l tratto legnanese del fiume Olona diventa ufficialmente protagonista di una delle sfide ambientali più ambiziose del WWF Italia: il progetto nazionale "Adopt Rivers and Lakes". L'inserimento del fiume Olona in questa rete non è solo un atto formale, ma l'avvio di una strategia operativa per rispondere alla crisi degli ecosistemi d’acqua dolce che, nel nostro Paese, vede oltre il 57% dei fiumi in uno stato ecologico critico.
Il progetto nasce per contrastare minacce silenziose ma devastanti come l'inquinamento da plastica e la presenza di barriere artificiali. I fiumi sono i principali "nastri trasportatori" di rifiuti verso il mare; si stima infatti che l'80% della plastica oceanica provenga proprio dai corsi d'acqua. Nel monitoraggio nazionale di "Adopt Rivers and Lakes", la plastica rappresenta ben il 62% dei rifiuti catalogati, un dato che riflette purtroppo anche la situazione delle sponde dell'Olona. Le microplastiche, inoltre, alterano le reti trofiche e la fisiologia degli organismi acquatici, entrando silenziosamente nella catena alimentare.
"L’ingresso dell'Olona in questo network nazionale rappresenta una svolta per il nostro territorio perché ci permette di passare dalla semplice segnalazione all'azione scientifica codificata. Con il progetto 'Adopt Rivers and Lakes', la nostra missione a Legnano si articola su due fronti strettamente connessi: l'azione diretta e la raccolta dati.
In primo luogo, attraverso le attività di pulizia, non ci limitiamo a rimuovere i macro-rifiuti dalle sponde, ma applichiamo un protocollo di catalogazione rigoroso. Questo ci permette di capire 'cosa' inquina il nostro fiume e 'da dove' provengono i rifiuti, trasformando ogni sessione di pulizia in un'attività di Citizen Science.” I dati raccolti a Legnano confluiranno in un database nazionale che il WWF utilizzerà per fare pressione sulle istituzioni e chiedere politiche di gestione dei rifiuti più efficaci. Sappiamo che la resilienza ai cambiamenti climatici e la riduzione del rischio idrogeologico passano necessariamente dalla salute dei nostri fiumi.
In secondo luogo, il monitoraggio non riguarda solo i rifiuti. “Durante le nostre ricognizioni sull'Olona abbiamo già individuato criticità strutturali, come uno scarico e uno sbarramento artificiale che frammentano l'habitat fluviale. Grazie a questa rete, potremo monitorare questi punti in modo costante, segnalando le barriere che impediscono la naturale continuità ecologica del fiume. L'obiettivo è ambizioso: vogliamo che Legnano diventi un modello di come la sinergia tra volontari, esperti e cittadini possa concretamente contribuire alla Strategia Europea per la Biodiversità 2030, restituendo all'Olona il suo ruolo di corridoio ecologico vitale."
Il progetto a Legnano non agirà in isolamento, il successo di queste iniziative dipenda dalle collaborazioni: dai patrocini comunali al coinvolgimento delle scuole locali, fino alla partecipazione attiva dei giovani del gruppo WWF Young e dei volontari dell'Erasmus Student Network (ESN). L'Olona non sarà solo un fiume monitorato, ma un'aula a cielo aperto dove l'educazione ambientale si trasforma in tutela ecosistemica tangibile.













