/ Politica

Politica | 12 maggio 2026, 16:48

«Stop alla tassa della salute per i frontalieri»: Licata difende lavoratori e sanità di confine

Il consigliere regionale di Forza Italia: «Regione Lombardia è in prima linea nella tutela dei frontalieri e contro la fuga di operatori sanitari verso la Svizzera». Chiesto un confronto nazionale per evitare «applicazioni disomogenee» della norma

Andrea Pellicini e Giuseppe Licata

Andrea Pellicini e Giuseppe Licata

“Regione Lombardia, insieme a tutte le istituzioni coinvolte, è in prima linea nella tutela dei diritti dei lavoratori frontalieri, come anche nel potenziamento del sistema sanitario lombardo, particolarmente nelle aree di confine, dove è ancora significativo il fenomeno dell’esodo degli operatori sanitari verso la Svizzera”, così Giuseppe Licata, consigliere regionale di Forza Italia.

“Dalle fila di Forza Italia – continua Licata - mi sto opponendo all’istituzione della così detta “tassa della salute” per i “vecchi frontalieri”, posizione condivisa con diversi consiglieri regionali anche della maggioranza. In un recente Consiglio Regionale sono intervenuto per chiedere di portare il tema sul tavolo nazionale della Conferenza Stato Regioni, per valutare l’effettiva applicabilità di questo contributo e per evitare, in ogni caso, che questa norma nazionale venga applicata in maniera disomogenea nelle diverse regioni interessate. A proposito di vecchi frontalieri, bisogna ricordare la grande determinazione di Regione Lombardia, quando era in discussione il nuovo accordo fiscale tra Italia e Svizzera, nel salvaguardare chi era già lavoratore frontaliere dalla doppia imposizione e dalla tassazione concorrente, che infine ha riguardato, in una misura limitata, solo i nuovi frontalieri. Un risultato concreto e assolutamente non scontato, frutto del lavoro bipartisan con l’associazione Comuni Italiani di Frontiera, i sindacati, i Comuni e tutti gli stakeholder coinvolti”.

“Su altro fronte - spiega Licata - la sanità di confine soffre la “fuga” degli operatori sanitari in Svizzera, dove i salari sono notoriamente più alti. A tal proposito, il nuovo accordo fiscale tra Italia e Svizzera prevede già l’istituzione di un fondo destinato ad aumentare gli stipendi dei cittadini residenti nei comuni di frontiera che rimangono a lavorare in Italia, nonché a garantire loro servizi di welfare dedicati, come agevolazioni per l’alloggio e misure di sostegno alle famiglie. Tutte misure da costruire nei prossimi anni, continuando a coniugare la tutela dei frontalieri con il potenziamento della sanità di confine. Un lavoro politico complesso, ma possibile – conclude Licata – che richiede un fronte comune delle istituzioni e delle forze politiche, evitando inutili contrapposizioni da campagna elettorale”.

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A MAGGIO?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore