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Cultura | 17 aprile 2026, 19:21

Sport, giovani e management: alla Liuc riflessione con Fabio Capello. Pioggia di borse di studio agli studenti-atleti

Alla Liuc un pomeriggio di confronto su sport, giovani e management con ospite Fabio Capello. Dai dati economici e sociali alle esperienze sul campo, emerge uno sport sempre più centrale e bisognoso di competenze. Premiati anche studenti-atleti, esempio concreto di equilibrio tra studio, talento e crescita personale

Lo sport non è più solo passione e talento, ma un sistema complesso che richiede competenze, visione e responsabilità: è questo il messaggio forte emerso dall’incontro promosso dalla Liuc – Università Cattaneo, dove esperti, manager e protagonisti come Fabio Capello hanno raccontato come il futuro dello sport passi sempre più dalla formazione e dalla capacità di gestire, oltre che di competere.

Un incontro per leggere il presente dello sport
Venerdì 17 aprile, nell’aula magna della Liuc, si è svolto un incontro di grande rilievo dedicato al rapporto tra sport, giovani e management. L’evento, culminato in una tavola rotona, ha visto la partecipazione di esperti, dirigenti e protagonisti del mondo sportivo e accademico, con ospite d’eccezione Fabio Capello. Il filo conduttore della giornata è stato chiaro: lo sport contemporaneo non può più basarsi sull’improvvisazione, ma richiede competenze solide e una visione manageriale strutturata, in linea con un settore che è ormai a tutti gli effetti un’industria complessa.

Il riconoscimento del merito sportivo tra gli studenti
Nel corso dell’incontro è stato dedicato uno spazio significativo alla valorizzazione del merito sportivo attraverso l’assegnazione di borse di studio a studenti del corso di economia che si sono distinti anche nell’attività agonistica. Sono stati premiati Sebastian Allevato per l’hockey, Eugenio Bernardi e Anastasia Maroni per il golf, Carola Cavelli per il tennis, Paolo D’Angelo per il judo, Giovanni Natalia per il rugby, Philippe Christophe Renault per il calcio e Michela Solbiati per la pallavolo. Un momento che ha sottolineato concretamente il legame tra formazione accademica e pratica sportiva, riconoscendo il valore educativo dello sport.

Il ruolo della Liuc tra formazione e sport
La rettrice Anna Gervasoni ha aperto i lavori con un ringraziamento ai presenti e ha ribadito l’attenzione dell’ateneo non solo allo sport agonistico, ma anche a quello amatoriale, sottolineando iniziative come la Liuc Runner, che contribuiscono a rendere viva e partecipata la comunità universitaria. Sulla stessa linea si è espressa Valentina Lazzarotti, direttore della Scuola di Economia e Management, che ha evidenziato come lo sport rappresenti un potente strumento di aggregazione e crescita. Non contano soltanto i risultati agonistici, ma anche tutto il contesto fatto di competenze organizzative e gestionali, che l’università si impegna a sviluppare attraverso la propria offerta formativa.

Lo sport come fenomeno economico, sociale e culturale
Tra gli interventi più significativi, quello di Michele Camisasca, direttore generale Istat, che ha offerto una lettura ampia e articolata del fenomeno sportivo in Italia. «Lo sport - ha spiegato - tocca dimensioni economiche, sociali e culturali e riflette profondi cambiamenti della società negli ultimi trent’anni. Se nel 1959 lo sport più praticato era la caccia, con circa un milione e trecentomila praticanti prevalentemente uomini, oggi si contano oltre 21 milioni di sportivi». Un’evoluzione accompagnata dalla riduzione della sedentarietà e dall’influenza crescente delle tecnologie digitali, come le app per il fitness. Restano tuttavia criticità rilevanti, tra cui le disuguaglianze di genere e un preoccupante tasso di abbandono dell’attività sportiva, che interessa il 25% della popolazione già a partire dai dieci anni. In questo scenario emerge la necessità di passare da un sistema prevalentemente dilettantistico a uno fondato su competenze e professionalità.

Il peso economico dello sport e le sfide per i giovani
Il ricercatore Luca Antonelli ha approfondito il tema dal punto di vista economico e occupazionale. Nel 2023 lo sport ha generato in Italia un valore aggiunto di 32 miliardi di euro, con 421 mila occupati e un’incidenza dell’1,5% sul PIL nazionale. Nonostante questi numeri, il Paese mostra un ritardo rispetto ad altri contesti europei, soprattutto per quanto riguarda la partecipazione giovanile. Tra le principali barriere emergono la carenza di impianti sportivi e una limitata sensibilizzazione culturale. I dati parlano chiaro: quasi sei scuole su dieci non dispongono di strutture adeguate. Eppure lo sport sviluppa competenze fondamentali come disciplina, leadership, inclusione, autonomia e benessere psicofisico, elementi essenziali anche per il mondo del lavoro.

La tavola rotonda: esperienze e visioni a confronto
La seconda parte dell’incontro ha visto una tavola rotonda moderata da Federico Visconti, con la partecipazione di figure di primo piano come Samuele Robbioni, Pierfilippo Capello, Massimiliano Di Caro, Roberto Samaden, Toto Bulgheroni e Fabio Capello. Il confronto ha offerto uno spaccato concreto delle dinamiche dello sport contemporaneo, tra formazione, gestione e sviluppo dei talenti.

Educazione, emozioni e crescita dei giovani
Samuele Robbioni ha posto l’accento sull’importanza dell’educazione e della dimensione emotiva nello sport. Non basta insegnare la tecnica: è necessario costruire percorsi di crescita che aiutino i giovani a gestire anche il fallimento, spesso poco compreso dalle nuove generazioni. Il divertimento, ha sottolineato, è una componente seria e nasce da un allenamento fatto con impegno e qualità.

Investimenti e territorio nello sviluppo sportivo
Massimiliano Di Caro ha raccontato l’esperienza imprenditoriale della sua famiglia, impegnata nella creazione di centri sportivi e nello sviluppo del territorio. Un esempio concreto di come lo sport possa essere anche motore economico e sociale, capace di generare valore e opportunità.

Le peculiarità del mercato sportivo
Pierfilippo Capello ha evidenziato le caratteristiche uniche dell’industria sportiva, un settore in cui le dinamiche di mercato sono spesso opposte rispetto ad altri ambiti economici. In uno sport competitivo, infatti, una sola squadra vince mentre tutte le altre perdono, rendendo necessario un sistema di autoregolazione con organi di controllo e giustizia. Anche in questo contesto, le competenze risultano fondamentali per garantire il funzionamento del sistema.

Le criticità del calcio giovanile
Roberto Samaden ha espresso una visione critica sul momento attuale del calcio, sottolineando come le società sportive dovrebbero tornare a essere luoghi di aggregazione e crescita. Prima della tecnica, è necessario accendere nei giovani la passione e la motivazione, elementi indispensabili per un percorso sportivo duraturo.

L’esperienza e i valori secondo Fabio Capello
A chiudere idealmente la giornata è stato l’intervento di Fabio Capello, che ha offerto una riflessione concreta sul rapporto con i giovani atleti. Ha sottolineato come lo sport sia anche imprevedibilità, citando l’incognita degli infortuni, e quanto sia complesso essere al tempo stesso allenatori ed educatori. Non sono mancati riferimenti critici al ruolo dei genitori, spesso inclini a sopravvalutare i figli e a scaricare le responsabilità sugli allenatori. Per Capello, i giovani devono imparare a costruire il proprio percorso con autonomia, valorizzando il talento ma anche il rispetto e l’educazione. Proprio questi valori, ha ricordato, sono stati alla base dei suoi successi: il rispetto per lo staff e per tutte le persone coinvolte è una condizione imprescindibile. Il suo auspicio finale è stato chiaro: aiutare i giovani a non abbandonare lo sport proprio nel momento più delicato della crescita, tra i 15 e i 16 anni.

Uno sguardo al futuro dello sport
L’incontro alla LIUC ha messo in luce con forza come lo sport sia oggi un ambito complesso, che richiede competenze trasversali e una visione integrata tra educazione, economia e società. Il messaggio condiviso dai relatori è che investire nella formazione e nella cultura sportiva significa investire nel futuro dei giovani e del Paese.

Laura Vignati

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