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Economia | 26 ottobre 2026, 16:49

I lavoratori della Beko in presidio a Villa Recalcati: «Cassinetta non si tocca»

Partecipazione numerosa al presidio dei sindacati Fim, Fiom e Uilm, con molti lavoratori già in cassa integrazione, durante il tavolo istituzionale in Provincia sulla crisi Beko. I sindacati chiedono il rispetto degli impegni occupazionali e industriali e un monitoraggio costante sulle intenzioni della proprietà turca

Il presidio dei lavoratori della Beko di Cassinetta a Villa Recalcati che poi hanno assistito alla riunione del Tavolo istituzionale in Provincia

Il presidio dei lavoratori della Beko di Cassinetta a Villa Recalcati che poi hanno assistito alla riunione del Tavolo istituzionale in Provincia

Presidio della lavoratrici e dei lavoratori della Beko di Cassinetta, in particolare di coloro che si trovano in cassa integrazione, questa mattina davanti a Villa Recalcati dove nella sede della Provincia di Varese si è riunito il tavolo istituzionale dedicato alla crisi dell'azienda di Biandronno. 

«Oggi abbiamo segnato un ulteriore passaggio importante in difesa del piano industriale - commentano i rappresentanti sindacali di Fim, Fiom e Uilm - in concomitanza con il Tavolo istituzionale sulle crisi aziendali a Villa Recalcati, abbiamo dato vita a un presidio compatto davanti alla Provincia di Varese per gridare un messaggio chiaro: Cassinetta non si tocca».  

A sostenere la lotta in piazza c'erano i lavoratori attualmente in cassa integrazione che hanno manifestato, insieme ai cittadini del territorio ed alle istituzioni, uniti per difendere il futuro industriale e socioeconomico della comunità. 

«L'ampia risonanza mediatica ottenuta dai telegiornali e dalla stampa locale dimostra che la nostra e una battaglia che riguarda tutti - proseguono i rappresentanti sindacali - davanti alle massime autorità locali (Provincia, Prefetto ed esponenti politici), oltre alle rappresentanze sindacali hanno assistito anche i lavoratori presenti. Abbiamo ribadito che non siamo più disposti a tollerare: un calo costante dei volumi produttivi senza alcun piano di rilancio anche alternativo alle produzioni conosciute, il ritardo negli investimenti sul sito, iI ricorso massiccio alla cassa integrazione che svuota le buste paga, l'aumento costante del numero dei lavoratori (operai-impegati) in Cigs anche in funzione non dichiarate nel piano industriale Beko e scelte unilaterali come la chiusura dello storico mercatino aziendale dal 1° dicembre». 

«Grazie alle varie iniziative tra cui quella di oggi, le istituzioni si sono schierate al nostro fianco impegnandosi a - concludono Fim, Fiom e Uilm - inviare un documento unificato al Governo (Mimit) per pretendere da Beko il rispetto dei vincoli occupazionali e industriali e di attivare un monitoraggio costante per verificare le reali intenzioni della proprietà turca con incontri periodici con il tavolo di crisi della provincia di Varese.  L'attenzione resta altissima, anche in funzione del prossimo tavolo ministeriale. La nostra compattezza a l'unica garanzia per il futuro di Cassinetta. Ringraziamo tutti i lavoratori ed i cittadini che hanno partecipato all'iniziativa».

Redazione

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