(Adnkronos) - "Questo progetto 'Una giustizia più inclusiva' è un grande sforzo del ministero che dà l'idea delle competenze, dell'abnegazione e del convincimento: per noi il carcere non è solo un luogo di pena, è un luogo di umanità. Intorno al carcere si muovono delle componenti che rendono il carcere più utile, anche dal punto di vista dell'abbattimento della recidiva. L'attività trattamentale è il rimedio privilegiato per poter evitare che chi esca dal carcere torni a delinquere". E' quanto affermato dal vice ministro della Giustizia, Francesco Paolo Sisto, all'evento 'Una Giustizia più inclusiva. Il nuovo modello italiano per l'esecuzione penale', organizzato a Palazzo Madama, a Roma, su iniziativa della senatrice e avvocata Erika Stefani, sottosegretario alla Giustizia. Nel corso dell'incontro sono stati presentati i primi risultati del piano nazionale.
"C'è ancora tanto da fare. Il Piano si chiama così perché ci dà la possibilità di intervenire in modo utile su tutte queste realtà. Resta però il fatto che c'è bisogno di un grande sforzo anche da parte della magistratura - spiega - per utilizzare gli strumenti che stiamo offrendo come quello sui tossicodipendenti, su coloro che non hanno un luogo dove scontare gli arresti domiciliari, ma soprattutto sulle misure alternative e le pene sostitutive".
"Tutto ciò che è alternativo al carcere aiuta a renderlo un luogo dove ci sia chi merita di andare dietro le sbarre e questo facilita progetti, come quello presentato oggi, che ci mette nelle condizioni di fare di un ministero, che in genere si può pensare lontano dalla realtà, invece un ministero che la vive intensamente ed efficacemente", conclude il vice ministro Sisto.














