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Salute | 21 luglio 2026, 16:24

Punto di Primo Intervento verso la nuova Casa di comunità a Somma. Il Pd: «Inaccettabile»

L'Asst Valle Olona parla di opportunità per migliorare l'accesso alle cure non urgenti. Samuele Astuti e Xhuljano Banaj: «Si prospetta un ulteriore indebolimento»

Punto di Primo Intervento verso la nuova Casa di comunità a Somma. Il Pd: «Inaccettabile»

I servizi del Punto di Primo Intervento (PPI) di Somma Lombardo, attualmente operativo 7 giorni su 7 dalle 8 alle 16 con circa 7.000 accessi annui, non saranno chiusi, ma  «Insieme ad Ats Insubria, Regione Lombardia e AREU si sta valutando il trasferimento all’interno della nuova Casa di Comunità di Somma Lombardo, un ambiente più moderno e confortevole». Un annuncio che è stato motivato così da Asst Valle Olona: «Questo trasferimento non comporterà alcuna riduzione o interruzione dei servizi, ma anzi, rappresenta un’opportunità per migliorare l’accesso alle cure non urgenti e rendere il servizio ancora più integrato con altre risorse sanitarie e sociali, all’interno di una struttura innovativa. La Casa di Comunità, infatti, è progettata per rispondere meglio alle necessità sanitarie della popolazione locale, garantendo la continuità dell’assistenza». Per emergenze gravi, il riferimento è l’ospedale di Gallarate.

Il Pd però contesta la decisione: «Il trasferimento del Punto di Primo Intervento di Somma Lombardo dall'ospedale Bellini alla Casa di comunità di via Cavour è una scelta che lascia fortemente perplessi e che non può essere calata dall'alto senza alcun confronto con le amministrazioni locali e con il territorio». È quanto dichiarano Samuele Astuti e Xhuljano Banaj, consigliere regionale e segretario cittadino del Partito Democratico.

«Già nel 2024 il servizio aveva subito una pesante riduzione dell'orario di apertura, passato dalle 20 alle 15.30 – sottolineano ancora i dem -. Oggi, con lo spostamento del Punto di Primo Intervento fuori dalla struttura ospedaliera, si prospetta un ulteriore indebolimento: una scelta che cambia profondamente la natura del presidio e che rischia di compromettere la funzionalità di una struttura che rappresenta un punto di riferimento per migliaia di cittadini del Sommese e dell'area di Malpensa».

La contestazione è anche nel metodo: «Ancora una volta assistiamo a decisioni che riguardano il futuro della sanità territoriale senza un vero coinvolgimento dei Comuni e delle comunità interessate. I sindaci e gli amministratori locali non possono essere informati a decisioni già prese, ma devono essere interlocutori nelle scelte che incidono sull'organizzazione dei servizi sanitari».

Redazione

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