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Sociale | 19 maggio 2021, 12:50

Legnano, Fondazione Ticino Olona tra passato, presente e futuro

Oggi la realtà guidata da Salvatore Forte non si limita a erogare risorse, che restano preziose e necessarie. Il presidente: «Il mondo è cambiato, dobbiamo contribuire a facilitare processi»

Il presidente, confermato nel 2020 alla guida della Fondazione Ticino Olona, Salvatore Forte

Il presidente, confermato nel 2020 alla guida della Fondazione Ticino Olona, Salvatore Forte

«Non siamo più semplicemente un ente erogatore di risorse. Facilitiamo i processi». Salvatore Forte, presidente della Fondazione Ticino Olona,  imprescindibile nelle dinamiche che un tempo sarebbero state classificate alle voci del mecenatismo, della filantropia o comunque del sostegno a cause meritevoli, a Legnano e dintorni, ha le idee chiare. Forte guida una realtà che annovera, tra i soci fondatori, Fondazione Cariplo, Azienda Sociale – Azienda Speciale Consortile per i servizi alla persona dei Comuni del Castanese, Banca di Legnano (ora BPM ), Camera di Commercio di Milano, Provincia di Milano (ora Città Metropolitana), Comune di Abbiategrasso, Comuni di Legnano Magenta e Parabiago, Fondazione Famiglia Legnanese, Fondazione Lambriana. Dalla sua costituzione, nel 2006, è cambiato il mondo e la pandemia ha accelerato il processo: quanto successo su scala planetaria ha fatto sentire i suoi effetti anche a livello locale.

In concreto, se prima del 2020 si poteva svolgere un ruolo importante distribuendo fondi sul territorio a persone e realtà capaci di lavorare per il bene comune (circa 500mila euro all’anno, nel caso della realtà legnanese), ora bisogna “andare a caccia”. Addio al punto di vista privilegiato che pure consentiva di avere una soddisfacente panoramica, su Legnano e circondario. Ora si è chiamati a una nuova dinamicità, occorre muoversi per intercettare bisogni e trovare risposte. Muovendosi ed esplorando, consumando le suole delle scarpe, andando incontro. «Siamo sempre stati molto attenti – riassume Forte - nel captare le iniziative rapportabili al Terzo settore che meritavano un sostegno. Ma l’emergenza sanitaria ci ha fatto capire che, adesso, bisogna varcare una soglia, attraversare un confine».

Un esempio? Fino a poco tempo fa, nessuno si sarebbe immaginato che la Fondazione avrebbe lavorato al reperimento di camici, mascherine e occhiali protettivi. Ma, preso atto delle necessità, ci si è mossi in tal senso. Non che ci sia stato uno stravolgimento della “mission”. Al contrario, la realtà guidata da Forte è rimasta fedele agli scopi per cui è nata. Accentuando, però, la flessibilità della sua azione. Valutando le necessità via via insorte. «Nel tempo  – sintetizza il presidente -  abbiamo distribuito oltre nove milioni di euro. In gran parte al settore che si potrebbe definire “sociale”. Altre voci importanti sono la cultura e l’ambiente. Ma bisogna anche prendere atto di un’accelerazione, sull’evoluzione del nostro ruolo, impressa dalla pandemia. Siamo chiamati a fare da intermediari tra privato sociale ed enti pubblici».

Con quali scopi? Contrastare la povertà, per esempio. Un nemico che si vorrebbe sconfitto da tempo e che, invece, sopravvive e  contagia. A titolo di esempio, è stata attivata una collaborazione con Lions Club Legnano Host , “connettiAMOci”, per distribuire dispositivi wi-fi a famiglie bisognose (l’impossibilità o la difficoltà di connettersi alla rete oggi più che mai genera esclusione e gap formativi). E, fino al 15 giugno, la Fondazione riceverà idee-progetto, nell’ambito del programma “Contrastare l’aggravio delle povertà” di Fondazione Cariplo, per aggredire deficit materiali, educativi, lavorativi che affliggono le famiglie (tutte le informazioni, anche su iniziative in ambito culturale e ambientale,  oltre che sulle modalità per effettuare donazioni, sono disponibili sul sito www.fondazioneticinoolona.it).

Per la Fondazione, le fonti d’impegno sono innumerevoli, i bisogni rilevati sul territorio anche. Di qui, il rinnovato appello del presidente a cittadini, istituzioni, imprese: «Ascoltateci!» (GUARDA IL VIDEO).

 

Stefano Tosi

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