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Territorio | 26 marzo 2022, 10:07

Mesenzana, disegni a scuola per affrontare lo choc: così gli psicologi aiutano i compagni di Alessio e Giada

Il Servizio Psicosociale della Croce Rossa Italiana si è messa a disposizione della comunità dopo la tragedia che ha scosso il paese: giovedì il team ha incontrato i genitori dei piccoli alunni, mentre ieri mattina sono stati i piccoli studenti ad essere affiancati dagli esperti

Una foto d'archivio dell'interno della scuola Zuretti a Mesenzana (foto dal sito web dell'istituto)

Una foto d'archivio dell'interno della scuola Zuretti a Mesenzana (foto dal sito web dell'istituto)

Dopo la tragedia accaduta nella mattinata del 24 marzo a Mesenzana, dove un uomo di 44 anni ha ucciso i due figli di 7 e 13 anni e si è tolto la vita, il Servizio Psicosociale di Croce Rossa Italiana Lombardia si è messa a disposizione della comunità. Richiesto l’intervento da parte del sindaco, attraverso la Croce Rossa Italiana - Comitato di Luino, il personale CRI composto da psicologi, si è attivato nel piccolo paese della provincia di Varese per incontrare quanti, a causa di quanto accaduto, hanno manifestato necessità di supporto.

Seguendo l’approccio psicosociale del Movimento Internazionale di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa e di Croce Rossa Italiana, è stato predisposto l’intervento nella prima fase dell’emergenza: obiettivo fare in modo che le persone, attraverso la riduzione dello stress e la stabilizzazione emotiva, potessero attivare le risorse interne per affrontare l’evento critico.

Giovedì sera si è svolto l’incontro con il sindaco, i genitori delle classi frequentate da Alessio e Giada e gli insegnanti, un incontro per fornire al gruppo scuola-famiglia delle indicazioni per parlare a bambini e ragazzi, rispettando i loro tempi e le loro reazioni. Quanto accaduto, infatti, va condiviso in modo da ristabilire il senso di sicurezza interiore.

Venerdì mattina, invece, gli psicologi del SeP hanno incontrato i compagni di classe e l’approccio è stato commisurato al livello di sviluppo psico emotivo di ognuno: ai più piccoli è stata proposta un’attività di disegno per poter esprimere le loro emozioni attraverso il gesto grafico, mentre con i più grandi si è lavorato sul gruppo, lasciando agli stessi ragazzi la possibilità di scegliere come affrontare insieme questa perdita.

Quello attivato dal SeP è l’inizio di un momento di incontro volto a normalizzare la forte reazione emotiva e attivare le strategie di coping proprie di ognuno di noi. In una seconda fase verrà fornita l’opportunità di usufruire dell’intervento del SeP al resto della comunità, una comunità che si è fin da subito mossa a 1 protezione dei minori, chiedendo aiuto per affrontare e superare la tragedia.

Per gli operatori, ogni giorno Il SeP di Croce Rossa Italiana - Comitato Regionale Lombardia, composto da circa 40 psicologi, una decina di tecnici e circa 40 operatori psicosociali, interviene a supporto degli stessi volontari e dipendenti CRI in vari ambiti: un servizio trasversale rispetto a tutti gli obiettivi strategici.

Come spiega la Presidente CRI Lombardia Sabina Liebschner «in pochi conoscono questo servizio erogato da CRI rivolto agli operatori dell'associazione, talora vittime di aggressioni altre trovatisi a dover agire in situazioni di forte impatto emotivo. Al tempo stesso il servizio è attivato per la popolazione in situazioni avverse quali calamità naturali, disastri, ricerca persone scomparse fino ad eventi come quello di giovedì scorso, ai quali nessuno di noi avrebbe mai voluto dover prendere parte. Quella del SeP in Lombardia - conclude Liebschner - è un'attività nata qualche anno e in fase di ampliamento, diventata parte integrante delle forze dispiegate in emergenza».

Redazione

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