Quanti pellegrini sono davvero arrivati a Roma durante il Giubileo 2025? Da dove sono partiti, quali vie hanno percorso e perché hanno deciso di mettersi in cammino? A queste domande risponde oggi la Romea Strata, che ha coordinato un’operazione inedita di raccolta dati coinvolgendo 250 volontari impegnati nel progetto di accoglienza dei pellegrini in collaborazione con la Fabbrica di San Pietro. Nel corso dell’anno sono stati registrati tutti i pellegrini giunti a Roma, indipendentemente dal cammino percorso, dando vita a un sistema strutturato che rappresenta un passo significativo verso una gestione scientifica dei flussi di pellegrinaggio.
Il valore di una raccolta dati strutturata
Il valore di questa iniziativa va ben oltre il dato statistico. Registrare sistematicamente i pellegrini significa costruire una base conoscitiva stabile per il futuro dei cammini verso Roma: è il passaggio da una semplice osservazione a un sistema di monitoraggio continuo, capace di orientare interventi mirati su accoglienza, infrastrutture e servizi. La collaborazione con la Fabbrica di San Pietro è stata essenziale non solo per la corretta gestione delle registrazioni, ma anche per garantire ai volontari un’esperienza autenticamente significativa.
Attraverso questo progetto, la Romea Strata va consolidando il proprio ruolo di riferimento per l’analisi e lo sviluppo del pellegrinaggio europeo, contribuendo a migliorare la qualità dell’esperienza per chi arriva a Roma da tutta Europa e dal resto del mondo. E’ dello scorso dicembre la notizia del rinnovo anche per il prossimo triennio dell’Accordo quadro con la Fabbrica di San Pietro.
I dati principali
Durante il Giubileo 2025 Roma ha accolto complessivamente 33,4 milioni di visitatori. All’interno di questo quadro, i dati raccolti dalla Romea Strata registrano 12.038 arrivi di pellegrini nel corso dell’anno. L’analisi delle nazionalità mostra un forte peso dell’area europea, in particolare dei Paesi attraversati dalla Romea Strata: il 56% dei pellegrini — pari a 6.740 persone — proviene infatti dai sette Paesi dell’area. L’Italia si conferma la nazione più rappresentata con 5.979 pellegrini, quasi la metà dell’intero campione. Gli altri sei Paesi— Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia, Repubblica Ceca e Austria — contribuiscono con 761 arrivi complessivi, mentre i restanti 5.298 pellegrini provengono dal resto del mondo.
La stagionalità dei flussi
I pellegrinaggi seguono una dinamica stagionale ben definita, analoga a quella osservata presso le mete di altri grandi cammini europei. Il picco principale si registra a maggio con 2.104 arrivi, seguito da agosto con 1.723 e da ottobre con 1.403. I mesi invernali segnano invece una drastica contrazione: a dicembre si contano appena 117 arrivi, a febbraio soltanto 37. Primavera e fine estate si confermano quindi come l’alta stagione del pellegrinaggio, mentre l’inverno rimane un periodo marginale.
Modalità di viaggio e profili dei pellegrini
Il cammino a piedi rimane la modalità dominante. Tra i pellegrini italiani si registra una forte concentrazione ad agosto, con 1.027 arrivi a piedi, mentre i pellegrini provenienti dagli altri Paesi mostrano un picco tra maggio (125 arrivi) e giugno (162). Gli arrivi internazionali sono quindi uno strumento importante per marcare la destagionalizzazione e combattere l’overtourism in alcuni periodi dell’anno.
Il ciclismo rappresenta una componente più contenuta ma significativa: a giugno si contano 290 ciclisti italiani, a maggio 198. Con l’arrivo dell’autunno i numeri calano rapidamente, fino ai soli 26 ciclisti registrati a ottobre. I ciclisti internazionali restano una presenza limitata ma costante, con un piccolo picco di 18 presenze a settembre.
Sul piano anagrafico, la fascia d’età più rappresentata è quella tra i 35 e i 64 anni, con oltre 3.000 italiani e circa 2.800 stranieri. Gli over 65 si attestano intorno a 1.500 unità, provenienti prevalentemente da Paesi esterni al cammino della Romea Strata. Significativa anche la presenza di giovani e adolescenti tra i pellegrini italiani, con ampi margini di crescita sul piano internazionale.
Prospettive e iniziative in corso
Tra le iniziative più recenti che rafforzano il percorso relativo all’analisi dei dati, spicca la collaborazione con il Centre for Advanced Tourism Studies dell’Università di Bologna, finalizzata a migliorare la metodologia di raccolta dei dati provenienti dal territorio, rendendoli più sistematici, comparabili e utili per l’analisi dei flussi e delle dinamiche turistiche. È inoltre in fase di valutazione l’apertura di un nuovo punto di accoglienza e raccolta dati ad Aquileia, in Friuli Venezia Giulia, che permetterebbe di ampliare la rete di monitoraggio lungo l’itinerario e di approfondire la conoscenza dei visitatori e dei pellegrini che percorrono il tracciato.
Infine, la Romea Strata partecipa a diversi progetti europei in cui la gestione dei dati ricopre un ruolo centrale. Tra questi figura il progetto DATA4Rural, che punta a creare opportunità di formazione per i professionisti del turismo, con particolare attenzione alla raccolta dei dati e al loro utilizzo strategico per lo sviluppo dei territori.














