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Salute | 24 novembre 2022, 16:56

Un dono per aiutare a fare sport chi convive con cardiopatie congenite. «Questo apparecchio darà una vita piena a piccoli e grandi in cura al Del Ponte»

Una donazione del Ponte del Sorriso e della famiglia Palladini di 30 mila euro ha permesso alla Cardiologia pediatrica dell'ospedale Del Ponte di dotarsi di uno strumento innovativo. «Abbiamo un'arma in più per dire quale sport, magari anche agonistico, possono praticare adolescenti e adulti affetti da cardiopatia congenita. Il sogno di tutti adesso è anche il loro sogno»

Un dono per aiutare a fare sport chi convive con cardiopatie congenite. «Questo apparecchio darà una vita piena a piccoli e grandi in cura al Del Ponte»

Una doppia donazione di quasi 30 mila euro, un'apparecchiatura e un esame fondamentale per piccoli e grandi che hanno problemi di cuore ma ora potranno vivere normalmente e appieno anche la pratica sportiva: c'è tutto questo nel dono ricevuto oggi pomeriggio dalla Cardiologia pediatrica dell'ospedale Del Ponte da parte della Fondazione Il Ponte del Sorriso e della famiglia Palladini Cristiano.

«Vorremmo offrire una vita piena e normale anche dal punto di vista dell'attività sportiva ai pazienti con cardiopatie congenite, che invece di solito ne sono esclusi nel 90% dei casi, e l'esame tramite questo nuovo strumento permette di arricchire l'offerta diagnostica per il corretto monitoraggio nel tempo del cardiopatico congenito oltre che il nostro ambulatorio per la pratica sportiva» dice la dottoressa Alessandra Stifani, direttrice della Cardiologia pediatrica.

«Ogni anno nascono circa 4.500 cardiopatici congeniti: oltre il 90% raggiunge l'età adulta e noi, che al Del Ponte ne curiamo circa 120 in età adulta e quasi altrettanti in età adolescenziale, adesso abbiamo un'arma in più per poter dire loro quale sport, magari anche agonistico, possono praticare» ha aggiunto la dottoressa Stifani.

Il dono è stato permesso dalla famiglia Palladini, che ha «ringraziato» tutti ma è stata soprattutto ringraziata insieme al Ponte del Sorriso: «È merito di questa famiglia e dei loro tre figli, campioni di sensibilità, e del Ponte del Sorriso se siamo di fronte a questo grande traguardo» ha detto il professor Massimo Agosti, direttore del Dipartimento Materno-Infantile.

«Non potevamo che dire di sì - ha aggiunto Emanuela Crivellaro de Il Ponte del Sorriso - per dare un sogno ai bambini non solo nella cura ma anche nella qualità di vita. Perché dire no al loro sogno di poter fare sport? La nostra mission è dare la possibilità di vedere un futuro roseo, non solo di curarsi».

«Senza queste spinte la Cardiologia pediatrica non potrebbe realizzare quello che progetta con forza - ha spiegato Agosti - La dottoressa Stiffani capitalizza le difficoltà e le fa diventare risorse insieme alla dottoressa Battistina Castiglioni, direttore del Dipartimento Cardio-toraco-vascolare di Asst Sette Laghi - Il messaggio che lanciamo è questo: portiamo benessere anche a chi, con tanta fatica e interventi chirurgici, riesce ad arrivare all'età adulta. Qui vinciamo l'idea e il luogo comune che il cardiopatico diventato adulto non può fare attività sportiva. E invece bisogna solo sapere come la può fare: con questo strumento».

La dottoressa Castiglioni ha sottolineato lo «spirito di condivisione che si respira qui: ai nostri ragazzi cardiopatici congeniti che crescono diamo il diritto di fare ciò che possono fare tutti gli altri bambini. Ringrazio Alessandra e al sua squadra che è qui presente e che ogni giorno fa tantissimo per i nostri ragazzi». 

«La caparbietà e grinta della dottoressa Stifani hanno permesso di creare il gruppo affiatato - ha commentato la dottoressa Anna Iadini, direttore medico di Asst Sette Laghi - che ora porta avanti con competenza e spirito di iniziativa la grande eredità della cardiologia pediatrica varesina».

Anche Lorenzo Maffioli, direttore sanitario dell'azienda, si è rivolto alla "squadra" con un discorso accorato che non ha nascosto anche le difficoltà di organico e nel reperire personale infermieristico: «Questo è uno splendido esempio che mette assieme i vari pezzetti della sanità di oggi e del futuro. Ci sono l'azienda sanitaria, l'hub materno infantile, le competenze interne, infermieri, tecnici, terzo settore e iniziative private con famiglie che hanno sofferto e si rendono conto di quello che può essere un investimento sulla società. Competenze, volontà, insegnamento: qui c'è tutto».

«In questo momento non nascondo la mancanza di più di 100 infermieri - ha aggiunto, guardando oltre, Maffioli - che ci fanno soffrire sulla capacità di erogare prestazioni ambulatoriali e ricoveri. Stiamo cercando di fare concorsi, manca la materia prima ma metteremo in campo nuove strade da percorrere».

A.C.

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