«Abbiamo rimesso la Camera di Commercio al centro del sistema economico varesino».
È un bilancio pieno di consapevolezza (dei risultati raggiunti come delle difficoltà incontrate), orgoglio, ringraziamenti e speranza verso il futuro quello di Fabio Lunghi, presidente uscente della Camera di Commercio di Varese.
A fine gennaio - espletate le procedure che passano da Regione Lombardia e dalle associazioni di categoria, culminando nella votazione dei membri consiglio dell’ente - ci sarà un nuovo numero uno. Quello vecchio, che ha guidato la Camera dal 2018 a oggi, ha parlato alla stampa ripercorrendo l'intero mandato.
«Sono stati cinque anni sfidanti, impegnativi e ricchi di eventi, nei quali sono anche accadute sventure incredibili e non preventivabili. C’è una frase che riassume tutto questo percorso: abbiamo rimesso la Camera di Commercio al centro del sistema economico varesino. Siamo cioè diventati un punto di riferimento».
Lunghi ha declinato il concetto in diverse chiavi di volta. Quello istituzionale: «Abbiamo collaborato con tutti e tutti hanno collaborato con voi. E la cosa che mi rende più orgoglioso è il rapporto armonico che abbiamo creato tra gli stakeholder. Vengo dall’associazionismo di categoria e so cosa significhi l’assenza di dialogo: durante il mio mandato, invece, ho avuto la fortuna di incontrare presidenti che hanno compreso quanto esso sia invece l’unica strada per intraprendere un sentiero virtuoso a beneficio del territorio: da soli non si va da nessuna parte… A chi verrà dopo di me raccomando la stessa attenzione, insieme al coraggio di prendere le decisioni».
Poi la comunicazione («Siamo riusciti a far capire alle imprese tutte le opportunità che si possono cogliere rapportandosi con noi, promuovendo bandi per decine di milioni di euro e aprendo le porte al mondo social»), la sostenibilità («aspetto diventato primario non solo per le carenze ma anche per motivi etici») e le competenze: «Grazie ai nostri webinar abbiamo aiutato le aziende nelle materie più disparate, orientandole anche alla consapevolezza dei loro obiettivi»
E ancora l’impegno per il miglioramento delle infrastrutture (Lunghi ha citato ad esempio il ruolo della Camera di Commercio come raccordo tra le parti nel Masterplan di Malpensa) e quello a favore della competitività e della reputazione del territorio, in primis nel turismo: «Dal punto di vista imprenditoriale il Varesotto non è secondo a nessuno, ma servono idee nuove e innovative e una guida per i giovani. E oggi abbiamo imparato a valorizzare anche il nostro patrimonio di bellezza, ma non possiamo dormire sugli allori: continuiamo a ragionare, a guardare oltre, trovando degli imprenditori che vogliano investire anche nelle strutture ricettive».
Il presidente uscente ha parlato pure di scuola («Abbiamo messo in campo progetti nuovi e impostato un modello proficuo di alternanza scuola-lavoro, che rimane uno strumento indispensabile per i giovani e strategico per le imprese»), della gestione del patrimonio camerale («Che è stato messo a disposizione di tutti, come accaduto con Malpensa Fiere nei momenti peggiori della pandemia») e di una spending review che non ha ridotto i servizi alle imprese: «L’imbarazzante riforma delle camere di commercio ha dimezzato da 12 a 6 milioni i diritti camerali. È stato come mettere le mani nelle tasche dei nostri imprenditori. Per farcela ugualmente abbiamo dovuto fare un buon lavoro, recuperare efficienza e quindi risparmio. E ce l’abbiamo fatta, riuscendo ad attutire l’impatto di entrate dimezzate».
«La Camera di Commercio di Varese è un ente solido, con un bilancio solido e che ha sempre potuto erogare 4 o 5 milioni l’anno di contributi - ha concluso Lunghi - Siamo un’eccellenza nel panorama delle camere di commercio in Italia: su asset, modelli di business e best practice nessuno come noi. Lascio con la coscienza a posto, con grande emozione e con grande felicità. Ringrazio il segretario Mauro Temperelli, perché il dialogo con lui è stata una delle esperienze più formative della mia vita. E poi Anna Deligios e Giacomo Mazzarino, competenti e amici. E ancora Antonio Franzi, Elena Botter, Elena Provenzano e tutta una squadra di persone straordinarie, che costituisce un patrimonio umano importante chiamato a gestire un patrimonio che lo è altrettanto come il Varesotto».
Nelle slide allegate i numeri e gli ambiti del bilancio di fine mandato di Fabio Lunghi














