Il cuore pulsante del Parco Alto Milanese, l'area della Cascinetta dove hanno sede gli uffici dell'Ente e le aule dedicate alle attività didattiche, si prepara a un restyling naturalistico. Sono infatti in corso i lavori per la realizzazione di uno stagno didattico, un progetto fortemente voluto per potenziare la vocazione ecologica e formativa del centro visite.
Come anticipato la scorsa estate dal presidente Flavio Castiglioni, lo stagno nasce con un duplice obiettivo: promuovere la biodiversità e offrire uno strumento concreto per le scuole e i visitatori. «Si tratta di uno specchio d’acqua pensato per favorire la biodiversità», spiegava Castiglioni in fase di avvio del progetto, sottolineando come l’area sarà popolata da piante acquatiche e anfibi. Oltre alla valenza didattica, il bacino risponderà a un bisogno vitale per l'ecosistema locale: «Sarà un luogo dove gli animali selvatici potranno ristorarsi. Il nostro è un parco asciutto, e riteniamo necessario fare questo investimento per il benessere della fauna che lo abita».
L'intervento, che in questi giorni vede l'impiego di mezzi meccanici per lo scavo e la modellazione del terreno, rappresenta un tassello cruciale nella strategia dell'Ente. Non si tratta solo di estetica, ma di una vera e propria infrastruttura ecologica: una volta completato, lo stagno diventerà un punto di osservazione privilegiato per le numerose scolaresche che ogni anno frequentano il parco.
I lavori erano già cominciati negli scorsi mesi ma, per un problema tecnico, si erano dovuti interrompere, lasciando qualche perplessità tra i frequentatori dell'area, preoccupati anche dalla possibile proliferazione delle zanzare. «Le criticità incontrate nelle fasi di realizzazione, legate in particolare a un problema tecnico nella posa del telo impermeabilizzante che ha richiesto uno stop, sono ormai alle spalle. E' necessario rifare il lavoro a regola d’arte - ha confermato Castiglioni, rassicurando sulla rapidità con cui il cantiere verrà concluso - I lavori dovrebbero concludersi entro una settimana. Una volta ripristinata la tenuta del fondo, procederemo con gli allestimenti. Le zanzare, poi, si gestiscono attraverso un equilibrio naturale: con l'introduzione di anfibi e il richiamo di predatori naturali come libellule e uccelli, lo stagno non diventerà un focolaio, ma, anzi, un sistema capace di autoregolarsi».
Una volta ultimato, lo stagno non resterà un'isola isolata. Il Parco prevede infatti di integrarlo in un più ampio sistema di tutela ambientale, che include la creazione di punti di abbeveraggio dislocati in aree riparate del bosco, lontano dai percorsi pedonali, per consentire alla fauna selvatica di muoversi e bere senza essere disturbata.
Il nuovo stagno didattico si appresta dunque a diventare un "punto d'attrazione" della Cascinetta. Un segnale tangibile di come, nonostante le sfide quotidiane legate alla manutenzione e alla gestione della fauna selvatica, il Parco Alto Milanese continui a investire nel futuro, trasformando i propri spazi in laboratori a cielo aperto dove l'educazione ambientale si sposa con la conservazione attiva del territorio.















