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Politica | 13 dicembre 2022, 17:08

Gigi Farioli su sanità territoriale e ospedale unico: «Servono decisioni urgenti e trasparenti. Situazione al limite del non ritorno»

Le preoccupazioni del consigliere comunale di Busto, ex primo cittadino, su sanità e territorio nella lettera aperta al Presidente della Commissione lombarda, Emanuele Monti.

Gigi Farioli su sanità territoriale e ospedale unico: «Servono decisioni urgenti e trasparenti. Situazione al limite del non ritorno»

Al Presidente della Commissione Sanità del Consiglio Regionale Lombardia, dott. Emanuele Monti.

Carissimo Emanuele, mi rivolgo a Te, da sempre attento alle tematiche sanitarie non solo per ragioni connesse al Tuo essenziale ruolo istituzionale ma anche per l’indiscutibile e costante passione e vicinanza al territorio dimostrate nel corso del mandato consigliare che va esaurendosi.

Mi rivolgo a Te con l’artificio retorico della lettera aperta facendo seguito alla mia precedente erga omnes e che come sai ha come oggetto il presente (preoccupante) e il futuro (incerto) dell’offerta ospedaliera e territoriale soprattutto connessa al progetto Busto-Gallarate.

Lo faccio all’indomani della annunciata iniziativa del consigliere Samuele Astuti, anche lui destinatario come i sindaci di Busto e Gallarate e tutti i consiglieri regionali eletti a Varese della mia precedente.

Come ovviamente Tu meglio di altri conosci le premesse del progetto ospedale nuovo Busto-Gallarate risiedono in atti consigliari e determinazioni pubbliche che nacquero nella legislatura regionale precedente quella in corso, a seguito di iniziative promosse dalle amministrazioni di Busto (allora ero sindaco) e di Gallarate che, con il coinvolgimento di operatori sanitari, primari ed esperti, forze politiche, associazioni culturali con spirito assolutamente bipartisan, elaborarono un emendamento alla legge regionale di riforma della legge 31 affinché si potesse prevedere la considerata indispensabile realizzazione di un ospedale d’eccellenza nell’area Busto Gallarate.

Ciò dando seguito a ipotesi di programmazione dell’offerta sanitaria che, nella pur significativa offerta per acuti tra Milano, Varese e il Basso Varesotto, manifestava la necessità, dopo la realizzazione dei “nuovi” ospedali di Legnano e Varese, di un analogo (?) investimento nella nostra area.

Tutto ciò, avendo come elemento essenziale, il contestuale processo di riorganizzazione dell’offerta di sanità territoriale pre e post ospedaliera. Quel partecipato e virtuoso processo di consapevole partecipazione superò steccati di maggioranza e minoranza (ricordo che Busto e Gallarate erano amministrate l’una dal centrodestra e l’altra dal centrosinistra e sulla base di un documento firmato dalla stragrande maggioranza degli operatori sanitari dei presidi di Busto e Gallarate (allora e prima della riforma Maroni facenti capo a due distinte Aziende Ospedaliere).

Il Consiglio Regionale votò l’emendamento che riunì Busto e Gallarate ponendo le premesse per la ipotesi di un nuovo ospedale della istituenda Asst.

Ciò si tradusse subito dopo nella messa a disposizione nei capitoli di bilancio regionale di un capitolo espressamente destinato alla realizzazione del “nuovo ospedale Busto Gallarate”. Era il 2015.

Sono passati sette anni. Purtroppo nel frattempo la realtà ospedaliera di Busto e Gallarate (associata anche ai presidi di Saronno e Somma Lombardo) è andata perdendo sempre più attrattività. Non certo solo per dinamiche locali, ma anche per inerzie, indecisioni, campanilismi, improvvisi e diffusi particolarismi. Così, tra i pazienti e i cittadini certo, ma soprattutto tra gli operatori, si è diffuso un senso di sfiducia e frustrazione ad onta della qualità professionale e della sperimentata volontà di servire al meglio la sanità pubblica e gli ospedali.

Negli ultimi tre anni l’ospedale di Busto, a titolo puramente esemplificativo, ha perso 110 operatori, si sono succedute emigrazioni verso ospedali non solo convenzionati ma anche pubblici (prevalentemente guarda caso in ospedali di recente edificazione, Legnano e Como in particolare). E ciò non è avvenuto in tutte le Asst, come Tu ben sai.

Il processo di accordo di programma, dopo essere fallito ben due volte, anche a causa di incertezze politicanti prevalentemente da addebitarsi a “colpevoli” (a mio avviso) tatticismi elettoralistici è stato rivisto per ben due volte. Ed oggi, a solo un mese dal previsto step definitivo (entro dicembre 2022) del cronoprogramma e in prossimità del termine della legislatura regionale, non si hanno certezze. Così come non hanno ancora preso il via, almeno con atti istituzionalmente rilevanti, gli accordi per la ridestinazione degli attuali siti.

Ciò che preoccupa, Ti assicuro, è però il progressivo spegnersi degli attuali ospedali e l’impoverimento drammatico delle possibilità di rispondere alla domanda di sanità di qualità.

Il “nuovo “ospedale” che, ripeto personalmente ritengo essenziale, NON può nascere sulle ceneri dei vecchi presidi.

Certo, nella prospettiva del nuovo ospedale Busto Gallarate dovrà certamente essere rivista la programmazione aziendale del presidio di Saronno (so che Tu il tema non solo l’hai presente ma Ti sei fatto proponente di ipotesi a tutela della domanda di sanità per acuti del Saronnese, che, ovviamente ha un bacino più gravitante sul milanese e il comasco brianzolo), ma soprattutto occorre dare pronte risposte immediate per l’operatività degli attuali ospedali (di fatto già un ospedale unico operante su tre/quattro presidi).

Occorrono scelte e investimenti urgenti soprattutto sul fronte degli operatori sanitari.

Possibilmente in chiave istituzionale, prima ancora che politica.

Mi appello a Te, proprio per il Tuo ruolo istituzionale. Fatti promotore, in accordo con le amministrazioni almeno di Busto e Gallarate, l’assessorato al Welfare, la Presidenza, le commissioni consiliari almeno di Busto e Gallarate, le direzioni generali e sanitarie di Ats e Asst, rappresentanti degli operatori per decisioni urgenti e trasparenti.

Prima che il democratico confronto elettorale rischi, anziché favorire le soluzioni, di rendere tutto più difficile.

Te lo confesso, la situazione è al limite del non ritorno. Confido nella Tua sperimentata serietà e passione istituzionale, per la sanità e il territorio.

Con fiducia e stima, Gigi Farioli.

Redazione

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