«Regione Lombardia fatica a programmare e spendere adeguatamente gli investimenti, siano essi fondi europei, fondi propri o fondi Pnrr. La Corte dei conti bacchetta la Giunta regionale su questi temi per l'ennesima volta, mettendo in evidenza come la Lombardia sia tra le ultime per capacità di spesa tra le regioni più sviluppate con cui dovrebbe confrontarsi. Non solo: il continuo ricorso a un miliardo di cassa sanitaria per far fronte agli investimenti propri viene rimarcato come una prassi pericolosa perché comprime la capacità di investimento sanitario e riduce la possibilità di investimento futura su temi cruciali come la salute dei cittadini lombardi. A ciò si aggiunge che il ricorso alla cassa sanitaria e oggi anche al tiraggio dei mutui, i cui interessi comprimono la spesa ordinaria dei servizi, serve a finanziare la legge mancia, una frammentazione degli investimenti, in ritardo e privi di un reale effetto moltiplicatore economico perché rispondono a logiche di consenso più che di sviluppo. Un'operazione che, dice la Corte, alla fine inciderà sulla disponibilità di cassa per 8,5 miliardi. Risorse in meno per le politiche che servono ai cittadini», lo dichiarano Samuele Astuti, consigliere regionale del Pd, e il collega Pietro Bussolati, capodelegazione dei dem in Commissione Bilancio del Consiglio regionale della Lombardia, commentando il «giudizio di parificazione» espresso questa mattina dalla sezione di controllo della Corte dei Conti sul bilancio regionale 2025.
«La Corte rimarca poi che l'operazione Pedemontana è di grande rischio e completamente sulle spalle del pubblico. Regione continua a investire soldi pubblici nonostante l'esposizione superi il miliardo e le perdite i 100 milioni, dimostrando poca oculatezza. Impressionante anche l'incapacità di trarre risorse dalle grandi derivazioni idroelettriche, che fruttano miliardi alle compagnie, mentre Regione non riesce, per mancanza di volontà, a ottenere almeno il dovuto», continuano i dem.
«Più in generale la Lombardia e la sua Giunta appaiono incapaci di reperire e spendere risorse, mentre, lo dice sempre la Corte, i salari reali dei cittadini continuano a perdere valore, le disuguaglianze crescono, la natalità declina e i nuovi lombardi, provenienti da storie di immigrazione, non trovano politiche di integrazione. Sono proprio le emergenze su cui da anni ci battiamo, senza trovare risposte dalla destra e su cui oggi la Corte chiede un impegno maggiore», concludono Astuti e Bussolati.














