La sala consiliare inizia a riempirsi presto. Poltroncine quasi sempre rimaste vuote diventano, lunedì sera, una platea viva e partecipe attorno al tema più discusso del dibattito cittadino: il futuro della Fondazione Scuole Materne. Dopo le comunicazioni iniziali – il passaggio della torcia olimpica a Gallarate, l’insediamento di Belinda Simeoni come vicesindaco e di Stefano Bertoglio tra i banchi della maggioranza – l’attenzione dell’aula si concentra interamente sulla Fondazione.
Non manca nessuno. Maggioranza e opposizione occupano le due estremità della sala come pedine su una scacchiera, pronte a muovere le proprie mosse. Sugli spalti, numerosi genitori seguono ogni passaggio con un’attesa carica di tensione. Il question time accende la miccia, ma resta sullo sfondo. Il vero baricentro politico della serata arriva con la presentazione della mozione delle opposizioni.
È Carmelo Lauricella (Pd) ad aprire formalmente il dibattito, illustrando una proposta che chiede all’amministrazione un cambio di rotta netto: una variazione di bilancio per destinare 100 mila euro per ciascuno degli anni 2027 e 2028 alla Fondazione, la revoca della chiusura delle sezioni primavera e la presentazione, entro il 15 marzo 2026, di un piano di ristrutturazione e rilancio dell’ente. Una richiesta che nasce dalla mobilitazione delle famiglie e che punta a riportare la discussione dentro l’aula consiliare, sottraendola alle sole dichiarazioni esterne.
Il dibattito entra nel vivo con l’intervento di Margherita Silvestrini (Pd), che dà voce a una critica alle scelte dell’amministrazione. «Una città che non investe in questi servizi è una città incapace di aprirsi a un futuro sviluppo», afferma, parlando di decisioni che «creano difficoltà concrete alle famiglie» e chiedendo di «formulare un’offerta seria e riaprire le sezioni primavera». Silvestrini ricostruisce il percorso che ha portato all’aumento delle rette e alla soppressione del servizio, definendo quelle scelte «sbagliate nel merito, nei tempi e nelle modalità», oltre che «profondamente irrispettose del principio di continuità educativa».
Nel suo intervento emerge una contraddizione che le opposizioni ritengono centrale: a fronte di dichiarazioni allarmistiche su un presunto disavanzo di circa un milione di euro, l’ultimo bilancio consuntivo della Fondazione si è chiuso in positivo. «Delle due l’una: o quel bilancio è sbagliato, oppure si stanno utilizzando numeri allarmistici per giustificare una strategia di progressivo depotenziamento», osserva, ricordando come le scuole statali indicate come alternativa non rispondano alle esigenze di molte famiglie, prive del servizio di doposcuola. «Una città che non si prende cura dei più piccoli è una città che rinuncia al futuro», conclude, rivendicando la necessità di un piano strategico serio, trasparente e condiviso.
Sulla stessa linea si colloca Cesare Coppe (Città è Vita), che incalza la maggioranza chiedendo risposte immediate: «Dovete dire questa sera alle famiglie cosa farete». E pone una domanda diretta al sindaco sulla capacità di programmare e razionalizzare senza un piano industriale, rilanciando la proposta – già bocciata in passato – di un incremento dei fondi comunali pari a 180 mila euro.
Dai banchi della maggioranza arrivano risposte che confermano la linea già annunciata. Il sindaco Andrea Cassani ribadisce che «lo sforzo che questa amministrazione fa, a fronte di un piano di efficientamento, è più che sufficiente», aggiungendo che l’ente comunale si farà carico delle spese e attribuendo le difficoltà all’adeguamento al contratto collettivo nazionale. Forza Italia, con il capogruppo Calogero Ceraldi, definisce «apprezzabile» la soluzione interlocutoria adottata, parlando di un aumento «nient’altro che simbolico del 10%» per le famiglie già frequentanti e impegnandosi a valutare, una volta presentato il piano di spending review entro giugno, eventuali correttivi. «Forza Italia conferma la sua vicinanza ai cittadini e alle famiglie gallaratesi», afferma Ceraldi, auspicando una revisione complessiva che arrivi fino alla governance della Fondazione.
Per Fratelli d’Italia, con l’intervento di Luca Sorrentino, il percorso non nasce oggi: il confronto interno alla maggioranza sul ruolo del Comune nella Fondazione risale all’estate 2025 e porterà, entro giugno, alla presentazione di un piano di risanamento. La volontà politica, viene ribadito in dichiarazione di voto, non è quella di chiudere la Fondazione.
Le minoranze, però, non arretrano. Il dem Giovanni Pignataro parla di una responsabilità politica chiara: «Non dovete addossare alle famiglie la vostra incapacità di governare. Se votate contro questa mozione vuol dire che votate contro le famiglie, i genitori e i bambini». Coppe insiste su un’«incapacità programmatoria che pesa solo sui cittadini gallaratesi», ricordando che mancano appena quattro giorni alla chiusura delle iscrizioni.
Il finale è quello annunciato già nel pomeriggio, tra le battute amare del “Caffè scorretto” del sindaco. Alle 22.58 la mozione viene bocciata: 9 voti favorevoli, 16 contrari. La platea dei genitori si svuota lentamente, tra delusione e amarezza, lasciando l’aula consiliare con domande ancora aperte: del futuro della Fondazione Scuole Materne si tornerà a parlare.














