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Scuola | 26 maggio 2023, 08:24

VIDEO. La patente sui banchi di scuola. Per «guidare il pensiero nei social»

Il tesserino rosa per lo smartphone consegnato giovedì dal liceo Crespi di Busto a una terza perché sia da riferimento educativo per i piccoli, ma anche per gli adulti. E dalla cerimonia escono riflessioni importanti: «il confine tra scherzo e bullismo non è affatto chiaro»

VIDEO. La patente sui banchi di scuola. Per «guidare il pensiero nei social»

Il magico tesserino rosa per guidare il motore più potente: il pensiero. Giovedì 25 maggio la patente di smartphone è stata ufficialmente consegnata ai ragazzi di terza, dopo che già l'avevano ritirata studenti del biennio del liceo Crespi di Busto Arsizio.

Un segnale importante, assegnarla anche a giovani più grandi: lo hanno dato la dirigente Cristina Boracchi e la professoressa Claudia De Napoli, referente per la prevenzione e il contrasto del Cyberbullismo. Funziona proprio come una patente di guida, nel senso che gli alunni hanno dovuto affrontare un percorso formativo e degli esami.

Settimana scorsa si era svolta le cerimonia al Salone Estense per le altre fasce d'età LEGGI QUI. Ora questa tappa per la 3BL. Perché si è puntato su questa azione educativa? «C'è una non conoscenza dei rischi - premette la dirigente Boracchi - I social hanno una modalità di linguaggio che modifica anche il pensiero». Si usano frasi diversamente strutturate, ridotte, e il linguaggio ne esce impoverito. D'altro canto, si tracciano anche competenze nuove. Insomma, ancora una volta siamo davanti a uno strumento e tutto dipende dall'utilizzo che se ne fa: ecco perché è importante conoscerlo.

Inoltre, per molti «il confine tra scherzo e bullismo non è affatto chiaro» e anche qui c'è da lavorare. 

«Qualunque dubbio, difficoltà dovete lanciare il solito Sos - ha raccomandato la professoressa De Napoli - Noi siamo qui, con voi». 

Si tratta appunto dell'unica classe terza che si è dedicata a questo progetto. «Siete studenti grandi- osserva De Napoli - Voi siete per noi l'esempio di chi si impegna a rendere l'uso dello smartphone una possibilità, oltre che un rischio».

Complimenti condivisi dalla professoressa Boracchi: «Puntiamo su di voi l'anno prossimo, vi chiederemo di aiutarci a portare alle prime classi l'esperienza dell'utilizzo responsabile dei social. E potete educare anche gli adulti».

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Marilena Lualdi

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