«La distruzione di milioni e milioni di ulivi in Puglia non è soltanto un caso pugliese: deve soprattutto servire da monito per costruire le prospettive necessarie a proteggere le colture italiane dai pericoli a cui sono esposte». Lo ha detto Maria Chiara Gadda, vice-presidente della Commissione Agricoltura della Camera, a margine della conferenza stampa di presentazione del libro di Enzo Lavarra “Xyella. Distruzione e rinascita degli ulivi”, in programma oggi alla Camera.
«Il primo, fondamentale passo è mettere nell’angolo ogni tipo di negazionismo. Nella diffusione della Xyella la cattiva informazione e il conseguente corto circuito innescato a livello istituzionale hanno purtroppo avuto un ruolo decisivo. Altrettanto importante è ripercorrere quanto accaduto per capire quali strategie mettere in campo.
Per costruire una prospettiva servono un coordinamento della ricerca e l’attuazione di politiche, di investimenti e di un piano strategico nazionale dell’olivicoltura. Serve una diversificazione produttiva, e dunque il reimpianto degli olivi ma non solo. Ma è indispensabile anche superare le tante criticità che colpiscono il territorio pugliese e le aree interne del nostro Paese e che sono state una concausa nel fenomeno. La prima da affrontare è la frammentazione produttiva. Bisogna quindi andare nella direzione di politiche di aggregazione e organizzazione dei produttori sia negli strumenti nazionali e regionali che, soprattutto, nelle politiche europee», conclude.














