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Busto Arsizio | 06 luglio 2026, 15:58

Un volo nel cielo dell'Aprica e la meraviglia della prima piscina: Busto Arsizio riabbraccia i bambini ucraini

Consegnato in Comune l'omaggio dell'organizzazione internazionale per l'accoglienza di quaranta giovanissimi in colonia e in famiglia. Il racconto commovente di Antonio Tosi tra disegni, speranze e la solidarietà che cura le ferite della guerra

Un volo nel cielo dell'Aprica e la meraviglia della prima piscina: Busto Arsizio riabbraccia i bambini ucraini

Il mese di giugno ha portato a Busto Arsizio un vento di profonda solidarietà, capace di superare i confini della guerra e del dolore. A Palazzo Gilardoni si è tracciato il bilancio "emozionale" del soggiorno estivo di quaranta bambini ucraini, di età compresa tra gli otto e i dodici anni, arrivati in Italia dal 3 al 17 giugno. All'incontro hanno preso parte il sindaco Emanuele Antonelli, l'assessore all'inclusione sociale Paola Reguzzoni e Antonio Tosi, presidente dell’associazione AUBaM ODV (Associazione Umanitaria Pro Bambini nel Mondo).

Per l'occasione, Tosi ha consegnato ufficialmente ai rappresentanti della giunta un omaggio inviato dall’organizzazione internazionale «Difendere i bambini di Chernobyl» di Vishnove, l'ente partner ucraino che collabora alla selezione dei piccoli ospiti. Si tratta di un riconoscimento formale per ringraziare l'amministrazione comunale di Busto Arsizio che ha messo a disposizione la colonia montana dell'Aprica per ospitare trentacinque di questi ragazzi, mentre altri cinque sono stati accolti direttamente da alcune famiglie del territorio. 

I dettagli del soggiorno restituiscono il valore profondo di un'iniziativa che va ben oltre la semplice vacanza. Circa il novanta percento di questi giovanissimi si è trattato della prima esperienza in assoluto al di fuori del proprio paese di provenienza. Ogni cosa, a partire dalle abitudini alimentari, ha rappresentato per loro una sorpresa.

Tosi ha voluto condividere alcuni episodi particolarmente toccanti che descrivono lo stato d'animo di questi bambini. «Quando sono arrivato alla colonia dell'Aprica» ha raccontato il presidente di AUBaM, «in quel momento stava transitando un aereo in cielo. I nostri bambini di solito non ci fanno caso quando giocano. Loro, invece, si sono fermati di colpo, hanno alzato gli occhi e hanno tracciato la traiettoria del velivolo finché non è scomparso del tutto». 

Nonostante le difficoltà burocratiche per i trasferimenti in tempo di guerra, che richiedono visti e certificazioni ministeriali gestite a Roma, la macchina della solidarietà si è mossa con straordinaria efficacia. All'Aprica, i bambini hanno trovato momenti di pura spensieratezza. Per molti di loro era la prima volta in acqua. Uno dei bambini, ha raccontato Tosi, ha trascorso quarantotto ore con indosso cuffia e occhialini, proprio per l'emozione dell'esperienza.

Tra i momenti più commoventi c'è stato il ricordo del legame speciale nato con Sofia, una bambina ucraina che ha partecipato al soggiorno per la prima volta. Durante una gita in montagna, rivelatasi un po' faticosa e complicata, Tosi ha accusato un leggero affaticamente. Sofia gli è rimasta accanto per tutto il tempo, stringendogli la mano e prendendosi cura di lui. Il disegno realizzato dalla bambina e inserito nel quaderno dei ringraziamenti ha fatto commuovere fino alle lacrime il presidente dell'associazione, che ha definito il sindaco Antonelli e l'assessore Reguzzoni come «due angeli» per il costante supporto garantito al progetto.

L'accoglienza di quest'anno ha registrato anche un'importante inversione di tendenza sul territorio. Se negli anni successivi alla pandemia e all'inizio del conflitto le ospitalità in famiglia avevano subito un drastico calo, quest'anno cinque nuclei familiari di Busto Arsizio hanno risposto all'appello con entusiasmo, aprendo le porte di casa ad altrettanti bambini. Un segnale di ripartenza per un progetto terapeutico e umanitario che da quasi trent'anni offre sollievo ai minori che vivono nelle aree ancora colpite dalle conseguenze del disastro nucleare di Chernobyl, oggi aggravate dal dramma della guerra.

A suggellare questa collaborazione, la pergamena consegnata in Comune esprime la gratitudine dell'organizzazione ucraina con parole cariche di significato: «Grazie per aver contribuito ad accogliere e sostenere un’iniziativa che ha offerto ai bambini momenti di serenità, amicizia e speranza facendoli sentire parte di una comunità solidale e attenta ai valori dell’umanità». Un ringraziamento che Tosi ha voluto accompagnare con alcuni doni simbolici, tra cui portachiavi e alcune bottiglie di vino ucraino «Leleka», il cui nome significa cicogna, storico simbolo di nascita e di ritorno alla vita.

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