C'è un lieto fine nella storia che per settimane ha tenuto con il fiato sospeso i tanti appassionati di natura della nostra regione. Baloss, il giovane falco pellegrino nato la scorsa primavera sul tetto del Palazzo Pirelli a Milano, è tornato finalmente libero nel suo cielo.
La conferma è arrivata direttamente dal Centro Recupero Animali Selvatici della riserva Wwf di Vanzago, dove il rapace ha trascorso un lungo periodo di cura. Dopo aver subito un brutto infortunio che ha reso necessario un delicato intervento chirurgico all'ala, seguito da settimane di terapia idonea, immobilizzazione e stretta osservazione veterinaria, Baloss ha ultimato il suo percorso di riabilitazione. Nella giornata di oggi gli operatori hanno aperto il finestrone della voliera e il giovane falco ha varcato la soglia spiccatamente verso la libertà.
La vita di questo esemplare è stata movimentata fin dai suoi primi tentativi di stacco dal nido. Nel pomeriggio di sabato 16 maggio, infatti, Baloss e uno dei suoi fratelli erano stati trovati a terra, spaventati e provati, poco dopo aver provato a volare per la prima volta: uno era finito in piazza e l'altro sul balcone di una palazzina poco distante dal grattacielo regionale. Recuperati tempestivamente dalla polizia provinciale e dall'Enpa, erano stati trasferiti nel centro vanzaghese per gli accertamenti radiografici e le prove di volo. Già due giorni dopo, accertato il buono stato di salute, erano stati riposizionati nel nido dove ad attenderli c'erano i genitori, la celebre coppia di falchi Giò e Giulia.
Successivamente, verso la fine di giugno, un nuovo incidente aveva fermato la crescita del giovane rapace, costringendo i veterinari a intervenire chirurgicamente per saldare la frattura all'ala e a sottoporlo a una degenza prolungata.
Baloss è uno dei quattro pulli nati quest'anno in cima al Pirellone, diventati vere e proprie mascotte della Lombardia grazie alle webcam puntate 24 ore su 24 sul loro nido. Nel mese di maggio oltre 12mila cittadini avevano partecipato alla consultazione popolare lanciata da Regione Lombardia per scegliere i nomi della cucciolata, ispirati al dialetto locale: Tusa per l'unica femmina, Bagaj, Ninin e appunto Baloss per i tre maschi. Il nome scelto per lui significa "furbetto", un appellativo che si è rivelato profetico vista la sua indole vivace e la sequenza di peripezie che lo ha visto protagonista.
Dal centro di Vanzago sottolineano come dietro a questo successo ci siano cure costanti, tempo e risorse economiche. Per questa ragione la struttura ha ricordato l'importanza del sostegno dei cittadini, facendo presente che per aiutare a finanziare la cura della fauna selvatica ospitata quotidianamente è possibile effettuare una donazione tramite le coordinate Iban dell'Associazione Volontaria Cras Vanzago Odv oppure contribuire all'acquisto dei materiali necessari consultando la lista dei desideri pubblicata sulla piattaforma Amazon e raggiungibile dalla homepage del centro.














