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Cronaca | 21 maggio 2026, 12:08

Truffa dell’oro, nuovo allarme sul territorio. Finti funzionari e telefonate “shock” per raggirare i cittadini

Si moltiplicano le segnalazioni della cosiddetta “truffa dell’oro”, messa in atto da falsi appartenenti alle forze dell’ordine. L’ultimo episodio a Marnate: al centro telefonate con numeri camuffati e richieste di preziosi in casa. Già un caso simile a Beata Giuliana

Truffa dell’oro, nuovo allarme sul territorio. Finti funzionari e telefonate “shock” per raggirare i cittadini

Una nuova segnalazione rilancia l’allarme sull’ennesimo tentativo di truffa ai danni dei cittadini, la cosiddetta “truffa dell’oro”, messa in atto attraverso falsi funzionari o sedicenti appartenenti alle forze dell’ordine: una modalità fraudolenta tanto odiosa quanto, purtroppo, ancora largamente utilizzata da parte dei malintenzionati.

L’ultimo episodio si è verificato ieri a Marnate.

Secondo quanto ricostruito, una persona avrebbe ricevuto una telefonata apparentemente proveniente dal numero della Prefettura di Varese nella quale un sedicente funzionario della Polizia di Stato chiedeva informazioni su un familiare, sostenendo che la targa della sua auto fosse stata segnalata in relazione a una rapina avvenuta in una gioielleria del Varesotto.

Poco dopo, il familiare indicato sarebbe stato a sua volta contattato dallo stesso numero e invitato a restare in casa in attesa dell’arrivo di una persona incaricata di far firmare una dichiarazione di estraneità ai fatti. Nel corso della telefonata, gli sarebbe stato inoltre richiesto di mostrare eventuali oggetti d’oro presenti in abitazione, per “verifiche” collegate all’indagine.

Il tentativo non è andato a buon fine: al rifiuto della persona contattata, la comunicazione si è interrotta.

La vicenda presenta modalità operative già note alle forze dell’ordine e rientra nello schema delle truffe telefoniche che puntano a generare panico e confusione per indurre le vittime a consegnare denaro o oggetti di valore.

Si tratta di un copione che ricalca da vicino un altro episodio recente avvenuto nel quartiere di Beata Giuliana a Busto Arsizio, dove una donna anziana era stata contattata con modalità analoghe da un falso carabiniere che si era qualificato come comandante dei Carabinieri di Varese. Anche in quel caso veniva prospettata una rapina in gioielleria e la necessità di verificare i preziosi custoditi in casa per escludere eventuali collegamenti con il furto.

La ripetizione di episodi così simili tra loro conferma la diffusione della tecnica fraudolenta e una possibile recrudescenza del fenomeno sul territorio.

Le forze dell’ordine raccomandano la massima prudenza e invitano a non fornire mai informazioni personali o patrimoniali al telefono e a contattare immediatamente il 112 in caso di dubbi o sospetti.

A. M.

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