Chi allena i ragazzi, permettendo loro di divertirsi e crescere. Chi tiene in ordine il campo. Chi ha un legame profondo, nella sua storia, con via Bergamo. Ciascuno di loro è un tassello fondamentale di Ardor e durante la festa di Natale al teatro San Giovanni Bosco ha ricevuto il giusto riconoscimento. Difficile dire se i neo soci onorari della società calcistica di Sant'Edoardo a Busto Arsizio fossero più emozionati per la tessera simbolo di una vita dedicata ai giovani calciatori o per le urla felici dei ragazzi.
Fatto sta che gli auguri di questo Natale, nel settantesimo compleanno dell'Ardor, sono stati più coinvolgenti che mai. Quei 350 giovani ai quali bisogna aggiungere allenatori e staff, non potevano essere contenuti che in due tranche nel teatro di via Bergamo. Hanno giocato 750 partite quest'anno. Solidi nel panorama calcistico i rapporti con la Varesina. Sul palco il responsabile del settore giovanile Alessandro Lavazza, accanto al presidente Alessandro Meraviglia. Commossa assessore alla Cultura Manuela Maffioli, il cui padre è stato uno dei primi portieri: «Ragazzi, ora state scrivendo i prossimi 70 anni». Il vicesindaco Luca Folegani li sprona a sua volta: «Mi considero un vostro tifoso, mi fa piacere vedervi sempre più numerosi».
In campo, anzi sul palco i più piccoli, del 2020 e poi via via si sale d'età, uguale l'entusiasmo. Il coadiutore don Gabriele Bof porta gli auguri del parroco don Antonio Corvi e li fa sentire grandi: «Per noi nonostante l'età siete degli esempi». Sfilano, dopo Maffioli, gli altri soci onorari, come Carlo Colombo a lungo consigliere, dirigente e arbitro, e Marco Gnocchi, che ha impostato il libro del settantesimo.
Bravi, educati, voglia d'imparare: è tutto quello che serve. Gli ingredienti sono svelati dagli allenatori dei vari team, in una parola i valori che per una volta fanno spettacolo in questo chiassoso mondo. La psicologa Vanessa Manfreda spiega qual è il segreto: qui si formano persone pronte sì sul fronte calcistico, ma soprattutto alle quotidiane sfide della vita.
Il direttore tecnico - anche lui "vincitore" della tesserina - Alessandro Caccia si commuove guardando il pubblico: «Bellissimo vedere questa sala». E così Salvatore e Carluccio, che accolgono i ragazzi al bar, perché anche loro sono fondamentali, come il Coppini che tiene in ordine il campo o Gigi Lualdi. E ancora, Antonello Pozzi e Carmen Gagliano.
Sul palco, prima del mago Arty, si scatenano le danzatrici di Areté, ammiratissime. E un piccolo calciatore Ardor dimostra di non essere da meno.





































