«Nessuno va lasciato indietro». È questo il messaggio ribadito unitariamente dalle organizzazioni sindacali al termine dell’incontro convocato in Regione Lombardia sulla vertenza legata alla perdita delle attività di Amazon sul sedime aeroportuale di Milano Malpensa. Al centro del confronto, il futuro dei lavoratori coinvolti, con particolare attenzione a quelli assunti a tempo determinato e rimasti senza occupazione. Al tavolo hanno partecipato le organizzazioni territoriali FILT CGIL, FIT CISL, UILTRASPORTI, UGL TA e FLAI, insieme ai rappresentanti di Regione Lombardia, SEA, MLE/BCUBE, SAVE/GDA, CONFTRASPORTO - con delega Amazon - e alle delegazioni regionali di CGIL, CISL e UIL.
Un confronto dal quale, secondo quanto riferito dai sindacati, è emerso un primo elemento positivo: MLE ha assunto l’impegno a non procedere al licenziamento dei lavoratori a tempo indeterminato. Per le organizzazioni sindacali, però, la tutela non può fermarsi qui. La richiesta è infatti quella di garantire prospettive occupazionali anche ai lavoratori a tempo determinato coinvolti nella vicenda.
Il 5 ottobre il Job Day a Malpensa
La principale novità emersa dal confronto riguarda la decisione di organizzare una giornata dedicata all’incontro tra domanda e offerta di lavoro. L’appuntamento è fissato per lunedì 5 ottobre a Malpensa. L’obiettivo è mettere in contatto i lavoratori a tempo determinato rimasti senza occupazione con le aziende interessate e operative sul territorio, creando concrete possibilità di ricollocazione. Le organizzazioni sindacali chiedono che all’iniziativa partecipino tutte le realtà potenzialmente interessate e che il Job Day non si trasformi in un semplice momento informativo, ma rappresenti un'occasione concreta per costruire nuove opportunità di lavoro.
Due tavoli per verificare le proposte
Per accompagnare il percorso, i sindacati hanno chiesto l’attivazione di due distinti tavoli di confronto. Il primo dovrà riunirsi prima del Job Day del 5 ottobre e avrà il compito di entrare nel merito delle proposte occupazionali che saranno presentate ai lavoratori, verificandone contenuti e condizioni. Il secondo incontro è già fissato per lunedì 12 ottobre in Regione Lombardia e servirà a fare il punto sugli effetti concreti dell’iniziativa di Malpensa, verificando quante opportunità saranno effettivamente messe in campo e quali risultati saranno stati raggiunti.
Tra le richieste avanzate dalle organizzazioni sindacali c’è anche quella di una partecipazione diretta di Amazon e GDA al Job Day. Secondo quanto affermano le sigle, nonostante la presenza al tavolo regionale, le due aziende non avrebbero finora fornito un contributo concreto alla soluzione della vertenza occupazionale. Da qui la richiesta di un loro coinvolgimento nella giornata del 5 ottobre. Nel frattempo, FILT CGIL, FIT CISL, UILTRASPORTI, UGL TA e FLAI annunciano che continueranno a coinvolgere le aziende del territorio, sollecitandole a partecipare all'iniziativa e a mettere a disposizione reali opportunità di impiego per i lavoratori interessati.
Nel comunicato diffuso dopo l’incontro, le organizzazioni sindacali confermano inoltre l’intenzione di proseguire la vigilanza sulle condizioni contrattuali dei lavoratori dell’aeroporto di Brescia Montichiari, insieme alle organizzazioni sindacali del territorio. L’attenzione è rivolta al rispetto del Decreto legislativo 18/1999 e della contrattazione collettiva di riferimento.
La vertenza di Malpensa, dunque, resta aperta. Il primo appuntamento è ora quello del 5 ottobre, quando lavoratori e aziende saranno chiamati a confrontarsi direttamente sulle possibilità di ricollocazione. Per i sindacati, il principio resta uno: la tutela dell’occupazione deve riguardare sia chi ha un contratto a tempo indeterminato sia chi è stato assunto a termine. «Nessuno va lasciato indietro», ribadiscono le organizzazioni sindacali.














