Piantagione di marijuana scoperta dalla Guardia di Finanza. Le Fiamme Gialle del Gruppo di Varese hanno individuato a Gavirate una coltivazione di 245 piante di marijuana in fiore, cresciute in vaso e già in avanzato stadio di sviluppo, con infiorescenze formate e pronte per le successive fasi di lavorazione come taglio, essiccatura e confezionamento.
Non una semplice presenza occasionale di poche piantine, ma una coltivazione composta da centinaia di esemplari, con altezze variabili da circa 40 centimetri a un metro e un esemplare che raggiungeva circa 1,80 metri. Un insieme che, per consistenza e caratteristiche, ha richiesto specifici approfondimenti investigativi.
A confermare la rilevanza dell’intervento sono state le successive analisi di laboratorio, che hanno rilevato una concentrazione di tetraidrocannabinolo (THC) superiore ai limiti previsti dalla normativa vigente. Il risultato ha fatto emergere profili di rilevanza penale in relazione alla disciplina che regola la coltivazione della canapa e la produzione di sostanze stupefacenti.
Gli accertamenti hanno inoltre ricondotto la coltivazione a un’impresa agricola formalmente operante nel settore delle piante aromatiche e officinali. I finanzieri hanno quindi approfondito il rispetto dei requisiti previsti per la legittima coltivazione della canapa, con particolare attenzione alla tracciabilità delle sementi utilizzate e alla destinazione della produzione.
Tutte le 245 piante sono state sottoposte a sequestro e messe a disposizione dell’Autorità giudiziaria per gli ulteriori adempimenti di competenza. L’intera piantagione, al termine del ciclo di crescita e di lavorazione, avrebbe potuto fruttare più di 500mila euro.
I due titolari dell’azienda sono stati denunciati in stato di libertà per la coltivazione delle sostanza stupefacente, reato previsto dall’art. 73 del D.P.R. 309/90, che disciplina la materia.
L’operazione conferma l’attenzione della Guardia di Finanza nel contrasto alle filiere di produzione illecita di sostanze stupefacenti, attraverso controlli mirati che consentono di verificare non soltanto la natura delle coltivazioni, ma anche il rispetto delle regole da parte degli operatori economici. Un’attività essenziale per impedire che dietro attività apparentemente riconducibili a finalità agricole lecite possano svilupparsi condotte in contrasto con la normativa vigente.
Il procedimento penale si trova nella fase delle indagini preliminari e che, in conformità al principio di presunzione di innocenza, la responsabilità dell’indagato potrà essere definitivamente accertata soltanto con sentenza irrevocabile di condanna.
















