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Gallarate | 03 febbraio 2026, 15:53

“Suoniamole al cancro” è già sold out: a Gallarate prevenzione e musica diventano cura

Alla vigilia della Giornata internazionale contro il cancro, Gallarate sceglie di rispondere alla malattia con un concerto-evento: «Non è solo uno spettacolo, ma una battaglia di civiltà che si vince facendo squadra». E in poche ore i biglietti sono già esauriti

Domani, 4 febbraio, si celebra la Giornata internazionale contro il cancro, dedicata alla prevenzione, alla diagnosi precoce e alla cura. A Gallarate l'occasione si trasforma in un racconto più ampio, che intreccia sanità e territorio, istituzioni, volontariato, scienza ma soprattutto emozioni. Un racconto che prende forma nella musica e che troverà la sua espressione il 21 febbraio al Teatro Condominio con lo spettacolo “Suoniamole al cancro”, molto più di un concerto, molto più di un evento benefico.

È un gesto collettivo, un atto di responsabilità condivisa, come emerso con forza durante la conferenza stampa di presentazione ospitata questa mattina a Palazzo Borghi. Alla vigilia della giornata mondiale, il messaggio è chiaro: contro il cancro non si è mai soli, ma soprattutto non si può abbassare la guardia sulla prevenzione. E la musica, in questo percorso, diventa cura dello spirito, linguaggio universale capace di restituire normalità anche nei momenti più difficili.

«È un piacere avere in città un evento di questo calibro, legato alla prevenzione», ha sottolineato l’assessore alla Cultura Claudia Mazzetti, ricordando come iniziative di questo tipo rappresentino un valore aggiunto per l’intera comunità. Un concetto ribadito dal sindaco Andrea Cassani, che ha voluto evidenziare il senso profondo della scelta amministrativa: «Mettere a disposizione una struttura comunale significa permettere di fare del bene, concretamente».

Accanto al Comune, Regione Lombardia. Emanuele Monti, presidente della IX Commissione Sostenibilità sociale, Casa e Famiglia, ha espresso il sostegno convinto al progetto e la soddisfazione per un’iniziativa capace di tenere insieme prevenzione, cultura e partecipazione civica. Una visione che trova piena sintonia con il mondo sanitario e universitario, rappresentato dalla Scuola di Medicina dell’Università dell’Insubria e dall’Asst Valle Olona.

Proprio da qui emerge il valore di una rete che funziona. «Voi donate qualcosa di preziosissimo, che non si può comprare e non torna indietro: il tempo», ha ricordato John Tremamondo, direttore sociosanitario di ASST Valle Olona, rivolgendosi ai volontari. «Siete la prima porta d’ingresso ai servizi sanitari. Continuate a coinvolgere i giovani: è lì che si costruisce il futuro della prevenzione».

Il cuore pulsante di Suoniamole al cancro è raccontato da chi l’ha pensato e costruito. Adele Patrini, presidente di associazione Caos, parla di un’iniziativa trasversale, multidisciplinare, dove medici, infermieri, volontari, musicisti e istituzioni diventano un’unica squadra. «È la messa a sistema della forza della comunità - spiega - un welfare che nasce dal basso, dove anche l’informazione diventa parte del team curante». Non a caso, il concerto è anche una raccolta fondi che Patrini definisce «umanamente premiante, mai tecnicamente neutra», perché ogni dono porta con sé una relazione.

La musica, in questo scenario, non è cornice ma sostanza. «La musica è emozione», ricorda Raffaele Cavina, direttore dell’Oncologia medica di Gallarate. Paola Ceriani, responsabile della Breast Unit, va dritta al punto: «Dove c’è informazione c’è conoscenza. Il senso di questi incontri è creare consapevolezza sulla prevenzione». Stefania Zardini sintetizza con una frase che resta impressa: «La medicina cura l’anima, ma la musica cura lo spirito». E Maria Marconi, psico-oncologa, aggiunge una chiave decisiva: «Questo concerto è una celebrazione della vita. La paura può diventare un’alleata, se ci aiuta a guardare in faccia la realtà e a trovare una strategia per superarla».

A dare carne e voce a queste parole sono le testimonianze. Quelle di chi la malattia l’ha attraversata. «Il paziente oncologico ha bisogno di sorridere», racconta un ex paziente oggi volontario. «Dare sorrisi significa dare molto, perché riempie il cuore di gioia». C’è chi ricorda la vicinanza silenziosa dei volontari come «un dono grandissimo durante le terapie», una normalità ritrovata quando tutto sembra sospeso.

Commuove la storia di Mary Vigolo, del coro JPC, malata e volontaria. «Mi dissero: io ti curerò come se fossi mia sorella. E io ci ho creduto». Per mesi non ha potuto cantare, chiusa in una stanza con le difese immunitarie troppo basse. «Poi sono tornata, ho fatto un concerto all’aperto. Entrare in ospedale e non essere un numero, ma una persona di cui conoscono la storia, cambia tutto. Vedi un traguardo in fondo al tunnel».

Per Alessandro Foglia, musicista del coro JPC, resta sempre lo stupore: «La musica è immateriale, eppure diventa un aiuto concreto per chi è in difficoltà». È qui che Suoniamole al cancro trova il suo senso più profondo: trasformare il silenzio che spesso accompagna una diagnosi in suono, relazione, presenza.

Alla vigilia del 4 febbraio, Gallarate lancia così un messaggio che va oltre il calendario e che in meno di tre ore porta il teatro a registrare subito il sold out. Risultato questo che dimostra la sensibilità delle persone al tema e che conferma come la prevenzione sia un impegno quotidiano, la cura un lavoro di squadra e la musica può diventare un potente alleato. Perché, come insegna Caos per questo evento, combattere il cancro significa anche difendere la vita, la dignità e la speranza... con un elemento fondamentale, farlo insieme.

Alice Mometti

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