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Ultim'ora | 01 agosto 2026, 20:09

Beatrice Venezi replica alle polemiche: "Dirigere in Russia? Sono un'artista libera"

Beatrice Venezi replica alle polemiche: "Dirigere in Russia? Sono un'artista libera"

(Adnkronos) - "Io sono una persona libera, sono un'artista libera, vado dove ritengo opportuno, faccio quello che ritengo opportuno, dirigo dove voglio". Con queste parole la direttrice d'orchestra Beatrice Venezi ha risposto alle polemiche, nate dopo l'intervista rilasciata all'Adnkronos, nella quale ha annunciato il suo ritorno in Russia per dirigere concerti lirici a Novosibirsk. Intervenendo questa sera al Caffè de La Versiliana di Pietrasanta in provincia di Lucca, nell'ambito dell'incontro 'Il futuro della lirica che fa i conti con il passato', intervistata dal giornalista Paolo Giordano, firma musicale de 'Il Giornale', Venezi ha rivendicato la propria autonomia artistica e ha respinto le interpretazioni politiche della sua scelta. 

Nell'intervista all'Adnkronos la direttrice aveva dichiarato: "Sono molto felice di poter dire che tornerò in Russia, in un contesto molto particolare come quello di Novosibirsk, che mi viene descritta come una nuova capitale culturale del Paese. Ovviamente Mosca e San Pietroburgo mantengono il loro valore e la loro centralità nella storia culturale russa, ma c'è un fermento straordinario anche in altre realtà". 

Riprendendo il tema dal palco della Versiliana, Venezi ha spiegato il senso di quelle dichiarazioni: "Ho fatto questa intervista all'agenzia di stampa Adnkronos dicendo semplicemente: 'Ora lasciatemi in pace'. In sette mesi, sulla graticola per la vicenda veneziana del Teatro La Fenice, sono state scritte oltre duemila pagine. Il che fa circa cento pagine al giorno. Io non so chi altro possa avere una rassegna stampa del genere".  

 

La direttrice ha, quindi, raccontato il suo legame con la cultura russa, nato in età molto giovane: "Sono sempre stata molto appassionata di Russia. Ho letto il mio primo 'Delitto e castigo' a nove anni e da lì mi sono innamorata della cultura russa. Avevo iniziato addirittura a studiare questa magnifica lingua perché avevo il sogno di poter leggere la letteratura russa nell'originale. Poi ho interrotto lo studio e adesso lo sto riprendendo". Venezi ha ricordato anche la lunga frequentazione dei Paesi dell'ex Unione Sovietica e del repertorio musicale russo: "Ho frequentato tanto i Paesi dell'ex Unione Sovietica, dove questa tradizione è ancora molto forte. Fare il repertorio sinfonico e operistico russo in quei Paesi acquista un sapore del tutto particolare. Mi sono sempre interessata moltissimo a questo repertorio". 

Secondo Beatrice Venezi, è fondamentale distinguere tra la dimensione culturale e quella politica. "Da una parte c'è il popolo russo e la cultura russa, dall'altra parte la politica. Da una parte troviamo il popolo con la propria cultura e dall'altra un governo che ha deciso di attuare una certa politica. Mischiare queste due dimensioni è estremamente rischioso". Venezi ha aggiunto che la cultura "può continuare a essere un ponte e un mezzo di dialogo importantissimo". 

Tornando al viaggio in Russia, ha ribadito che si tratta di un impegno professionale come gli altri: "Ho semplicemente risposto sul fatto che tra i prossimi impegni c'è la Russia, un mercato come un altro. È un mercato particolarmente prestigioso in virtù della sua storia e di tutto il valore artistico che questa cultura ha espresso, oltre che per l'affetto particolare che nutro nei confronti di questo repertorio. Sono stata felice quando mi hanno chiamato, anche per soddisfazione personale. Non è stato fatto per lanciare alcun tipo di provocazione". 

 

La direttrice d'orchrestra ha poi replicato a chi l'ha definita "alla corte di Putin": "La prima cosa che voglio dire è che io non sono un paggetto. Di gente asservita a qualcuno o a qualcosa ce n'è molta, ma tra questi non ci sono io. L'ho sempre dimostrato e ne ho sempre pagato il prezzo". Da qui la rivendicazione della propria indipendenza: "Io sono una persona libera, sono un'artista libera, vado dove ritengo opportuno, faccio quello che ritengo opportuno, dirigo dove voglio". 

Venezi ha infine respinto anche l'ipotesi che la scelta di tornare in Russia rappresenti una "ripicca": "Per ripicca nei confronti di chi? Ripicca di cosa? Penso che queste persone abbiano un'opinione di se stesse probabilmente un po' troppo grande, da arrivare a pensare che tutto ruoti intorno a loro. Li voglio tranquillizzare: non perderei mai tempo a costruire alcuna ripicca nei confronti di qualcuno di cui non mi importa assolutamente niente". 

In chiusura, la direttrice ha proposto una riflessione sul trattamento riservato agli artisti nei due Paesi. "In Italia ci sono artisti russi che vengono boicottati e artisti italiani che decidono di esporsi andando in Russia che altrettanto vengono boicottati. In Russia si decide invece di accogliere gli artisti, anche coloro che vengono da Paesi ostili. Il giudizio poi lo lascio a voi". (di Paolo Martini) 

 

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

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