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Politica | 23 giugno 2026, 14:30

Monti confermato presidente della commissione Sostenibilità sociale: «Ora una legge regionale»

La rielezione del consigliere varesino della Lega è l’occasione per fare il punto sul lavoro svolto in questi tre anni e mezzo di mandato e per guardare agli obiettivi futuri. A partire dall’impegno per dotare la Lombardia di «uno strumento normativo per dare risposte al grande motore del Terzo settore». Per chi come lui «vuole continuare a fare politica regionale», col sogno nel cassetto «di fare un giorno il governatore», questi sono temi imprescindibili

Monti confermato presidente della commissione Sostenibilità sociale: «Ora una legge regionale»

È ancora Emanuele Monti il presidente della nona commissione regionale, dedicata a Sostenibilità sociale, casa e famiglia. Nei giorni scorsi avevano preso il via le procedure per il rinnovo degli organismi permanenti e speciali di Palazzo Pirelli, e ieri il consigliere varesino della Lega è stato confermato in questo ruolo. Un’occasione per fare il punto sul lavoro svolto nei primi tre anni e mezzo di mandato e per guardare agli obiettivi futuri. A partire dall’impegno per dotare la Lombardia di una legge sulla sostenibilità sociale: «Uno strumento normativo per dare risposte al grande motore del Terzo settore».
E guardando avanti, per chi come Monti «vuole continuare a fare politica regionale», col sogno nel cassetto «di fare un giorno il presidente», questi sono i temi principali. «Non si può pensare di fare l’assessore o il governatore senza essere un esperto di sostenibilità sociale e di salute».

Il Monti-bis

La rielezione di Monti è arrivata anche con alcuni voti delle minoranze. «Mi ha fatto molto piacere – commenta il consigliere leghista, già presidente della commissione Salute nella precedente legislatura regionale –. È il riconoscimento del lavoro svolto all’insegna del confronto fra le diverse forze politiche, nell’interesse delle persone più fragili. La commissione Sostenibilità sociale è stata una scommessa di questa legislatura: siamo la prima assemblea in Italia e tra le poche in Europa a dare una risposta all’Agenda Onu che, oltre alla sostenibilità energetica, prevede la sostenibilità sociale. Avevo portato questi temi con la riforma sanitaria: occuparsi di sociosanitario e di famiglia è già una prima battaglia vinta grazie a questa commissione, che ora mi vede rieletto presidente».

Famiglia e sociale

La nona commissione lavora in sinergia con gli assessori a Famiglia e solidarietà sociale (Elena Lucchini), alla Casa (Paolo Franco) e alla Sanità (Guido Bertolaso).
Sul fronte famiglia e sociale, Monti cita il piano per le non autosufficienze da oltre 700 milio di euro, «il più grande mai varato in Lombardia e il più grande in Italia».  

Il lavoro si è poi concentrato su centri per la famiglia e sul sostegno ai caregiver familiari. «Sono stato tra i primi firmatari della legge regionale sui caregiver – ricorda Monti –. Abbiamo stanziato risorse anche nell’ambito della formazione per valorizzare questo ruolo».

Per quanto riguarda gli anziani, «in sede di bilancio abbiamo proposto misure innovative. Tra queste, la leva civica lombarda senior, una sperimentazione volta a promuovere l’invecchiamento attivo, e il co-housing con ragazzi giovani che potrà costituire un’importante occasione di coesione sociale, anche in città come Varese, Busto Arsizio e Gallarate».
Per il terzo settore sono stati promosso diversi bandi: cito quello che finanzia l’acquisto di mezzi per le realtà che trasportano pazienti fragili negli ospedali.
In generale, «questa è la legislatura in cui si è fatto di più in termini misurabili su questo ambito».

Bisogno abitativo

Per quanto concerne il bisogno abitativo, Monti spiega che «abbiamo cercato di occuparci non solo di case popolari, che costituiscono un tema importate, con oltre 100mila alloggi gestiti da Aler e 50mila dai Comuni. Ma abbiamo voluto dare risposte anche alle famiglie che non rientrano nelle fasce “popolari” ma hanno bisogno di una casa».

Il leghista ricorda «la misura partita all’epoca di Roberto Maroni, che prevede di dare alloggi del patrimonio Erp per un periodo di tempo determinato alle forze dell’ordine».
Sull’housing sociale «abbiamo audito in quattro mesi oltre 80 persone, un record storico. Con uno stanziamento di 95 milioni, il più alto di sempre, rivolto non solo ad Aler ma anche ai Comuni (30 milioni) e al privato sociale per dare risposte abitative a chi ha un Isee fino a 40mila euro».

Dalle Rsa al Forum della Sostenibilità

«Abbiamo cercato di valorizzare il ruolo delle Rsa», prosegue Monti, menzionando i primi ospedali di comunità legati a queste strutture sorti a Laveno e Busto. «E il ministro Giorgetti ci ha ascoltato, sgravando dall’Imu le Rsa no profit». C’è poi il capitolo del personale: «Deve essere valorizzato. Penso al Varesotto, che subisce la competizione con la Svizzera. Abbiamo ascoltato la voce degli operatori, approvando anche una risoluzione per valorizzare la figura degli educatori professionali, che svolgono un lavoro essenziale».

Il 29 giungo si terrà a Palazzo Pirelli il secondo Forum della Sostenibilità nella sede del Consiglio regionale, guidato da Adele Patrini, presidente della Fondazione della Sostenibilità Sociale. «Firmeremo un protocollo d’intesa con Anci Lombardia con l’obiettivo di formare e certificare i Comuni nell’ambito della sostenibilità sociale, favorendo la creazione di una rete di sindaci e amministratori. Ringrazio il vicesegretario aggiunto Matteo Bianchi e il vicepresidente Giacomo Ghilardi».

Verso la prima legge regionale

Ora l’obiettivo è «dotarci di una legge regionale su terzo settore e sostenibilità sociale. C’è l’impegno di chiudere questa legislatura con uno strumento normativo che, primi in Italia, possa dare risposte al terzo settore, che è un grande motore. Lavorando con i tre assessori coinvolti e col presidente Attilio Fontana raggiungeremo questo grande risultato di una legge quadro sulla sostenibilità sociale».
Con la Lombardia che potrà essere un modello come avvenuto in altri ambiti:  dalle legge regionale sulla celiachia alla riforma delle Pancreas unit.

La sfida e il futuro governatore

La sfida, da qui ai prossimi dieci-quindici anni, riguarda l’invecchiamento della popolazione. «Oggi un cittadino su quattro ha più di 65 anni e nel 2050 saranno uno su tre – evidenzia il consigliere della Lega –. L’80 per cento dei fondi della politica regionale è dedicato alla sanità e l’82 per cento del fondo sanitario regionale riguarda pazienti cronici, che sono meno del 30 per cento della popolazione lombarda».

Dati che parlano da soli. «Per chi come me non ha intenzione di andare a Roma – rivela Monti – ma vuole continuare a fare politica regionale, facendo, perché no?, l’assessore e, come sogno nel cassetto, il presidente, questi sono i temi principali. Non si può pensare di fare l’assessore o il governatore senza essere un esperto di sostenibilità sociale e di salute. Mi auguro che il prossimo governatore sia una persona che questi temi li conosce. Così è stato Roberto Maroni, che era stato ministro del Welfare e non a caso ha fatto riforma sanitaria lombarda. E vale anche per Attilio Fontana, che ha fatto il sindaco di Varese e di Induno Olona e questi temi li conosce».

Un messaggio ai partiti: «Spero che guardino i profili dei candidati. E il profilo di un candidato vincente e capace di governare la Lombardia dev’essere quello di chi questi temi li conosce e sa proporre progettualità e innovazione».

Riccardo Canetta

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