Allevamento felino fuori controllo, c’è la svolta: partirà la campagna per censire, curare e dare in adozione i gatti di un’attività installata (e formalmente bloccata da mesi) a Lonate Pozzolo. Tutto è nato con finalità commerciali, specializzazione in persiani ed exotic shorthair. Ma la situazione è precipitata: nascite in impennata, gestione ordinaria arrancante (dal cibo alle condizioni igieniche), patologie irrefrenabili. A luglio un censimento informale ma affidabile diceva: 120 esemplari, pressoché tutti ammalati, gravidanze continue, parti sempre più prematuri, carcasse accumulate in un congelatore.
Una situazione nota per passaparola, soprattutto nel mondo delle associazioni e dell’attivismo, oltre che per quanto uscito su “Il Bustese” (vedi QUI). Ora si passa all’azione. Le dimensioni del problema hanno richiesto la convocazione intorno a un tavolo di una pluralità di soggetti, istituzionali e non, con professionisti: Comune, Ats, realtà del Terzo Settore, veterinari. I volontari, va precisato, sono già intervenuti con spirito di servizio e competenza: cogliendo la gravità della situazione, hanno raccolto fondi e lavorato su approvvigionamenti alimentari e farmaci.
I gatti dovranno essere visitati, se necessario (lo sarà) curati, poi dati in adozione. In pratica l’allevamento, già fermato dal punto di vista commerciale, cesserà di esistere. I volontari che conoscono la situazione parlano, dietro garanzia di anonimato, di condizioni intollerabili dal punto di vista igienico, con speranza di vita per i cuccioli neonati sempre più ridotta.
Il Comune di Lonate Pozzolo metterà risorse (la cifra potrebbe essere utile a coprire i costi per gli antiparassitari).
Cruciale sarà la campagna di adozioni: servirà ad alleggerire via via il problema. «La persona che ha creato l’allevamento chiama tutti i gatti per nome, li conosce uno per uno», sottolinea una volontaria. A testimoniare una situazione nata, probabilmente, con buone intenzioni e autentica passione. Ma approdata al disastro.














