Dopo il triplice fischio e la gioia di giocatori e pubblico concentrato nelle tribune, oltre che in curva, lo stadio Speroni si spopola: sembrano quasi degli spettri, i giocatori dell'Albinoleffe che tornano nel campo deserto a correre sotto la luna, mentre qualche loro supporter inveisce.
La Pro Patria esce da questo passaggio vincente in Coppa, sorridente ma senza montarsi la testa. I tigrotti non vengono dalla luna, la lasciano là sospesa sopra lo Speroni e continuano il loro cammino in umiltà. Certo, delizia vedere che hanno debuttato in queste gare ragazzi appena maggiorenni, ma con una fame dentro che sa farsi placare con giudizio. Vargas cambia gli ingredienti, lo ha fatto anche ieri sera: ne esce un piatto sostanzioso, tanto che ci fa piombare nel turno successivo.
Ma i debutti, questo tocco più giovane che mai, rappresentano uno dei motivi di plauso in questa partita. Si pregustavano i ritorni, ed ecco che è scattato quello di Molinari, il cui sorriso direbbe già tutto. Gli infortuni sono stata la puntuale mina in questa Pro e ora rivedere in campo Stefano è un segnale positivo, a maggior ragione considerando la qualità della sua prestazione.
«Il rientro è giusto, importante per mettere i minuti - commenta Molinari - e giusto è il percorso che abbiamo fatto». Lo stile tigrotto, tuttavia, è noto: non ci si vuole fermare a se stessi. Molinari cita «la risposta bella di tutto il gruppo, una bella partita, tanti duelli. Passato il turno, andiamo avanti». E ha parole incoraggianti proprio per gli esordienti. Poi si pensa a Vicenza: «Andremo lì a fare la nostra partita senza paura».
I veneti hanno quattro punti in meno della Pro Patria, a parimerito con il Pordenone a 11. Pensiamo che il Novara è primo a 14 punti, Padova e FeralpiSalò a 13, Sangiuliano a 12.
Quando a Vargas, «mi sono piaciuti, anche i giocatori tornati dopo tanta assenza hanno fatto abbastanza bene». Con un pensiero speciale per i più giovani: la Pro Patria sa che può contare anche su di loro, oltre che sulla regia delle colonne, come Fietta e Bertoni.













