in altre sedi.
Ci tengo però a spiegare bene - e una volta per tutte, giacché i social non sono il mio habitat e non è mia abitudine frequentarli - il mio punto di vista, il ruolo che ho avuto nella vicenda e quello che ha svolto la società di ingegneria e management, n.1 in Italia e tra le prime 100 nel Mondo, di cui sono orgogliosamente presidente. Sono rientrato nel mondo della pallamano, dopo circa 50 anni di astinenza, esattamente due anni fa, nell’estate del 2024, sollecitato in tal senso da Massimo Petazzi e Corrado Colombo nel corso di una chiacchierata di mezz’estate in zona Pescara, nella scia della sbornia di emozioni suscitata già in fase di preparazione dalla festa dei 50 anni che si sarebbe celebrata qualche settimana dopo, in settembre, al Palatacca.
La pallamano a Cassano era sull’orlo del fallimento, e la squadra maschile non si sarebbe probabilmente iscritta al campionato di serie A se non fosse intervenuto un contributo straordinario, necessario anche per chiudere qualche “buco”: ho accettato l’invito fatto da un vecchio amico (con Massimo avevo giocato con i colori bianco/amaranto, appunto, cinquant’anni fa, l’anno della promozione in A e degli inizi nella massima serie, sul campo all’aperto dell’Ismaele Orlandi prima e nel nuovissimo Palatacca poi) e dall’allora presidente della Pallamano Cassano, Corrado Colombo, e ho risposto positivamente all’appello. Questo però a condizione che nascesse una nuova società, indipendente dalla vecchia, che rispondesse a logiche nuove dal punto di vista organizzativo e manageriale, indispensabili - a mio avviso - a rispondere alle esigenze di una realtà moderna, capace di interpretare in modo adegualo le regole d’ingaggio di un mondo (quello della pallamano più “professionale”) ormai profondamente diverso da quello di 50 anni fa. Senza naturalmente snaturare e sconvolgere tutto quello che era stato fatto fino a quel momento con passione ed entusiasmo, ma creando una nuova realtà “parallela”, sinergica e complementare con la restante parte (la pallamano femminile, le giovanili, la base del movimento).
E’ così nata nel maggio 2025 la “nuova” Handball Cassano Magnago (Presidente Renato Zanovello, general manager Corrado Colombo) che si è concentrata sulla serie A Gold e sulla serie B: tutto il resto, di comune accordo, è rimasto nelle mani delle “vecchie” società, gestite da Massimo Petazzi. I risultati del nuovo corso sono sotto gli occhi di tutti: primo titolo in assoluto a livello seniores nella primavera 2025 (Coppa Italia), a distanza di sei mesi dall’inizio del cambio di passo in termini di contribuzione finanziaria e gestione manageriale; e poi la vittoria nel massimo Campionato all’inizio di giugno di quest’anno: Cassano Magnago e’ oggi, finalmente, Campione d’Italia! L’altra condizione per il mio coinvolgimento, ma sopratutto per quello di Proger, nel progetto di rilancio della pallamano era l’impegno, determinato e coeso, nella realizzazione del nuovo Centro Federale della FIGH a Cassano Magnago: nella profonda convinzione che questa infrastruttura (che sarebbe dovuta essere finanziata con i fondi PNRR) potesse diventare per il Territorio una importante leva di sviluppo socio-economico, in grado di attrarre centinaia di giovani e atleti da tutto il mondo per vivere un’esperienza importante e formativa di studio e di vita. Come solo lo sport può fare, grazie ai valori di salute, benessere e inclusione sociale che ne costituiscono il significato intrinseco.
Per raggiungere questo obiettivo, a partire dai primi mesi del 2025, Proger ha prodotto, senza nessun ritorno economico e in accordo con la FIGH (Proger e’ anche il main sponsor tecnico di tutte le nazionali azzurre), un importante e continuo sforzo progettuale che è servito a produrre una serie infinita di versioni del progetto, nel tentativo di individuare uno stralcio funzionale (solo una parte del Palazzetto, infatti, sarebbe potuta essere finanziata) pienamente rispondente a tutti i requisiti di legge e del bando PNRR: solo a dicembre 2025, a valle di una decisiva riunione con il Ministero e gli Enti Competenti, e’ stata finalmente individuata la configurazione “giusta” del progetto, in grado di soddisfare tutti i, tanti, requisiti richiesti, e Proger ha potuto provvedere alla stesura finale del “famoso” PFTE richiesto dal bando: circa 150 elaborati consegnati nella versione finale a metà marzo, dopo che parecchie altre centinaia di documenti tecnici erano stati già redatti nel corso di un anno e mezzo di attività.
A quel punto l’Ufficio Tecnico del Comune ha provveduto a coordinare l’indispensabile iter approvativo, l’Amministrazione ha assunto le necessarie delibere e finalmente, all’ inizio di giugno, è stata bandita la gara d’appalto: mancava meno di un mese alla scadenza del 30 giugno, ma l’obiettivo tanto agognato, e per cui si è tanto lavorato, sembrava ormai raggiunto. Non è stato così: infatti, malgrado l’importo dei lavori (sotto la soglia europea dei 5 milioni di euro) abbia consentito all’ Amministrazione appaltante l’utilizzo di una procedura “ semplificata “, la trattativa negoziata, e che il lavoro da eseguire fosse particolarmente interessante (quanto a prezzi, tempi e modalità operative), alla gara non ha risposto alcuna impresa.
Probabilmente - ed è questo l’appunto che faccio all’ Amministrazione Comunale e alla Stazione Appaltante - perché non è stata fatta un’adeguata e mirata comunicazione e le Imprese (soprattutto quelle ben conosciute e fidate del territorio) non sono state direttamente informate e sollecitate, come avrebbe potuto fare una Committenza veramente determinata ad appaltare le opere! Fatto sta che è stata persa una formidabile occasione, malgrado l’enorme lavoro fatto in tanti, tantissimi mesi di lavoro: dai tecnici di Proger ma anche dall’Ufficio Tecnico del Comune. L’impressione che se ne ricava - o meglio, che io ne ho ricavato - e’ che sia infine mancata la “vera” e convinta volontà di appaltare le opere del nuovo Centro Federale della Pallamano: o quanto meno di quello progettato da Proger. Il tempo, che è sempre galantuomo, dirà se è vero quello che oggi l’Amministrazione sostiene, e cioè che porrà in atto ogni azione per consentire il finanziamento e la realizzazione del nuovo Palazzetto ideato da Proger per la FIGH e infine approvato, dopo un lunghissimo iter, dalla stessa Amministrazione.
In conclusione mi chiedo: è davvero difficile comprendere perché Proger, profondamente delusa, abbia ridimensionato le sue aspettative sul Progetto Cassano? Qualcuno ritiene davvero che gli interessi della mia Azienda nel rilancio della pallamano a Cassano siano prosaicamente legati ad obiettivi commerciali e al proprio conto economico? E non piuttosto a valori di tutt’altro genere? Oppure che Proger sia per qualche motivo interessata a combattere il mondo della “pallamano da oratorio”, quello che va invece difeso a oltranza e conservato nella “gelatina” in cui vegeta da tempo?
Io ritengo che sia finalmente il momento di svegliarsi dal torpore (sembra che neanche il titolo di Campioni d’Italia sia stato uno stimolo sufficiente!) e di iniziare a ragionare ed agire con logiche e dinamiche nuove: per esempio iniziando anche a riqualificare un PalaTacca - ormai del tutto fuori norma e pieno di “rappezzi” che trasmettono un’immagine di disordine e trasandatezza - che sembra la fotografia polverosa di un mondo ibernato ben 50 anni fa. Lavoriamo insieme, nella stessa direzione. Ritroviamo entusiasmo, passione: un passo alla volta, unendo due punti con un tratto diritto, deciso, condiviso. Senza arabeschi.
Umberto Sgambati














