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Busto Arsizio | 09 maggio 2024, 20:40

«Una culla per la vita nel nuovo ospedale di Busto e Gallarate»

A chiederla è il consigliere comunale bustocco del gruppo misto Emanuele Fiore, che ha presentato una mozione sul «sostegno alla vita e alle donne in stato di fragilità». Se n’è discusso oggi, nel giorno in cui la ministra per la Famiglia Roccella è stata contestata agli Stati generali della natalità. La presidente del Cav cittadino Marrese ha presentato i dati e l’esperienza dell’associazione nella commissione Servizi sociali presieduta da Sabba, per il quale, diversamente da quanto si sente dire, nel nostro paese «purtroppo abortire è facilissimo»

«Una culla per la vita nel nuovo ospedale di Busto e Gallarate»

Nel giorno in cui a Roma la ministra per la Famiglia Eugenia Roccella è stata contestata agli Stati generali della natalità al grido di «Sul mio corpo decido io» e «Fuori i pro vita dai consultori», a Busto Arsizio si parla proprio di «sostegno alla vita e alle donne in stato di fragilità».
Questo il tema della mozione presentata da Emanuele Fiore del gruppo misto e discussa questa sera in commissione Servizi sociali. Alla seduta ha preso parte anche Natalia Marrese, presidente del Centro di aiuto alla vita cittadino. La quale, insieme a Fiore, ha auspicato che Busto possa ospitare una “culla per la vita”, ossia una struttura in cui le donne possono lasciare i neonati in una condizione sicura e controllata e in condizioni di anonimato.

La mozione

«Una mozione analoga è stata presentata dal gruppo regionale della Lega – ha esordito Fiore –. Su questo tema, che mi vede molto attento, è importante che il nostro Consiglio comunale si esprima».
Nel testo si chiede a sindaco e giunta di impegnarsi a «introdurre le azioni necessarie per la valorizzazione sociale e per sostenere e diffondere anche a livello informativo il prezioso lavoro dei Cav». Nonché di «valorizzare le “culle per la vita” già presenti in Lombardia e promuovere l’ulteriore diffusione di questo strumento nella nostra città in collaborazione con Asst Valle Olona e il Cav».
«Spero si possa cogliere l’occasione dell’ospedale unico per avere una nuova sede di una culla per la vita», ha poi aggiunto il proponente. Attualmente il Lombardia sono undici.

Il Cav: «Non costringiamo nessuno a parlare con noi»

La realizzazione di una di queste culle speciali a Busto è stata caldeggiata anche dalla presidente del Cav Marrese, che ha anche auspicato l’attivazione di una «proficua collaborazione con i consultori pubblici».
Marrese ha definito l’audizione odierna «un incontro per noi molto prezioso per il periodo storico che stiamo vivendo», in riferimento al dibattito sulla presenza delle associazioni pro-vita nei consultori.

«Con i servizi sociali vi è una lunga collaborazione fin dall’89, che ha aiutato nascere 1.388 bambini – ha spiegato. Solo quest’anno abbiamo assistito 55 donne e sono nati 38 bambini. Chi viene da noi sa che trova delle amiche e persone che accolgono senza giudicare. Le donne a volte sono spinte a una scelta non di vita per via di grossi problemi economici o perché sole e spaventate».

«Nessuno costringe nessuno – ha proseguito – è solo una chiacchierata in amicizia e da lì inizia un percorso che generalmente dura un anno e mezzo o due: si lavora in rete e si interviene se c’è bisogno di una casa o ci sono problemi economici».

Dal 2006 è attiva una convenzione con l’ospedale «che permette ai volontari di incontrare le mamme: nel 2023 abbiamo incontrato 38 donne che si erano presentante per interrompere la gravidanza. Con 25 c’è stato un colloquio iniziale. In ospedale non costringiamo nessuno a parlare con noi».

La presidente del Cav ha spiegato che negli ultimi tempi si è registrato un calo «nel ricorso all’ivg chirurgica, mentre è aumentata quella con Ru486 all’ospedale di Gallarate. Con queste donne non è stato possibile un incontro perché i tempi sono ristretti e vanno garantiti per legge ru486».
Per Marrese, «una donna può essere veramente libera quando può scegliere. Se l’unica scelta è l’aborto, non è libera».

Un centro per la famiglia a Busto

L’assessore all’Inclusione sociale Paola Reguzzoni ha ringraziato il Cav «per la delicatezza e l’attenzione con cui approcciano le donne, senza nessun giudizio e con un accompagnamento in ogni caso».
Dopo aver definito «aberrante» il fatto che sviluppi medicali abbiano portato in alcuni casi a vedere l’interruzione di gravidanza «come un contraccettivo», ha spiegato che il Comune può farsi «portavoce con Asst e Ats affinché la culla per la vita venga prevista nel nuovo ospedale, anche se sarebbe auspicabile già in quello attuale per accorciare i tempi».

 

L’assessore ha poi insistito sulla necessità di «rimodulare gli orari nelle città. L’accesso a scuola alle 8.30 crea difficoltà a una mamma che fa la pendolare, così come l’uscita alle 15 o la fine delle lezioni a giugno».

Reguzzoni ha quindi anticipato l’intenzione di portare a Busto tramite un finanziamento regionale un centro per la famiglia, che «serva da orientamento per le varie esigenze dei nuclei che non sono già in carico ai servizi sociali». Anche questo aspetto è stato inserito nella mozione presentata da Fiore.

Sabba: «Senza parole quando sento che è difficile abortire»

Pieno sostegno all’iniziativa da parte dei consiglieri di maggioranza Orazio Tallarida (Forza Italia), Alessandro Albani (Lega), Claudia Cozzi (Fratelli d’Italia), Marco Lanza (lista Antonelli).
Dai banchi dell’opposizione, Santo Cascio (Progetto in Comune), dopo aver stigmatizzato le contestazioni alla ministra Roccella, ha insistito sull’importanza di «non perdere la seconda fase: non diamo una mano a far nascere una persona e poi li lasciamo soli».

Il presidente della commissione Matteo Sabba (lista Antonelli), che aveva aperto la seduta parlando di un «argomento di importanza fondamentale», ha poi aggiunto di rimanere «senza parole quando sento dire che è difficile abortire in questo paese. Da giovane ho visto delle mie coetanee abortire anche più volte in Lombardia, che per alcuni è la regione nera su questa tematica. Purtroppo abortire è facilissimo, purtroppo. Spesso la questione economica è preponderante nella scelta e se vengono offerte della alternative, il cuore fa sì che si faccia nascere una persona. A volte sembra che scarichiamo nella pattumiera… No, parliamo di una persona».

Riccardo Canetta

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