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Politica | 29 maggio 2024, 16:30

Reguzzoni, il federalista europeista di Forza Italia che conquista Albertini: «Avrà il mio voto». La spinta di Pagliarini: «Ha idee fantastiche». La sfida alla Lega: «Mi vedono come il nemico»

Ospiti illustri al convegno "Vento di cambiamento" di ieri sera a Milano Bonola. Così il candidato indipendente nelle liste di Forza Italia e presidente dei Repubblicani: «Le Elezioni Europee sono il punto di partenza di un percorso politico ancorato al territorio ma capace di guardare verso l’alto, scommettendo sui giovani»

Giancarlo Pagliarini, Marco Reguzzoni e Gabriele Albertini. Nella foto in basso, un momento del convegno di ieri sera all'Auditorium Baldoni di Milano Bonola

Giancarlo Pagliarini, Marco Reguzzoni e Gabriele Albertini. Nella foto in basso, un momento del convegno di ieri sera all'Auditorium Baldoni di Milano Bonola

Una serata di altissimo livello, per parlare di federalismo e prospettive europee, nel pieno di una campagna elettorale in cui spesso ci si accontenta di slogan e post. «Io invece voglio che passi un messaggio chiaro, che definisca i contorni di un percorso politico ancorato al territorio ma capace di guardare verso l’alto, scommettendo sui giovani», ha spiegato Marco Reguzzoni, presidente dei Repubblicani e candidato indipendente nelle liste di Forza Italia, alla platea radunata all’Auditorium Baldoni di Milano Bonola. «Le Elezioni Europee - ha chiarito - non sono il punto di arrivo ma quello di partenza di questo viaggio».

Il convegno “Vento di cambiamento”, organizzato da Alleanza per l’Autonomia con il suo referente Gian Antonio Bevilacqua, ha avuto ospiti illustri. A cominciare da Gabriele Albertini, già sindaco di Milano, senatore ed europarlamentare. Il quale ha chiarito subito la sua posizione: «Marco Reguzzoni è un politico serio, integerrimo, capace e coerente. Non è più nella Lega non perché abbia cambiato valori. Lui è rimasto fermo, invece è la tenda sotto cui stava che si è spostata. Oggi ne guadagna Forza Italia, che lo ha ingaggiato da indipendente, per questo alle Europee avrà il mio voto di preferenza». 

Albertini ha anche voluto puntare su un aspetto: «L’onestà intellettuale di Reguzzoni è indiscutibile. Lui era nella Lega buona ed europeista, non quella populista e sovranista. Io ricordo che Miglio e Bossi parlavano di un’Europa delle Regioni e delle città, dando un senso compiuto al loro essere federalisti. Come diceva Carlo Cattaneo, il federalismo è il meglio delle grandi nazioni e dei piccoli villaggi. Reguzzoni ci crede e avrà il mio voto».

Un appoggio, quello dell’ex sindaco, arrivato poche ore dopo quello di Giuseppe Leoni, fondatore della Lega e primo firmatario dell’appello sottoscritto da mille persone per sostenere la candidatura dell’imprenditore di Busto Arsizio come portavoce del Nord.

A Milano, con la stessa decisione si è poi espresso Giancarlo Pagliarini, ministro al Bilancio nel primo governo Berlusconi e portavoce del gruppo Alleanza per l’Autonomia. «Io per la prima volta in vita mia voterò convintamente Forza Italia per sostenere Reguzzoni perché è bravo e ha idee fantastiche, che ha racchiuso in un libro che dovrebbero regalare nelle scuole. E poi a me viene il mal di stomaco quando sento e leggo lo slogan “Più Italia e meno Europa”. I veri federalisti sanno che vale il contrario: l’Europa va migliorata, ma il male assoluto è Roma, per il suo centralismo despota e per come viene gestita».

Da Pagliarini un invito a insistere nella sfida: «Io sono certo che Marco possa fare grandissime e concretissime cose dentro il parlamento europeo, ma ancora di più mi importa che possa avere a disposizione un megafono importante dal quale proporre le nostre idee. È un salto di qualità culturale quello che dobbiamo realizzare».

Reguzzoni ha evidenziato che «il territorio è la chiave entro la quale bisogna bilanciare ogni mossa, ancorando le scelte alle esigenze dei cittadini. Io credo nei giovani che sono fortemente europeisti. La mia candidatura contesta totalmente la linea attuale della Lega. È una linea che, per quanto legittima, non c’entra niente con la storia che ho vissuto anche io per quarant’anni. Ogni volta che guardo il simbolo, mi chiedo cosa ci stia a fare un Alberto da Giussano che simboleggia invece la volontà dei Comuni di resistere all’impero. Oggi sono diventato politicamente il nemico numero uno da combattere per Matteo Salvini, perché sa che, se dovessi vincere, allora avrebbe sbagliato tutto e dovrebbe andare a casa. A me, comunque, interessa solo portare avanti un progetto politico che guardi alla creazione di un nuovo partito popolare di massa. Così non punto a rivolgermi a reduci leghisti, bensì a persone che vogliano rilanciare i valori nei quali hanno creduto in una visione moderna e dinamica».

Il candidato forzista ha raccolto durante l’evento anche il sostegno di Davide Boni, già presidente del Consiglio regionale lombardo, che ha affermato: «Voterò Marco a prescindere dal simbolo, perché chi ha vissuto quel sogno, si è poi ritrovato troppe volte a sperare in gruppuscoli sparuti che lo rilanciassero, mentre stavolta c’è un uomo che può davvero arrivare a rappresentare certe istanze in Europa».

Alessandro De Chirico, consigliere comunale milanese e responsabile forzista delle aree metropolitane, ha ricordato il recente percorso che «ha portato a stoppare l’eco-follia ideologica del sindaco Beppe Sala che avrebbe voluto bloccare la circolazione dei Diesel Euro6, con grave danno per migliaia di cittadini. Ho conosciuto Marco due mesi fa, i suoi Repubblicani hanno presentato una petizione sull’argomento, io l’ho trasformata in una mozione e Sala è stato costretto a fare il passo indietro».

Presente all’incontro anche Silvia Piani, anch’essa candidata per Forza Italia nello stesso collegio delle Europee: «I tavoli decisionali di Bruxelles sono oggi più che mai fondamentali per decidere il nostro futuro e dobbiamo mandare persone preparate a trattare. Noi non siamo felici di come funziona l’Unione e di molte decisioni assunte; tuttavia, crediamo che la soluzione non sia quella di stare all’opposizione, ma di andare a influire sulle strategie».

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