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Politica | 11 marzo 2026, 10:25

Referendum costituzionale, serata a Castellanza per spiegare le ragioni del “no”

A parlarne saranno l’avvocata Marzia Giovannini e l’onorevole Chiara Braga. Il segretario del circolo Pd Alberto Dell’Acqua invita i cittadini a informarsi sugli effetti della riforma sulla giustizia

Alle 20.45 di giovedì 12 marzo il Centro Civico di Castellanza ospiterà una serata durante la quale l’avvocata Marzia Giovannini, presidente di EOS, e l’onorevole Chiara Braga, presidente del gruppo PD alla Camera dei Deputati, illustreranno le ragioni per votare no al referendum costituzionale del 22 e 23 marzo.

«Credo sia molto importante - sottolinea il segretario del Circolo PD Castellanza-Olgiate Olona Alberto Dell’Acqua - che le persone si informino su questo referendum, non tanto sui tecnicismi delle modifiche alla nostra Costituzione, quanto sugli effetti che queste avranno in futuro.
Per quanto si cerchi di intorbidire le acque con le chiacchiere, il rischio che il potere giudiziario finisca per non essere più autonomo rispetto alla politica e all’esecutivo di turno esiste eccome. Un rischio che, secondo noi, è celato dietro il finto sorteggio dei membri laici del CSM, che verrebbe pilotato su nomi graditi al governo di turno».

Una scelta che potrebbe avere, secondo il segretario del PD, conseguenze disastrose: «Basti pensare - prosegue Dell’Acqua - che su un crimine efferato come quello di Rogoredo, salito alle cronache nazionali, probabilmente non si sarebbe mai indagato se questa riforma fosse già stata approvata.
Si vuole davvero rendere efficiente la giustizia italiana? Si trovino i fondi per assumere personale, visto che è uno dei settori più in affanno del nostro panorama lavorativo. Questa riforma, invece, rischia di disperdere ulteriori risorse economiche e umane per creare nuovi organismi non autonomi nelle decisioni».

Scegliere il sì o il no, secondo Dell’Acqua, avrà ricadute importanti anche sulla qualità del sistema giudiziario: «La carriera nella vita giuridica è una sola, mentre due sono le funzioni - conclude il segretario del Circolo PD Castellanza-Olgiate Olona -. Se separiamo le carriere non avremo più PM che indagano per accertare i fatti, ma PM a caccia di condanne facili.
Lo dimostrano i dati di Paesi come la Francia, dove le carriere sono separate e dove le condanne ingiuste sono molte di più rispetto a quelle del nostro Paese. Il 22 e 23 marzo, dunque, votiamo no alla demolizione della Costituzione italiana».

Loretta Girola

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