«Siamo i carabinieri, la aspettavamo il 2 gennaio, perché non è venuta? Passi qui». Una strana telefonata è giunta a un'anziana, residente nella zona di piazza Manzoni a Busto Arsizio. Che all'inizio ha risposto, ma poi si è insospettita alla richiesta crescente di informazioni (una per tutte, se fosse attiva una portineria nel suo palazzo) e alla fine ha appeso.
Non è stata ancora formalizzata una denuncia, ma intanto il racconto è circolato per indurre a prestare molta attenzione. Apparentemente, la telefonata di chi si è spacciato per carabiniere mirava a far uscire la vittima di casa, raccogliendo informazioni per un'incursione a colpo sicuro, anche perché la persona nel mirino abita all'ultimo piano, in una posizione in cui i ladri potevano pensare di agire indisturbati in sua assenza.
La chiamata è giunta al numero fisso. Tra l'altro usando il nome con una lettera sbagliata, seguendo un errore presente negli elenchi telefonici cartacei, ed "emigrato" online.
Il truffatore e/o aspirante ladro che si spaccia per militare rimprovera la signora «perché lei non si è presentata da noi, nonostante la notifica. Doveva venire alla caserma di via Bellini il 2 gennaio - prosegue - e ancora non si è vista». Poi l'indagine sempre più sospetta al telefono, all'inizio l'anziana risponde e dice ad esempio che il portinaio non c'è nel palazzo. Quindi, incalzata con altre domande, replica «Non vi conosco» e apprende.
Segnaliamo l'accaduto per raccomandare massima attenzione, come sempre e come viene insegnato nei corsi che tengono le forze dell'ordine nel territorio. Mai fidarsi, chiamare il 112 di fronte a telefonate sospette: non aprendo mai la porta quando questi tentativi avvengono "dal vivo".














