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Politica | 15 aprile 2026, 19:34

«A Busto la campagna elettorale è già cominciata. Ma la città reale resta sullo sfondo»

Riceviamo e pubblichiamo la nota di Busto Rinasce, il movimento civico fondato dall’ex assessore Salvatore Loschiavo, a commento del Consiglio comunale tenutosi martedì sera

«A Busto la campagna elettorale è già cominciata. Ma la città reale resta sullo sfondo»

Riceviamo e pubblichiamo la nota di Risvegliamo Busto, il movimento civico fondato dall’ex assessore Salvatore Loschiavo, a commento del Consiglio comunale tenutosi martedì sera.

Il confronto emerso in consiglio comunale sul rendiconto di gestione e sulla variazione di bilancio conferma un dato politico ormai evidente: la campagna elettorale per le Amministrative del 2027 è già partita, con oltre un anno di anticipo.

Non è un elemento di scandalo in sé. È la dinamica naturale di una fase che si avvicina alla fine di un ciclo amministrativo lungo dieci anni. Il punto, semmai, è un altro: se il confronto pubblico si limita alle schermaglie tra maggioranza e opposizione, al botta e risposta sui toni e alle reciproche accuse di propaganda, il rischio è che la città reale resti ancora una volta sullo sfondo. Il che è esattamente ciò che Busto Rinasce vorrebbe evitare.

Nel corso del dibattito consiliare, in particolare, il sindaco Antonelli ha fatto un riferimento polemico ai “Cetto Laqualunque che dicono che possono risolvere tutto in pochissimo tempo”. Un passaggio che sembra alludere a Salvatore Loschiavo.

«Non so a chi si riferisca il sindaco – osserva Loschiavo –, ma se si riferiva a me, sbaglia indirizzo. So bene che un progetto serio per una città più efficiente, più moderna e più vivibile non si realizza in poche settimane. Però dieci anni non sono un tempo breve. Dieci anni sono un tempo più che sufficiente per cambiare in modo visibile il volto di una città. Antonelli ha avuto dieci anni per farlo. E allora la domanda è semplice: secondo i cittadini di Busto, la città ha davvero cambiato volto rispetto a dieci anni fa?»

Il tema non è la polemica personale, ma la verifica dei risultati, che è l’unico metodo valido per mantenere i bisogni della città al centro del dibattito.

«Io non parlo per aggiungere rumore al rumore – continua Loschiavo –. Parlo perché serve un confronto serio, utile, costruttivo. È quello che Busto Rinasce sta facendo con gli AMA: stiamo andando quartiere per quartiere (non solo nei bar frequentati dal Sindaco) a chiedere alle persone se Busto ha davvero cambiato volto. La risposta che stiamo raccogliendo è netta. Ed è no. Non un no ideologico, ma un no che nasce dalla manutenzione che manca, dalle opere incompiute, dai servizi insufficienti, dal centro che perde energia, dai quartieri che si sentono trascurati».

Un secondo nodo riguarda la variazione di bilancio che utilizza oltre otto milioni degli undici milioni di avanzo. Per Busto Rinasce la questione non è l’avanzo in sé, ma l’uso politico che si decide di farne.

«Il mio criterio è semplice – afferma Loschiavo –. Se spendi bene e lasci un’eredità positiva a chi verrà dopo, io te lo riconosco. Ma se spendi per produrre effetti di breve periodo in piena fase pre-elettorale, allora il problema politico esiste. E la frase del consigliere Rogora sulle asfaltature è chiarissima: se con tre milioni ci vogliono cento anni per sistemare trecento chilometri di strade, allora si ammette da soli che quella cifra non basta a produrre un cambiamento strutturale. E quindi la domanda diventa inevitabile: siamo davanti a una programmazione vera o a interventi utili soprattutto al consenso elettorale? Perché se fai appena una manciata di strade, e le fai a ridosso delle elezioni, il dubbio nei cittadini è più che legittimo».

Infine, c’è il tema degli uffici comunali, che il sindaco ha descritto come già oberati dal Pnrr.

«Il Pnrr non è un asteroide piovuto dal cielo ieri sera. È un piano approvato nel 2021. Gli uffici comunali hanno avuto tempo per organizzarsi e per reggere insieme Pnrr e ordinaria amministrazione. Se oggi si sostiene che questo non è stato possibile, allora il problema è di organizzazione e di efficienza. Vuol dire che la macchina amministrativa non è stata messa nelle condizioni di funzionare come avrebbe dovuto. E quando succede, a farne le spese sono i progetti strategici per la città, come gli spazi destinati all’ITS nell’ex Macello, che sono stati cancellati proprio mentre ci si ritrova con un avanzo da undici milioni».

Busto Rinasce non è nata per commentare le polemiche di Palazzo, ma per mettere in ordine i temi reali che i cittadini segnalano nei quartieri: manutenzione, sicurezza, mobilità, servizi, spazi pubblici, qualità urbana, opportunità per i giovani, attenzione agli anziani... La città non ha bisogno di slogan gridati né di schermaglie permanenti. Ha bisogno di metodo, serietà, presenza e capacità di distinguere ciò che serve davvero da ciò che è utile soltanto a costruire consenso nell’immediato. Ecco perché Busto Rinasce continuerà a fare questo: ascoltare, misurare e agire per dare vita a una proposta credibile per Busto Arsizio.

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