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Gallarate | 30 agosto 2025, 17:15

Commercio a Gallarate, Longobardi: «Non è una città che chiude, ma una città che cambia»

Il vicesindaco porta i numeri: 63 nuove aperture e 56 chiusure nel 2024. Il saldo positivo smentirebbe l’idea di un centro in declino, ma conferma una trasformazione del tessuto commerciale

Rocco Longobardi

Rocco Longobardi

Gallarate non sarebbe una città “in via di desertificazione commerciale”, ma un centro in trasformazione. È questa la lettura che arriva dai dati forniti dal vicesindaco e assessore alle Attività produttive, Rocco Longobardi, che invita a guardare al quadro complessivo e non solo ai singoli casi di chiusura.

Secondo i numeri raccolti dal Comune, nel corso dell’ultimo anno si sono registrate 63 nuove aperture a fronte di 56 chiusure. Un saldo positivo che, entrando nel dettaglio, vede i negozi di vicinato quasi in equilibrio (46 aperture e 48 chiusure) e la somministrazione in crescita (17 aperture e 10 chiusure). «Questi dati – osserva Longobardi – offrono una lettura oggettiva e dimostrano che il commercio non è in declino come talvolta viene raccontato, soprattutto sui social».

Il vicesindaco sottolinea come la tendenza di Gallarate ricalchi quella nazionale: i negozi tradizionali soffrono la concorrenza dell’e-commerce e l’evoluzione delle abitudini di acquisto, mentre crescono le attività legate all’esperienza, dalla ristorazione all’intrattenimento. A trainare il settore, anche il turismo: in provincia di Varese le presenze sono aumentate del 10,3% nel primo trimestre del 2025, con ricadute dirette su bar, ristoranti e attività connesse.

Per Longobardi, la sfida non è fermare il cambiamento ma guidarlo, mantenendo un equilibrio tra settori: sostenere il mix merceologico, incentivare aperture di qualità, riattivare spazi vuoti attraverso la mappatura e la promozione degli immobili sfitti, integrare commercio, ristorazione e cultura in un calendario di eventi capace di portare pubblico in città durante tutto l’anno. Il Comune, insieme al Distretto Urbano del Commercio, punta anche ad accedere a bandi e fondi regionali per rigenerare vie e piazze, monitorando costantemente aperture, chiusure e andamento dei canoni di locazione.

«Gallarate non è una città che chiude – conclude Longobardi – ma una città che cambia. Il commercio si sta evolvendo verso formule ibride e servizi di qualità. Il nostro compito è creare le condizioni perché le nuove idee trovino spazio e il centro resti il cuore pulsante della vita cittadina».

Alice Mometti

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