Ventilatori accesi, doccette refrigeranti in funzione e abbeveratoi sotto controllo continuo: nelle stalle della provincia di Varese scattano le contromisure contro la nuova ondata di caldo, mentre le previsioni indicano per la seconda parte della settimana un deciso aumento delle temperature, con picchi fino a 37-38 gradi soprattutto nella fascia meridionale del territorio.
È quanto evidenzia Coldiretti Varese di fronte a una fase meteorologica che si annuncia particolarmente impegnativa per le aziende agricole. Da giovedì le temperature sono attese in forte crescita, con i valori più elevati tra Gallaratese, Bustocco e Saronnese: in queste aree i modelli indicano massime fino a 37-38 gradi tra giovedì e sabato.
A preoccupare è anche il caldo notturno. In alcune località della fascia sud le minime potranno restare tra 26 e 28 gradi, riducendo sensibilmente le ore nelle quali animali e strutture riescono a disperdere il calore accumulato durante il giorno.
«Per gli allevamenti giornate di questo tipo significano un impegno continuo per garantire il benessere degli animali» sottolinea il presidente di Coldiretti Varese Pietro Luca Colombo. «Il problema diventa ancora più evidente quando alle temperature elevate durante il giorno si aggiungono notti tropicali, perché anche le stalle hanno meno possibilità di raffreddarsi. Le aziende intervengono con ventilazione, acqua e sistemi di raffrescamento, ma aumentano inevitabilmente consumi, costi e necessità di controllo».
Le bovine da latte sono tra gli animali più sensibili allo stress termico. Con l'aumentare delle temperature cresce fortemente il fabbisogno di acqua, mentre può ridursi l'assunzione di alimento e, nei casi più intensi, anche la produzione di latte. Nei periodi più caldi un singolo capo può arrivare a consumare fino a 140 litri d'acqua al giorno.
Per questo nelle stalle vengono utilizzati ventilatori, doccette e sistemi di nebulizzazione, mentre l'alimentazione viene organizzata privilegiando le ore più fresche. Centrale anche il controllo costante degli abbeveratoi, che devono garantire acqua pulita e disponibile in quantità adeguata per tutta la giornata.
«Le alte temperature incidono direttamente sull'organizzazione quotidiana delle imprese» aggiunge il direttore di Coldiretti Varese Luciano Salvadori. «Garantire il benessere animale significa aumentare la ventilazione, utilizzare più acqua, controllare costantemente gli impianti e adattare tempi e modalità di alimentazione. Tutto questo richiede energia, lavoro e attenzione proprio nei giorni in cui il caldo raggiunge i livelli più elevati».
La mappa delle temperature conferma differenze significative all'interno della provincia. Nella fascia meridionale si potranno raggiungere i valori più elevati: tra Gallarate e Saronno le previsioni indicano punte attorno ai 38-39 gradi, mentre Busto Arsizio potrà avvicinarsi ai 36-37 gradi. Varese città, anche per effetto della maggiore altitudine, dovrebbe mantenersi su valori leggermente inferiori, ma comunque prossimi ai 35-36 gradi.
Le previsioni segnalano per la seconda parte della settimana una fase molto calda e afosa, con temperature massime in aumento e valori regionali fino a 37-38 gradi. Una situazione destinata a mettere sotto pressione non soltanto gli allevamenti, ma anche le colture nelle aree di pianura, dove evaporazione e fabbisogno idrico aumentano rapidamente con il crescere delle temperature.
«Queste giornate rappresentano un banco di prova importante per le aziende» conclude Salvadori. «Gli agricoltori sono abituati ad adattare il proprio lavoro alle condizioni climatiche, ma ondate di caldo così intense e persistenti richiedono una gestione sempre più puntuale delle risorse e degli impianti. La priorità resta proteggere gli animali e garantire continuità all'attività produttiva».














