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Busto Arsizio | 23 giugno 2026, 10:32

Luigi è tornato dalla sua Michela: «Grazie papà, quello che di buono e bello so fare me lo hai insegnato tu con la mamma»

Antonio Raimondi dice addio al padre, scomparso a 82 anni: «Anche adesso ogni giorno gli portavo i saluti degli amati clienti prima della macelleria e poi della gelateria». La passione per l'Inter e la montagna, coronata da quell'ultimo viaggio in Valsesia

Luigi Raimondi accanto alla moglie Michela, persa troppo presto

Luigi Raimondi accanto alla moglie Michela, persa troppo presto

«Mi ha insegnato tutto, il mio papà era troppo avanti». In poche parole, Antonio Raimondi racchiude tutto l'amore e tutta la stima per suo padre Luigi, scomparso in queste ore a 82 anni. Prima la macelleria, poi la gelateria a Busto Arsizio condotta insieme. Ma c'era un'altra artefice determinante in questo cammino di famiglia e di vita: mamma Michela, mancata troppo presto. Luigi ora è tornato dalla sua adorata moglie e Antonio li piange ma sa anche quanto continueranno a vegliare su di lui e sui suoi cari.

«Papà mi ha insegnato prima di tutto insieme alla mamma ad amare e rispettare il proprio lavoro - racconta commosso il titolare de "L'arte del gelato" e già consigliere comunale  - Mi ha aiutato fin dall’inizio. Il gelato al cioccolato e tutti i gelati alla frutta erano sempre preparati da lui. Programmava ogni cosa. Mi stupiva... ogni volta prima di chiedergli un gusto o una dose lui aveva già fatto. Quello che di buono e bello so fare me lo ha insegnato lui. Sapeva fare qualsiasi cosa e non si fermava davanti a nulla». 

Una passione per ciò che ha costruito nella sua esistenza, i negozi e la clientela, mai venuta meno: «Anche se ultimamente era allettato, alla sera quando tornavo mi chiedeva come era andata e io prima di rispondergli iniziavo con la lista dei saluti degli amati clienti della sua macelleria e poi nel tempo della sua gelateria. Osserva ancora: «Il mio papà e la mia mamma mi hanno insegnato tutto, sono orgoglioso di loro, sono stati perfetti e hanno dedicato la loro vita a me. Instancabili, amorevoli, comprensivi, ogni attimo. Il loro amore era ossigeno e vita».

Papà Luigi ha lottato tanto per stare accanto alla sua famiglia, «fino all’ultimo secondo come un leone ma alla fine stanco di tante sofferenze si è dovuto arrendere. Lo immagino con la sua adorata Michela».

Ad Antonio, Luigi ha trasmesso anche la passione per l'Inter: «Non poteva venire allo stadio, ma la guardava sempre in tv e ad ogni gol lo chiamavo per festeggiare insieme. Sul comodino aveva la statuetta di Lautaro regalatagli da mio figlio e la sciarpa con la scritta "Interista di padre in figlio"».

Un altro grande amore, la montagna. Onorato fino all'ultimo: «Lunedì dopo un anno costretto in casa sono riuscito con fatica a metterlo in macchina ed andare nella sua amata Valsesia. Me lo ha chiesto lui, ora capisco». 

Ma. Lu.

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