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Salute | 06 marzo 2026, 11:36

Screening della prostata in Lombardia: c’è chi ancora non lo conosce, ma (quasi) tutti vogliono partecipare

Oltre cinquemila le persone che hanno partecipato all’indagine online della campagna “Sotto, la Vita – Superare il silenzio, scegliere la salute”, condotta da ATS Insubria ed Europa Uomo. I dati mostrano una fotografia significativa sulla prevenzione del più diffuso tumore maschile

Presentati oggi i risultati del progetto “Sotto, la Vita – Superare il silenzio, scegliere la salute”, una campagna nata dalla collaborazione tra ATS Insubria ed Europa Uomo, con il contributo non condizionante di Bayer, dedicata alla promozione dello screening gratuito del tumore della prostata organizzato da Regione Lombardia.

Concepita per affrontare una delle principali sfide sanitarie contemporanee – la prevenzione della neoplasia più diffusa tra gli uomini italiani, spesso asintomatica nelle fasi iniziali e diagnosticabile solo attraverso controlli mirati – la campagna ha raggiunto un pubblico ampio, mirato e tradizionalmente difficile da intercettare. Inoltre, unendo l’ascolto all’informazione, tramite la diffusione di un questionario, ha prodotto evidenze di grande valore per la sanità pubblica e per le politiche di prevenzione.

Uno dei principali obiettivi del progetto, promosso nel mese simbolico della prevenzione oncologica maschile, è stato quello di invitare i cittadini lombardi tra i 50 e i 55 anni a partecipare allo screening organizzato da Regione Lombardia, prima regione italiana ad offrire un programma di diagnosi precoce del tumore della prostata alla popolazione a rischio. Tale programma ha rappresentato e rappresenta oggi un percorso di salute integrato: dalla compilazione di un semplice questionario presente sul Fascicolo Sanitario Elettronico, alla misurazione gratuita dell’antigene prostatico specifico (PSA) presso le ASST del territorio, fino agli approfondimenti diagnostici previsti in caso di valori anomali.

"La significativa adesione registrata conferma il valore di questa campagna, che si è rivelata uno strumento fondamentale per promuovere l’accesso allo screening e rafforzare la cultura della prevenzione”, afferma Salvatore Gioia, direttore generale di ATS Insubria. “Il forte coinvolgimento dei cittadini dimostra una crescente attenzione verso la propria salute e indica che siamo riusciti a superare alcuni tabù che, per troppo tempo, hanno limitato la partecipazione ai controlli. Questa esperienza ha aperto nuove prospettive e consolidato il posizionamento significativo di iniziative semplici e accessibili, capaci di accompagnare le persone verso percorsi di diagnosi precoce. Continueremo a investire in progetti che facilitano il dialogo tra cittadini e servizi sanitari, perché la prevenzione, oltre a essere un gesto individuale, rappresenta un valore collettivo che contribuisce a migliorare la salute dell’intera comunità. Desidero ringraziare Europa Uomo e tutti i soggetti che, con il loro impegno, hanno contribuito in modo determinante alla riuscita della campagna”

Con 5.454 questionari compilati, di cui 3.703 completi, e un tasso di completamento pari al 67,8%, l’indagine svolta nell’ambito della campagna offre un campione statisticamente significativo, in grado di restituire un quadro robusto sul livello di consapevolezza e atteggiamenti verso la prevenzione tra gli uomini adulti. Inoltre, il target raggiunto conferma la pertinenza della campagna: il 98,66% dei rispondenti è di genere maschile e oltre il 91% ha più di 50 anni, confermando l’allineamento con il segmento di popolazione prioritario per la prevenzione del tumore della prostata.

I dati della survey delineano un quadro articolato: se da un lato il 78,2% dei rispondenti conosce lo screening, dall’altro circa una persona su cinque non ne ha consapevolezza; ulteriormente, il 30,64% non conosce il test PSA, evidenziando un’area chiave di informazione preventiva ancora da consolidare.

Un segnale particolarmente significativo emerge negli uomini tra 50 e 55 anni, dove il 92% si dichiara disponibile ad aderire allo screening, indicando un’elevata propensione alla prevenzione quando opportunamente informata e supportata.

La survey, che ha coinvolto altresì la popolazione femminile nell’ambito della sensibilizzazione dei propri familiari di genere maschile, mette in luce il ruolo centrale della comunità e delle relazioni familiari e affettive nella diffusione della prevenzione: l’86,2% dei partecipanti è disposto a sensibilizzare un familiare, mentre l’87,1% delle donne coinvolte si sente motivata a convincere un proprio caro. Questi dati confermano come la prevenzione non sia un atto individuale isolato ma un processo sostenuto da reti di cura informali.

I risultati della campagna ‘Sotto, la Vita’ ci dicono una cosa semplice ma importante: la prevenzione del tumore della prostata è una necessità reale, e gli uomini sono pronti,” dichiara Claudio Talmelli, Presidente di Europa Uomo. “Quando l’informazione è chiara, scientificamente fondata e collegata a un percorso pubblico accessibile, la risposta arriva. Il dato del 92% di disponibilità allo screening nella fascia 50–55 anni dimostra che i tempi sono maturi: non manca la volontà, serve continuità e organizzazione. Questa esperienza mostra anche che la prevenzione non è un gesto individuale isolato, ma un processo condiviso tra istituzioni, professionisti, associazioni e famiglie. È così che si costruisce una sanità integrata e matura, capace di accompagnare le persone prima che la malattia si manifesti. Se vogliamo ridurre davvero l’impatto del tumore della prostata, dobbiamo trasformare iniziative come questa in politiche strutturali e stabili. Perché la prevenzione è una scelta collettiva che costruisce il futuro della salute.

Dal lato dei comportamenti concreti, la survey mostra che il 67,8% degli intervistati ha già effettuato almeno un test PSA; di questo, soltanto il 40,9% ha avuto un confronto diretto con un urologo, mentre il 59,1% non ha mai dialogato con uno specialista. Questo dato evidenzia un ampio spazio di intervento per rafforzare percorsi di prevenzione, presa in carico e continuità assistenziale in un’ottica di sanità pubblica.

"La prevenzione del tumore alla prostata non può essere affidata al caso o all’iniziativa individuale. I dati emersi da questa campagna dimostrano che, quando l’informazione è corretta e l’accesso ai percorsi è semplice e strutturato, gli uomini rispondono con responsabilità e consapevolezza,” sostiene il dottor Giuseppe Procopio, Direttore del Programma Prostata e Responsabile della Struttura Semplice Dipartimentale di Oncologia Medica Genitourinaria, Istituto Nazionale dei Tumori IRCCS. “La diagnosi precoce rappresenta oggi il principale strumento per ridurre l’impatto clinico della malattia e garantire qualità di vita: parlare di screening significa parlare di futuro, di anni guadagnati e di serenità per le famiglie. 'Sotto, la Vita' ha avuto il merito di trasformare un tema ancora percepito come delicato in un’opportunità concreta di salute pubblica”.

I risultati della campagna “Sotto, la Vita” costituiscono una solida base empirica che conferma l’efficacia del messaggio e l’ampiezza del coinvolgimento della popolazione maschile lombarda. Coniugando rigore scientifico, comunicazione efficace e coinvolgimento sociale, la campagna ha dimostrato di poter incidere in modo concreto sulla cultura della prevenzione maschile e di poter contribuire in modo significativo all’obiettivo più ampio di ridurre l’impatto del tumore alla prostata attraverso prevenzione e, quindi, diagnosi precoce, cure tempestive, riduzione delle forme avanzate e tutela della qualità di vita, e una cultura della salute condivisa.

c.s.

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