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Ultim'ora | 30 marzo 2026, 18:46

Legge elettorale, nuova sfida centrodestra: "Ma niente colpi di mano, noi aperti al confronto"

Legge elettorale, nuova sfida centrodestra: "Ma niente colpi di mano, noi aperti al confronto"

(Adnkronos) - Archiviare rapidamente la sconfitta al referendum sulla riforma della giustizia e riscrivere le regole del gioco per garantire al futuro governo stabilità e piena agibilità, soprattutto nel caso in cui le prossime elezioni politiche consegnassero un sostanziale pareggio tra centrodestra e campo largo. È questa la linea tracciata da Giorgia Meloni. 

In questo quadro, il tema della legge elettorale torna con forza al centro del dibattito politico, proprio alla vigilia dell’avvio, in Commissione Affari costituzionali alla Camera, dell’iter parlamentare del cosiddetto ‘Stabilicum’: il sistema proporzionale con premio di maggioranza pensato da Fdi-Lega-Fi-Nm per mandare in soffitta il Rosatellum. Il tutto mentre il centrodestra deve fare i conti con le turbolenze seguite al voto referendario - dalla raffica di dimissioni della scorsa settimana, su tutte quella della ministra del Turismo Daniela Santanchè - e con le persistenti voci di rimpasto e di elezioni anticipate, al momento smentite dai vertici della coalizione e, in particolare, da autorevoli fonti di Fratelli d’Italia. 

La priorità, intanto, resta portare a casa la riforma della legge elettorale senza colpi di mano e lasciando aperta la porta al dialogo con Pd-M5S-Avs. “Ci confronteremo con le opposizioni. Il provvedimento sarà incardinato domani, ma senza forzature: non c’è alcuna intenzione di procedere a colpi di maggioranza”, spiegano fonti parlamentari di via della Scrofa. Quanto a eventuali modifiche, “è prematuro parlarne prima del confronto; siamo comunque disponibili a valutare eventuali correttivi, purché non venga stravolta la filosofia del testo”. L’impianto generale, nelle intenzioni di Fdi, resta quello di una legge proporzionale, con un premio di maggioranza che consenta di stabilire chiaramente, il giorno dopo il voto, chi ha vinto e chi ha perso: “Su questi punti non si può transigere”. Sulle modalità per arrivarci, invece, “il confronto è aperto”. 

Sulla stessa lunghezza d’onda Nazario Pagano, presidente della Commissione Affari costituzionali di Montecitorio in quota Fi: “L’incardinamento della legge elettorale domani in Commissione rappresenta un passaggio importante che auspichiamo possa aprire un confronto serio e costruttivo anche con le opposizioni. Se vogliamo garantire stabilità al prossimo Parlamento, è necessario ragionare sul superamento del Rosatellum che, nelle attuali condizioni politiche, rischia di produrre un sostanziale pareggio tra le coalizioni, con conseguenti incertezze per il Paese”. D’altra parte, aggiunge all'Adnkronos l’esponente azzurro, “quella legge era stata concepita in un contesto parlamentare diverso e, alla luce delle modifiche intervenute col taglio dei parlamentari, ne sono emersi con evidenza tutti i limiti”. Da qui la necessità di “una nuova legge condivisa, capace di garantire stabilità e regole chiare per gli elettori nel rispetto del pluralismo e con la più ampia convergenza possibile”.  

Concorda Alessandro Colucci, deputato di Noi moderati e tra i relatori della pdl: "Il confronto è sempre auspicato, l'importante che sia ben chiaro l'obiettivo: quello di dare governabilità a chi vince, chiunque sia il vincitore. Ragione per cui è importante ci sia un confronto sincero tra maggioranza e opposizione, non condizionato da politicizzazioni. Credo che sia interesse di tutti che non ci siano Aule parlamentari con maggioranze non chiare". Più netto Riccardo De Corato, deputato di Fratelli d’Italia e vicepresidente della stessa Commissione: “Sulla legge elettorale andiamo avanti, al momento non ci sono controindicazioni”. Sul nodo delle preferenze, De Corato si dice favorevole alla loro introduzione, ribadendo la linea del partito: “Io sono per le preferenze, sono 40 anni che faccio campagna elettorale con le preferenze, per cui non mi sembra che creino un problema”.  

Da Forza Italia filtra la convinzione che “sarà necessaria qualche correzione minima, ma l’impianto complessivo regge”. Sulle eventuali modifiche, "valuteremo dopo aver ascoltato le audizioni. Un punto su cui intervenire potrebbe essere quello relativo al premio di maggioranza, che è stato fin da subito tra gli aspetti più criticati dai costituzionalisti”. Anche la Lega sembra orientata a un approccio più prudente. Per il partito di Matteo Salvini, il percorso verso la riforma del sistema elettorale appare ormai tracciato. Un esponente di primo piano del Carroccio sintetizza così la linea: la legge è questa, l’iter è partito e “non saremo noi a metterci di traverso”. 

Sul fronte politico, il governo continua a escludere l’ipotesi di un ritorno anticipato alle urne. “Nessuno pensa di andare a elezioni anticipate, pensiamo soltanto a migliorare la situazione economica e a fare tutto ciò che serve alla crescita dell'economia italiana", ha dichiarato il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani. Netto anche l'altro vicepresidente del Consiglio, Matteo Salvini: il governo "tira dritto e arriva a fine legislatura senza nessun dubbio e senza nessun tentennamento".  

Sulla stessa lunghezza d'onda il ministro della Difesa Guido Crosetto, che lega ogni scenario elettorale anche al contesto internazionale: “Nessuno pensa di andare a elezioni anticipate, pensiamo soltanto a migliorare la situazione economica e a fare tutto ciò che serve alla crescita dell'economia italiana", ha detto il co-fondatore di Fratelli d’Italia in un’intervista a La Repubblica. "Non mi sembra che siano proprio in tantissimi a chiedere" di andare ad elezioni anticipate, "nemmeno tra le opposizioni", sottolinea da Bruxelles il ministro dell'Agricoltura, Francesco Lollobrigida. 

Intanto, sui social, il partito di Meloni rivendica la tenuta del consenso, rilanciando un articolo di Libero secondo cui la sconfitta referendaria non avrebbe prodotto scossoni nel centrodestra. “Il consenso è stabile e la guida della Nazione resta saldamente nelle mani del centrodestra”. E ancora: “Con buona pace dei profeti di sventura - scrive Fdi - la maggioranza continua a rappresentare il punto di riferimento per un’Italia che chiede serietà, visione e concretezza nell’azione di governo”. (di Antonio Atte e Vittorio Amato) 

 

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