C’è un libro che, anno dopo anno, riesce a farsi specchio fedele di una comunità, raccogliendone la memoria, le passioni, le radici e persino le sfumature più intime. È l’almanacco della Famiglia Bustocca, presentato lunedì 19 gennaio nella sede dell’associazione, un appuntamento atteso che si conferma rito civile e culturale per Busto Arsizio. Una pubblicazione che non si limita a raccontare il passato, ma lo mette in dialogo con il presente, alternando rigore storico, leggerezza narrativa e amore autentico per il territorio.
La voce della presidente: un patrimonio condiviso
A introdurre il volume è stata la presidente Mariella Toia, che ha ricordato come l’almanacco venga pubblicato quasi ogni anno, con la sola eccezione del periodo pandemico. Un lavoro corale che affronta temi diversi, tutti legati alla città e alla sua identità, tanto da diventare strumento di studio anche per studenti universitari impegnati in ricerche storiche e sociali. Alcuni testi sono profondi e documentati, altri più leggeri e sereni, qualcuno scritto in dialetto bustocco con traduzione, a testimonianza di una lingua viva che continua a raccontare. Fondamentale, ha sottolineato la presidente, il contributo degli inserzionisti che rendono possibile la pubblicazione. Il libro viene donato ai soci, mentre chi fosse interessato può rivolgersi alla sede della Famiglia Bustocca, aperta ogni lunedì dalle 15 alle 18. Particolarmente significativi, in chiusura, i due contributi “Bianco e nero” firmati da Luciana Ruffinelli ed Emma Bocci, capaci di fissare il tempo in immagini e riflessioni.
La regia editoriale: tradizione e novità
Maria Teresa Liminta, che ha curato l’impostazione del volume, ha spiegato di aver seguito lo schema degli anni precedenti, introducendo però alcune novità. Rimane solido lo “zoccolo duro” degli autori storicamente legati alla città, come Ginetto Grilli, Luigi Giavini e Franco Bertolli, figure profondamente radicate nella memoria bustocca. Accanto a loro trovano spazio contributi di grande interesse firmati da Giorgio Reguzzoni, Paolo Ferrario, Luca Beltramolli e Mario Colombo. Storico e identitario l’articolo di Stefano Castiglioni dedicato a Busto Arsizio città titolata, mentre Luciana Ruffinelli si muove sul terreno dell’arte e Serena Colombo affronta l’incontro affascinante tra Salvador Dalí e la Divina Commedia. I “Lunedì della Famiglia Bustocca”, ciclo di conferenze particolarmente riuscito, sono diventati articoli, così come trovano spazio la storia della Sindone, l’intervento di Anna Prandoni sul gusto consapevole e il racconto enogastronomico. Un invito speciale è stato rivolto alla lettura di “Per non dimenticare… 1945-2025”, dedicato all’anniversario della Liberazione, dove parlano direttamente testimonianze e fotografie, senza mediazioni.
Cascina Brughetto e Sant’Eurosia: una storia millenaria
Tra i contributi più affascinanti spicca quello di Carla Castellanza, dedicato alla Cascina Brughetto e a Sant’Eurosia di Jaca. Il nome Brughetto deriva dalla selva che circondava l’insediamento, risalente ai secoli XII e XIII e appartenuto alla famiglia Rauli. Nel tempo la cascina viene trasformata in un edificio più grande e moderno, completamente chiuso, con due ingressi contrapposti e un cortile interno caratterizzato da due scale laterali, elemento architettonico unico nella zona. Singolare anche la disposizione delle stalle, collocate all’esterno del cortile. Nel 1762 viene costruita una chiesetta dedicata a Sant’Eurosia, altra rarità, dove si celebra regolarmente la messa. Il culto della santa, martire dell’XI secolo in Spagna, arriva a Busto Arsizio e per secoli dà vita a una processione che, fino a 150 anni fa, partiva da Borsano il Sabato Santo. La chiesetta, demolita nel 1950, ha restituito sotto l’altare una pietra con l’incisione “Gesù Maria Eurosia”, segno tangibile di una devozione profonda e antica.
La provincia con le ali
Di grande respiro anche l’articolo di Alberto Grampa, “L’aeronautica in provincia di Varese, la provincia con le ali”, frutto di anni di ricerche sul mondo dell’aviazione. L’autore ricorda con commozione Pietro Macchione (LEGGI QUI), scomparso proprio il giorno della presentazione, figura fondamentale con cui ha condiviso libri e studi, trasmettendo una passione autentica per la storia. Il contributo spiega perché questa terra sia definita “con le ali”, passando dalla città dei Caproni alla nascita di Aeroporto di Milano-Malpensa, dal campo di aviazione della Prima guerra mondiale a Francesco Baracca, dai futuristi ai protagonisti locali come Gambini. Busto Arsizio emerge così come città dalla forte vocazione aviatoria, una storia ricca che trova in queste pagine una sintesi divulgativa e appassionata.
Un mosaico di memoria e futuro
L’almanacco si chiude con viaggi, ricordi e immagini che ampliano lo sguardo, dal “Viaggio in India” di Marco Trucchi al ricordo di Giacomo Puccini, fino ai racconti per immagini che fissano il tempo recente. Ne esce un mosaico coerente e vibrante, capace di raccontare Busto Arsizio non come una semplice somma di fatti, ma come una comunità viva, consapevole del proprio passato e desiderosa di continuare a narrarsi. Un libro che, ancora una volta, dimostra come la memoria, quando è condivisa, diventi futuro.
L’indice, un viaggio corale nella memoria e nella cultura
L’indice dell’almanacco si presenta come un percorso ricco e articolato che attraversa storia, tradizioni, arte e attualità: Franco Bertolli firma “La storia di Busto Arsizio”, mentre Paolo Ferrario e Luca Beltramolli intrecciano genealogie e vicende locali in “I Crespi Legorino di Busto Arsizio e i Rusconi di Milano”; Mario Colombo racconta suggestioni e partenze in “Quando lo zio d’America” e Luigi Giavini accompagna il lettore tra emozioni e simboli con “Blu. Un mare di blu”, senza dimenticare “La tradizione di Sant’Antonio”. Ginetto Grilli torna con l’immancabile “Gioeubia”, Carla Castellanza approfondisce “La cascina Brughetto e S. Eurosia di Jaca” e Stefano Castiglioni ricostruisce un momento identitario con “Busto Arsizio 160 fa’ titolata ‘Città’”. Giorgio Reguzzoni propone uno sguardo intimo in “Ul calendari da ca’ mia”, Serena Colombo mette in dialogo arte e letteratura in “Salvator Dalì e la Divina Commedia”, mentre Roberto Albè firma “Busto, Mussolini e l’acqua Levissima”. Ampio spazio alla memoria civile con “Per non dimenticare… 1945-2025” a cura della Famiglia Bustocca, seguito dal ricordo di Angelio Prandoni e da quello del dottor Habermann detto Aldo, raccontato da Anna Maria Habermann. Alberto Grampa accompagna il lettore tra cielo e storia con “L’aeronautica in provincia di Varese, la provincia con le ali”, Luciana Ruffinelli offre “Cenni alla storia del Presepe” e racconta anche “Bianco e nero 2023”, mentre trovano spazio “I lunedì della Famiglia Bustocca”, l’approfondimento di Alessandro Piana “La Sindone tra storia e scienza”, la riflessione di Anna Prandoni in “Il senso buono”, il ricordo musicale di Paola Colombo Mazzucchelli dedicato a Giacomo Puccini, il “Viaggio in India” di Marco Trucchi e, in chiusura, “Bianco e nero 2024” firmato da Emma Bocci.
















