Tremila poliziotti in più negli organici di questure e commissariati di Polizia in tutta Italia che entreranno in servizio ad agosto. Ma, guardando ai numeri relativi alla Lombardia, il governatore leghista Attilio Fontana invita il Viminale a fare di più.
«In termini generali - secondo il presidente lombardo Fontana - non può che essere visto positivamente il piano di rafforzamento degli organici sui territori annunciato dal Viminale. È il segno di un impegno che condivido. Ma è del tutto chiaro che i dati indicano un'evidente sproporzione fra i territori, se analizzati attraverso la lente del peso demografico ed economico della Lombardia: con oltre 10 milioni di abitanti, la Lombardia rappresenta circa il 17% della popolazione italiana. Ricevere 180 agenti su 3.000 totali equivale ad appena il 6% della quota distributiva, una percentuale nettamente inferiore alla sua impronta demografica. Vi è poi anche un divario economico: la Lombardia produce circa il 23% del Pil nazionale ed ospita una densità di imprese unica in Italia. La ricchezza prodotta e la concentrazione di asset economici generano di per sé un volume di transazioni, mobilità e rischi (si pensi ai reati finanziari, alle truffe telematiche o alle infiltrazioni della criminalità organizzata nel tessuto produttivo, senza parlare delle preoccupanti “attività” dei troppi clandestini) che richiederebbero un presidio proporzionale».
«Non conosco le logiche ministeriali che sottendono a questa decisione che, certo, risponderanno a motivazioni tecniche, ma non si può fare finta di nulla di fronte a questa sottovalutazione. Politicamente - afferma il presidente lombardo - è un segno ulteriore di sottovalutazione delle necessità del nord produttivo, della Lombardia, di Milano: l'assegnazione del 6% dei nuovi agenti a una regione che rappresenta il 17% della popolazione e il 23% del Pil appare penalizzante e rischia di non rispondere alle crescenti richieste di sicurezza di un territorio così nevralgico per il Paese. Questa scelta riflette una logica che non sa leggere il territorio».














