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Politica | 25 maggio 2026, 13:18

Patentino digitale, approda in Consiglio la “legge Licata”: «Un investimento sui giovani»

Il consigliere regionale Giuseppe Licata ha pensato a una bussola per consentire agli studenti di orientarsi tra i rischi connessi all’utilizzo dello smartphone e della Rete, coinvolgendo docenti e famiglie. L’attestato verrà consegnato al termine di specifici percorsi. Domani il voto al Pirellone: «Provo l’emozione e la soddisfazione di aver fatto qualcosa di utile per i cittadini, insieme alla gratitudine verso tutti coloro che mi hanno sostenuto in questo progetto», afferma l’esponente di Forza Italia

Il consigliere regionale Giuseppe Licata (Forza Italia)

Il consigliere regionale Giuseppe Licata (Forza Italia)

Un minore su tre subisce cyberbullismo e otto giovani su dieci si sentono dipendenti da strumenti digitali, mentre la ludopatia colpisce fasce di età sempre più precoci, fin dai 14 anni.
In questo contesto, il consigliere regionale di Forza Italia Giuseppe Licata ha pensato a una bussola per consentire agli studenti di conoscere i rischi connessi all’utilizzo dello smartphone e della Rete, coinvolgendo docenti e famiglie. Si tratta del Patentino digitale, un attestato che verrà consegnato al termine di percorsi formativi dedicati all'uso consapevole, sicuro e responsabile di tecnologie entrate da tempo nella quotidianità di ragazzi e ragazze.

Domani, martedì 26 giugno, approda nell’aula di Palazzo Pirelli il progetto di legge regionale per l’istituzione di un “Patentino digitale”. L’iniziativa prende le mosse da una mozione presentata nel 2023 da Giuseppe Licata.
Consigliere Licata, come nasce questo progetto?
«Da padre di due bambine di 13 e 10 anni, vivo ogni giorno le preoccupazioni di un utilizzo incontrollato e non sano dello smartphone da parte dei più giovani. Oggi un minore su tre subisce cyberbullismo e otto giovani su dieci si sentono dipendenti da strumenti digitali. Fenomeni da anni segnalati dalle famiglie, dal mondo della scuola, dai medici e dalle istituzioni, che possono avere ripercussioni anche gravi sullo sviluppo psicofisico di bambini e ragazzi. In questo contesto nasce la mia iniziativa, che prende spunto dalle esperienze di educazione digitale già attive in molte scuole e si pone l’obiettivo di uniformarle e diffonderle in tutta la regione».

Che cos’è, nel concreto, questo “patentino” e chi riguarda?
«Il “patentino” è un attestato di competenze digitali per studenti, al termine di percorsi formativi dedicati, finalizzati a promuovere l'uso consapevole, sicuro e responsabile della Rete, dei social media e dei dispositivi tecnologici digitali.
L’obiettivo dell’iniziativa legislativa è quello di portare in tutte le scuole, soprattutto le medie, dei percorsi di informazione e di sensibilizzazione che possano dare agli studenti piena consapevolezza delle grandi opportunità e, soprattutto, dei rischi connessi all’utilizzo dello smartphone e della Rete. La mia proposta di legge prevede la creazione di una piattaforma regionale online di formazione a distanza da mettere a disposizione delle scuole, per semplificare l’erogazione di questi corsi e garantire contenuti omogenei, sempre aggiornati e sviluppati da esperti».

Come saranno coinvolti in questo percorso famiglie e docenti?
«Gli insegnanti potranno seguire dei moduli formativi a loro dedicati e sovraintenderanno alla formazione online degli alunni. Ma la vera sfida sarà il coinvolgimento delle famiglie: la mia legge prevede delle risorse per l’organizzazione di momenti informativi rivolti ai genitori».

Il progetto non potrà ignorare rischi e potenzialità dell’Intelligenza artificiale…
«Certo. Le innovazioni non vanno demonizzate, ma sempre accolte come opportunità di progresso, purché vengano governate e non subite. Cominciando proprio dai più giovani, che dovranno imparare ad usare l’intelligenza artificiale, non come scorciatoia per fare i compiti a casa, ma per sviluppare creatività e capacità di risolvere problemi, trasformandola in uno strumento di conoscenza e di crescita che amplifica le proprie potenzialità».

Tra i giovani è in crescita il gioco d’azzardo online. Il Patentino potrà incidere anche su questo fenomeno?
«La dipendenza digitale, che è uno dei focus su cui si concentra la mia legge regionale, possiede molte declinazioni: la ludopatia ne rappresenta una delle più gravi e colpisce fasce di età sempre più precoci, oggi fin dai 14 anni. È importante che ai ragazzi vengano spiegati i meccanismi psicologici e probabilistici utilizzati dalle app di scommesse e che sappiano riconoscere i segni di quella che può essere una vera e propria malattia. Penso insomma che il Patentino Digitale possa rappresentare anche una forma di prevenzione».

Domani sarà per la prima volta relatore di una legge regionale, per di più dedicata ai giovani. Come si sente alla vigilia del Consiglio regionale?
«Provo l’emozione e la soddisfazione di aver fatto qualcosa di utile per i cittadini, insieme alla gratitudine verso tutti quelli che mi hanno sostenuto in questo progetto, particolarmente il gruppo di Forza Italia, la Giunta regionale e gli esperti che ho chiamato in audizione nel corso del percorso in Commissione della legge. Occuparsi dei giovani penso sia il migliore investimento che la politica possa fare».

Ipe

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