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Gallarate | 16 marzo 2024, 10:45

La libreria che non c’era: apre a Gallarate “Librando – Libri in movimento”

Matteo Brandolini, editor, non ancora trentenne, studi alla scuola Holden, punta su una formula che riserva ampio spazio, oltre che alla vendita, ai corsi e alla possibilità di trascorrere del tempo in negozio. «Ai clienti toccherà incontrarmi. E io li voglio conoscere. Qualcuno ha chiesto di dare un’occhiata prima ancora dell’apertura, qualcuno è entrato anche senza invito. Bene così». Esordio oggi, 16 marzo

La libreria che non c’era: apre a Gallarate “Librando – Libri in movimento”

C’è un nuovo libraio in città. Si chiama Matteo Brandolini, ha 29 anni e oggi, 16 marzo, apre, in corso Sempione 11, “Librando – Libri in movimento”. Uno spazio per acquistare e per leggere. «Anche per incontrarsi – aggiunge subito – la proposta prevede che Librando non sia solo un luogo in cui entrare e comperare, per poi andarsene subito. Qui ci si potrà fermare per prendersi del tempo in compagnia di un libro. O per partecipare a corsi e laboratori in compagnia di persone». “Libreria indipendente” e “centro culturale”, in effetti, compongono il binomio con cui la novità, a questo punto non solo commerciale, viene presentata.

La domanda, per quanto banale, diventa inevitabile: visto che carta e cultura non vanno esattamente per la maggiore, non ti spaventa imbarcarti in questa avventura?

Un po’ sì, sarebbe strano il contrario. Ma esistono anche esperienze che raccontano storie diverse rispetto a quelle più diffuse. Proprio le librerie indipendenti, quando trovano un pubblico di riferimento, dimostrano di potere sopravvivere, o più semplicemente vivere, anche in contesti complicati come quelli che il mercato propone oggi.

Ottimo, ma la nicchia abitata da chi legge, ed è disposto a frequentare una libreria come la tua, è abbastanza grande?

Non è del tutto vero che la lettura sia poco praticata. O, tanto per citare un’altra convinzione radicata, che i giovani siano completamente disinteressati. Sono, fra l’altro, un editor e collaboro con “Scomodo”, mensile cartaceo e prodotto digitale che si occupa innanzitutto di autori under 25. Io, per esempio, come scrittore sarei già fuori quota, troppo vecchio. "Scomodo" è nato a Roma, sta "prendendo casa" anche a Milano.

Lettura, scrittura, espansione: tre parole che non si sentono spesso nella stessa frase. Comunque, a quanto pare, la libreria non sarà la tua unica occupazione…

No, continuerò a fare anche l’editor. Ma, almeno all’inizio, a Librando lavorerò solo io. Ai clienti toccherà incontrarmi, conoscere persone è uno dei miei obiettivi. Con loro vorrei davvero fare cose belle. Lo ammetto: la mia occupazione mi ha portato a dedicarmi anche a progetti di livello non sempre eccelso. Capita. Ma qui l’intento è creare un circolo positivo, virtuoso. Il programma è in via di definizione, sicuramente proporremo corsi e laboratori, questi sì con la collaborazione di altre figure. Vengo dalla scuola Holden, la scrittura non potrà mancare. Poi comunicazione social e ambiti un po’ inusuali rispetto al solito, dalla rilegatura all’uso sostenibile della carta.

Tutto in libreria?

Lo spazio per queste attività, che si rivolgeranno a pubblici diversi per interessi ed età, è più o meno della stessa ampiezza rispetto a quello dedicato alla vendita. A Gallarate, insomma, arriva qualcosa di particolare.

A proposito di Gallarate, conosci la città?

Sono di Magnago, ho studiato al Liceo Crespi di Busto. Ma Gallarate la frequento eccome, anche per ragioni culturali. Fra l’altro sono un appassionato di musica, canto nella Corale Arnatese.

Venendo a una questione imprescindibile, oggi si deve necessariamente dire, o scrivere, “core”: che catalogo proponi?

A “Librando” si troveranno le novità dell’editoria nazionale e internazionale. Grande spazio alla narrativa, la mia più grande passione: romanzi e anche racconti, il cui potenziale, fra l’altro in ottica book club, è, a mio parere, notevole, solo parzialmente sfruttato. Proporrò uno scaffale ad hoc. Poi saggistica. Ci saranno le case editrici italiane indipendenti e l’usato. Nella prima settimana i libri saranno in vendita con il 5 per cento di sconto.

Apri bottega non lontano dal centro ma pur sempre a una certa distanza dalla Ztl, dal passeggio che alimenta attività già radicate…

Sì. Del resto, anche in considerazione della proposta, l’intento è intercettare un pubblico almeno in parte differente. Men che meno mi sogno di mettermi sullo stesso terreno battuto dai colossi della vendita on line. Cercherò di farmi conoscere, di attrarre con titoli inusuali e incuriosendo anche quelli che, magari, pensano che non ci siano libri per loro. Devo dire che i primi segnali sono buoni. Passanti che si sono fatti invitare per dare un’occhiata prima dell’apertura, ad esempio. Qualcuno è entrato a curiosare anche senza invito. Ovviamente mi ha fatto piacere, ora si parte e si accoglie davvero.

Stefano Tosi

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