Si chiude con un autentico trionfo la stagione 2025/26 della Ponchielli, che ha registrato il tutto esaurito in occasione dello spettacolo finale. Protagonista il capolavoro di Giacomo Puccini, Turandot, scelto non a caso nell’anno del centenario della sua prima rappresentazione, avvenuta il 25 aprile 1926 al Teatro alla Scala.
Una formula vincente per avvicinare il pubblico
Il pubblico, numeroso ed entusiasta, si è lasciato conquistare dalla performance della Compagnia di Canto Vittorio Tosto, accompagnata dal Corpo Musicale Santa Cecilia di Lazzate e dalla pianista Atsuko Nieda. La direzione di Andrea Colzani si è distinta per sicurezza ed efficacia, confermando la validità della formula “opera pocket” in 90 minuti, pensata per rendere il melodramma accessibile a un pubblico sempre più ampio.
Interpreti di grande intensità
Sul palco si sono alternati artisti capaci di dare profondità e carattere ai personaggi pucciniani. Il soprano Laura Scotti ha interpretato una Turandot inizialmente glaciale, capace poi di trasformarsi in una figura più umana e innamorata. Accanto a lei, il tenore Antonio Signorello ha dato voce a Calaf con slancio eroico e intensa espressività.
Di grande impatto anche la Liù del soprano Eleni Komnì, che ha emozionato per dolcezza e forza interiore, mentre il basso Han Zhengji ha restituito un Timur toccante e paterno. Il trio formato da Akihiro Shiraishi, Naoaki Kishida e Haruki Ando ha portato in scena un perfetto equilibrio tra comicità e precisione, nei ruoli delle maschere.
Coro e orchestra: energia e precisione
Il Coro Lirico Lombardo ha offerto una prova solida, distinguendosi in particolare nelle sezioni sopranili per compattezza e presenza scenica. La partitura, arrangiata da Giovanni Vuolo per il Corpo Musicale Santa Cecilia di Lazzate, ha esaltato sonorità brillanti e incisive, arricchite dal contributo pianistico attento e puntuale di Atsuko Nieda.
Regia e allestimento tra fiaba e suggestione
La regia di Elena D’Angelo, affiancata da Federico Cordella, ha saputo trasportare il pubblico nell’atmosfera fiabesca dell’opera. Le scene, valorizzate dalle luci di Claudio Colombo, e i costumi vivaci hanno contribuito a creare un racconto visivo coinvolgente, accompagnato dalla narrazione chiara e ben scandita di Francesco Rumi.
Particolarmente curato anche il make-up, realizzato dagli allievi dell’Accademia Bsi di Anna Del Prete, fondata da Diego Dalla Palma, che hanno saputo interpretare con gusto il mood esotico e fiabesco dell’opera.
Un’esperienza che coinvolge tutti i sensi
Al termine dello spettacolo, il pubblico ha potuto prolungare il piacere della serata con un aperitivo firmato dallo chef Fabio Longhin della Pasticceria Chiara di Olgiate Olona, trasformando l’evento in un’esperienza completa.
Una comunità che cresce
Come ha sottolineato Romana Sala Tenna, capo staff Ponchielli, «il successo crescente della stagione è dovuto non solo alla qualità artistica delle proposte, ma anche al clima familiare che si respira durante gli eventi».
Sguardo alla prossima stagione
L’appuntamento è ora fissato per ottobre, quando la Ponchielli inaugurerà una nuova stagione musicale ricca di novità, con l’opera lirica ancora protagonista assoluta. Una promessa che, dopo un finale così coinvolgente, il pubblico attende con grande entusiasmo.















